PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

10 aprile 2020, alto tradimento – Dilettanti allo sbaraglio calpestano e irridono la democrazia italiana: a casa il governo Conte!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Premetto che in precedenza non avevo mai visto uno dei “famosi” appuntamenti di Giuseppe Conte tesi ad informare gli italiani sulla lotta governativa al Coronavirus. Sono parecchi i motivi che mi hanno sempre impedito di sverginarmi davanti al sacro simulacro: 1) Questioni lavorative 2) Non frequento Facebook di notte 3) Non amo il leccaculismo in RAI 4) Non amo l’abusivo governo Conte-bis et… dulcis in fundo, in tutta onestà in una disfida tra il grillorenzista Giuseppe Conte e il Coronavirus io sarei fortemente tentata di sostenere il Coronavirus, ragion per cui…. meglio evitare!

Dicevo che non avevo mai visto una delle “famose” dirette di Conte… fino ad oggi. Oggi, infatti, causa qualche antipatica congiunzione astrale più inspiegabile della diffusione del Covid 19, mi sono ritrovata sulla piegatissima rete 1 della Rai nello stesso momento in cui vi è comparso il nostro Premier e, vuoi per poltronite nel premere subito un tasto di cambio canale, vuoi perché ognuno di noi ha in sé un tratto masochista che si mostra sempre nel momento meno opportuno, sono rimasta lì…. a guardare…

Confesso tuttavia che all’inizio non ho neppure badato a cosa stesse dicendo Conte: di fatto mi infastivano sia la voce che l’immagine “curata” che vedevo sullo schermo. Intuivo, insomma, che c’era qualcosa di tremendamente sbagliato (e di non votato dagli italiani) in quel siparietto raffazzonato mediaticamente a beneficio di un immaginario popolo che ancora si farebbe beffare da simili discorsetti e che in realtà esiste solamente nell’orizzonte d’attesa analogico dei “soliti noti” de noartri…

Poi all’improvviso la voce del Premier si è fatta più forte, determinata, togliendo l’audio si riusciva finanche a rivivere una sorta di riproposizione delle migliori scene prodotte dall’arte mirabile di Charlie Chaplin ne “Il Grande Dittatore” (1940). Di contro, ripristinato il suono, mi sono ritrovata subito a bocca aperta e col culo per terra, laddove passando dalla velleità dittatoriale al dilettantismo, come sovente è accaduto in Italia nelle occasioni storiche più ghiotte, ho dovuto ascoltare un signore mai delegato da alcuno a ricoprire il ruolo che sta ricoprendo, un signore che rappresenta un Esecutivo di minoranza nel paese reale, mentre intento a usare la TV di Stato per motivi politici-personali, ovvero per scagliarsi contro la legittima e costituzionale attività di opposizione politica. Non contento, costui ha fatto pure i nomi ed i cognomi dei rei di lesa maestà…

Pazzesco! Assurdo! Immondo! Finanche grottesco! Mai prima d’ora mi era capitato di vedere la nostra democrazia così vilmente calpestata e svilita sulla prima rete nazionale! Mai avrei creduto che un simile oltraggioso spettacolo fosse finanche “legale” nel nostro paese! Non più tardi di domattina mattina, Giuseppe Conte, se gli è rimasto ancora un briciolo di dignità, personale e politica, dovrebbe prendere carte e cartine, presentarsi davanti al Presidente della Repubblica e rassegnare le dimissioni. Mentre Mattarella dovrebbe accettarle, senza se e senza ma… o trarne le conseguenze.

Qui, di fatto, siamo in presenza di alto tradimento di tutto ciò per cui i nostri nonni hanno lottato: la nostra libertà e la nostra democrazia.

A casa il governo Conte, subito!

Rina Brundu