PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Indossa un sorriso giornalistico: l’aforista Verdelli (ma chi é?) e la lotta dura senza paura della nuova “Repubblica” per la “libertà di informazione”…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Dopo l’acquisto da parte di John Elkan del quotidiano “Repubblica”, di tanto in tanto torno sul sito di questo prodotto editoriale analogico (erano anni, forse decenni, che non lo facevo), per capire se la “cura” Agnelli sarà di sostanza e fondamentale, vale a dire non solo finanziaria, con gli inevitabili licenziamenti, ma soprattutto tesa a trasformare questa pubblicazione in un giornale davvero valido anche per un pubblico più knowledgeable e meno prono a gradire i giornalisti con la bava alla bocca quando parlano dei loro politici di riferimento.

Image50

Che “la bava” sia diminuita non possiamo proprio dirlo, e per darne evidenza plastica (come di norma tendo a fare io), basti leggere l’inciso (qui sopra, marcato in giallo) nell’articoletto dedicato, più che altro pro-forma, sembrando codesto giornale (così come le altre “testate” italiche), ben impegnato a nascondere le elezioni di Roma di domani… Di certo, temendo – cotante redazioni – che l’afflusso di cittadini liberi e non indottrinati possa togliere un’altra immeritata poltrona da sotto il deretano di uno degli esecutivi più abusivi e anti-democratici della nostra storia. La mia speranza, naturalmente, è che i romani si sveglino, vadano a votare e preparino la strada per la definitiva cacciata di codesti rappresentanti “di peso”…. ma, ne convengo, de gustibus non est disputandum…

Dicevo che a fronte di una “bava” che non sembra diminuire…. anche gli altri parametri tecnico-editoriali sono senz’altro sotto la soglia di accettazione minima: il format grafico del giornale fa ca**are, laddove questo quotidiano, che comunque ha una sua storia, appare alla stregua di un bloghetto provinciale; l’incensamento del partito politico di riferimento è continuato (l’esempio riportato qui sopra è solo l’antipasto), seppure proposto in maniera più scaltra e più timida di un tempo, e del contenuto degli articoli non ne parlo perché non ho più la pazienza di un tempo con le scritture analogiche…

democrazia

Source: corriere.it

Dato lo stato di “abbandono” in cui versa codesta pubblicazione, la domanda è dunque legittima: che Elkann voglia chiudere Repubblica? In tutta onestà, io credo che se il giovane Elkann lo facesse meriterebbe un premio, un monumento… Sarebbe un modo importante per mettere fine a un periodo veramente drammatico della nostra storia che di fatto vede nella nostra attuale emergenza democratica e mediatica epocale (denunciata di recente anche dai giornali esteri), la “ciliegina” prodotta nel tempo proprio da simili armi editoriali contundenti che di tutto si sono sempre occupate tranne di informare…

Se poi Elkann volesse impegnarsi a far nascere quel grande giornale italiano libero, democratico, che ci manca tanto… non sarebbe male. In ogni caso, prima di chiudere i battenti a “Repubblica”, spero vivamente che il giovane Agnelli voglia dare un piccolo premio anche a questo signor Verdelli (che non so chi sia ma immagino uno della scuderia scalfariana), le cui parole incorniciano, a mo di aforisma-to-remember, ogni articolo di Repubblica….

Ripeto, non so chi sia, ma raramente ho letto qualcosa di più divertente di quanto riportato nello screenshot sottostante. Diceva il mitico Karl Kraus “Non avere un pensiero e saperlo esprimere – è questo che fa di qualcuno un giornalista”: che avesse sentore di come l’aforisma verdelliano sarebbe stato coniato… nel futuro prossimo? Stra-sic!

Rina Brundu

 

verdelli