PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Dall’immonda speculazione economica e mediatica sulla pandemia alla “task force” italica: non cambierà mai nulla! Riflessioni sociopolitiche in salsa einsteniana….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Premetto che io mi sono rotta le balle anche del Coronavirus! Francamente ho una età, e ho raggiunto una pace dell’anima tale, che se me ne dovessi andare domani mi andrebbe benissimo: di più, molto di più mi infastidisce quest’incertezza di fondo che da due mesi a questa parte agisce sui nostri destini come una ridicolissima spada di Damocle!

Detto questo, in realtà ci sono anche molti altri motivi per cui mi cascano le balle! Ciò che mi colpisce, per esempio, è l’immonda rincorsa a speculare sia economicamente che politicamente su questa crisi che, come sempre avviene, colpirà le fasce più deboli e lascerà tutti gli altri, specie nelle nostre nazioni occidentali, ancora più satolli e pienotti. Di fatto, ricordo molto bene, come, due mesi fa, ancora prima che si andasse in lockdown, alcuni “spiriti nobili” denoartri fossero già in agitazione per i miliardi di miliardi che sarebbe costata tale… crisi; li ricordo intenti a sbraitare urbi et orbi “Al lupo, al lupo!”, alla stregua di tanti pierini coglionazzi, furbi e impenitenti che già si immaginavano a contare il dinero pubblico!

D’altro canto, il popolo bue, il popolo rincoglionito e ben ammaestrato, anche stavolta non ha mancato l’attesa risposta: moo, moo! Mentre il gregge che siamo diventati, gli faceva eco: beheee, behee! Sic!

D’accordo gli impegni di breve periodo delle aziende, d’accordo i problemi economici di quelle piccole relatà produttive che vivono sempre un po’ più di là che di qua dal baratro, ma come è possibile che un mese di chiusura mandi affanculo un intero sistema? A mio avviso non è possibile, non quando il sistema è sano! E non è possibile soprattutto quando si possono usare alcuni ammortizzatori sociali che ci sono ora come ci sono sempre stati nel nostro recente passato pre-pandemia…

Vero è invece che è possibile andare in malora, comunque, quando quel traguardo è decisamente desiato, voluto, dai soliti avvoltoi proni a capitalizzare sulle disgrazie altrui, nonché eternamente dimentichi che se non sarà il Coronavirus sarà qualcos’altro, ma poi il redde-rationem arriverà comunque! Anche per loro!

Ma se sul lato economico siamo alla rovina totale, che dire di quello politico? Del caz… pardon, del “caso italiano” non ne voglio neppure parlare perché ho appena mangiato, ma francamente anche al di là dell’Atlantico lo spettacolo offerto non è stato dei migliori. E per un Trump che taglia i fondi all’OMS, non fanno certo migliore figura i giornalisti della CNN che anziché usare i loro microfoni per dare voce agli ultimi – tantissimi negli opulenti Stati Uniti – li usano per sfrucugliare semanticamente i discorsi del Presidente, con ciò mostrando una mancanza di coscienza civile, di gusto e di rispetto che indigna anche noi leoni da tastiera di norma ansiosi di non mandarla a dire. Ri-sic!

E poi il colmo dei colmi… Un colmo dei colmi che va scritto a chiare lettere per essere pienamente compreso. Come è possibile che sia proprio la classe economico-politica, mediatica, che ci ha portato nel baratro fino ad ora, a farsi credibile task-force (dicono loro) impegnata a preparare il futuro “migliore” che dovrebbe arrivare? Perché, mi domando, se codesti signori hanno fallito una volta, dovrebbero riuscire la prossima?

Diceva Einstein che il primo sintomo di pazzia é il ripetere un esperimento senza cambiarne i parametri ma aspettandosi un risultato diverso… e, se lo diceva lui, c’è da crederci… altro che caccao, pardon colao-meravigliao!

Rina Brundu