PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Bill Gates, leader globale

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Al tempo in cui Bill Gates fece la sua fortuna quale fondatore di Microsoft, non erano in pochi, anche qui in Irlanda, dove pure tale società aveva importanti Quartieri Generali, a stigmatizzare la scaltrezza affaristica del personaggio. Non so quanto fossero vere queste voci, so però che non si può costruire un impero senza un istinto verso… tale scaltrezza nell’anima, verso una modalità dell’essere disposta al compromesso, alla prova di forza, di qualunque tipo sia.

Detto questo, col senno di poi è indubbio che non si potrebbe scrivere una biografia veritiera, o credibile, di questo personaggio senza guardare anche al “bicchiere mezzo pieno” nella sua esperienza di vita. A mio giudizio, infatti, Bill Gates è la prova vivente che neppure centinaia di miliardi di dollari sono sufficienti a fare un uomo sciocco.

Proprio così: Bill Gates non è uno sciocco, quanto piuttosto un uomo che, con i fatti, dati alla mano, ha dimostrato come ci si possa arricchire, diventare l’essere umano più ricco del pianeta, e ancora riuscire a camminare con i piedi ben piantati per terra. Con i piedi “ben piantati per terra”, ma finanche provando ad impegnarsi onde fare una differenza per gli altri. Per il prossimo.

Come sappiamo, sono anni ormai che la Fondazione patrocinata da Bill Gates e dalla moglie Melinda (The Bill & Melinda Gates Foundation), è impegnata in un lavoro filantropico mostruoso, sia in Africa sia in tanti altri luoghi del pianeta privilegiati dagli “ultimi”. Giorni fa, dopo lo stop ai finanziamenti statunitensi azionato da Donald Trump, tale fondazione è diventata anche il principale benefattore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Ma non sono questi i motivi in virtù dei quali, nel tempo, ho sviluppato una vera e propria ammirazione per questo signore ormai avanti negli anni, del resto i paperoni filantropi americani sono tanti, mentre in alcuni casi dietro cotanta generosità vi è solo la necessità, da parte dello loro società, di pagare meno tasse.

Il principale motivo per cui ammiro quest’uomo è dato invece da quella sua capacità già citata di continuare a “camminare con i piedi ben piantati per terra”, come fosse un altro zio Tom qualunque; dalla sua capacità di continuare ad essere, a vivere, a proporsi, a presentarsi qui e là senza strafare. Come non bastasse, Gates non è mai stato coinvolto in scandali gossipari, o politici, mentre ogni qualvolta si presenta a questa o a quella conferenza continua a sembrare un vivace gianburrasca, continua a portarsi dietro quell’aria da ragazzino “geek”, impenitente, più attratto da una linea di coding che da tutto il resto nel mondo che lo circonda.

Da questo punto di vista, e ad ulteriore testimonianza di un suo sicuro senso dell’umorismo, non si può non menzionare qui la sua eccezionale partecipazione a una puntata di “The Big Bang Theory”, la stratosferica sit-com creata da Chuck Lorre e Bill Prady; cioè la comparsata in un telefilm che si fa ricordare anche per avere avuto come “ospiti speciali” quasi tutte le vere menti pensanti del nostro tempo.

Bill Gates, leader globale, dunque, mentre la domanda retorica che resta senza risposta nel background è, purtroppo, sempre la stessa: perché se la società civile può contare sulle indubbie capacità di personaggi come questi, la politica deve contentarsi di figure di secondo piano, in Italia, certo, ma anche dovunque nel mondo?

Ah, non saperlo!

Rina Brundu

PS: qui di seguito il link al famoso Ted Talk del 2015 (ad oggi visto da 26 milioni di utenti), nel quale, alcuni anni fa, Bill Gates profetizzò l’attuale pandemia, il rischio sanitario, e sul come ci si sarebbe arrivati del tutto impreparati: chapeau!