PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Sull’emergenza mediatica in Italia: dal blog di Berlusconi (Il Giornale) alle campagne superstiziose de “La verità” fino alla censura del Cacciari-pensiero di Dagospia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

il giornale

Il titolo de “Il Giornale” a proposito delle ultime dichiarazioni che avrebbe fatto Cacciari sui pentastellati…

L’Italia della seconda decade del XXI secolo non vive solo una profonda crisi politica ma anche una crisi informazionale spettacolare, per certi versi unica. Scrivo “per certi versi” perché chi ha studiato la storia del giornalismo italiano sa bene che lo status-quo è quello che è perché non avrebbe potuto essere altrimenti; vero è però che la cronica e datata emergenza è diventata ormai un problema importante, notevole, soprattutto dopo il clamoroso “golpetto” grillorenzista consumatosi tra la fine dell’agosto e l’inizio del settembre 2019.

Al tempo della “guerra dei vent’anni” tra De Benedetti e Berlusconi, infatti, esistevano due “partiti” (in senso lato) contrapposti che se le davano di santa ragione schierando in campo una fanteria e un caporalato di una potenza più o meno simile. Con l’avvento del “governo delle poltrone viventi”, altrimenti noto come il Conte-bis, con il venir meno della lotta politica portata avanti dall’ex Movimento Cinque Stelle, con il definitivo passaggio del giornale “Il Fatto Quotidiano” tra i ranghi del giornalismo di matrice scalfariana, il baricentro informazionale si è però pesantemente spostato al punto che ora come ora esistono solo due “testate” rappresentanti le ragioni di una pseudo-destra, vale a dire “Il Giornale” di Berlusconi e “La Verità” di Maurizio Belpietro.

Davanti a codesta situazione, la domanda sorge spontanea: dopo il sommovimento che ha riguardato e sta riguardando “La Repubblica” (quasi ventimila copie perse dall’insediamento del Conte-Bis con un outlook negativo per il prossimo futuro) e lo stesso “Il Fatto Quotidiano” (quasi diecimila copie perse nello stesso periodo con un trend assai simile a quello della già citata testata di matrice scalfariana), i quotidiani diretti da Sallusti e da Belpietro, naturali approdi di una readership tendenzialmente di destra, o semplicemente disgustata politicamente (come è il mio caso), sono in grado di dare risposte intellettuali valide alla parte più formata di questi lettori? A mio avviso la risposta è no!

La risposta è un no! sonante e convinto ma le motivazioni che la determinano sono diverse per le due testate in questione. Per onestà intellettuale debbo infatti scrivere che se non fossi stata uno di quei tanti “orfani” di un valido giornale italiano che possa interpretare le ragioni di una readership più accorta, knowledgeable e smaliziata, non mi sarei mai avvicinata, o presa l’incomodo di “studiare”, Il Giornale diretto da Sallusti. Di questa testata infatti tutto ciò che si può dire è che ha una nobile origine essendo stata creata da Montanelli e che il suo direttore, Sallusti, è comunque simpatico. Sul resto non si può davvero scrivere nulla. Di fatto, codesto “quotidiano” opera come un vero e proprio blog, il blog di Berlusconi, appunto; un blog che è soprattutto un’arma politica come da usato stile analogico “guerra dei venti anni”.

Come in tutti i blog di questa natura la redazione esercita una censura studiata (per esempio vi si possono pubblicare commenti anonimi e oltraggiosi, ma guai a presentarsi con nome e cognome e fare una critica ragionata!!!), pungola dove è necessario pungolare, l’importante è non far mai arrabbiare il mecenate nel background che non lesina interventi a piacimento quando crede, quando vuole, quando necessita di farlo.

Per carità, abbiamo visto di peggio… magari l’unico suggerimento che si vorrebbe dare a Sallusti è di lasciar perdere la “pagina scientifica” dedicata alla “fisica”… La fisica meglio lasciarla agli Witten, ai Susskind e quando si tratta di divulgazione al bravissimo Brien Greene: anche l’emergenza informazionale, infatti, non dovrebbe mai perdere il senso della vergogna dato che in quei casi nessuno ci fa bella figura, né la Fisica italiana né la nostra amata nazione!

Il caso de “La verità” di Maurizio Belpietro è completamente diverso. Il quotidiano di Belpietro è infatti l’unica voce libera, credibile, che faccia una “opposizione” ideologica valida alla scalcagnata truppa di poltronari che attualmente ci governano. Dopo il grande capitombolo del “Fatto”, “La verità” è anche l’unico giornale che si occupa di fare “inchieste”, che va a “spulciare” le carte del tristo Esecutivo in carica, da qui la sua crescita sostenuta in termini di copie vendute.

Il “problema” del giornale di Belpietro è naturalmente l’audience da “casalinghe di Voghera” di riferimento, verso la quale punta, insomma. Ne deriva che non passa giorno in cui vi si trovino un eccezionale “scoop” contro il nostro premier giallorossicciorolex e, d’altro canto, imbarazzanti reportage inneggianti alla superstizione, contra-diritti civili (vedi la campagna veramente discutibile e malsana contro l’aborto), contra diritti delle donne and so and so forth…

Cambierà mai lo status-quo? A mio avviso no: “Il giornale” morirà quando Silvio Berlusconi ne avrà avuto le palle piene della politica, mentre “La verità” continuerà ad esistere così come esiste fino a che Belpietro potrà sostenerla economicamente. Poi scompariranno entrambe le testate e nessuno ne sentirà la mancanza. È un bene che simili veline informative esistano malgrado questi “vulnus” intellettivi? A mio avviso sì, perché nell’Italia moderna in mano a pochi buffali finanziari impazziti, culturalmente, storicamente, intellettualmente diminuita rispetto alle glorie avite, se “Il Giornale” e “La verità” non ci fossero sarebbe l’imperversare dello Scalfari-pensiero e con tutto il rispetto io non riesco ad immaginare un incubo più grande.

cacciari dagospia censura

Il catenaccio di Dagospia che ho trovato modificato: sparito l’attacco diretto ai grillini!

Per far capire come siamo messi basti dire che il quotidiano online più “trasgressivo” (pensa tu!), ha appena censurato il Cacciari-pensiero nel suo catenaccio! Di fatto, dopo avere visto nello stesso quotidiano online la giusta accusa che avrebbe fatto Cacciari ai pentastellati, ovvero quella di essere “abbarbicati allo stipendio”, volendo leggere anche l’articolo sono ritornata sul giornale Dagospia trovandovi il catenaccio cambiato: mai sia che in Italia si offenda un governo in carica!!!

A corredo di questo post pubblico in alto – sempre a proposito dell’ipse-dixit cacciariano – il titolo de “Il Giornale” la cui redazione sarà pure dedita alla censura e non masticherà  “fisica”, ma almeno ha avuto i coglioni per mantenere lo scritto originale per il tempo necessario “a salvarlo”!

“Menanti” è il nome che veniva dato ai giornalisti agli albori della professione: proprio vero, un nome un destino!

Rina Brundu

 


L’ultimo “scoop” de “La verità” ripreso anche da “Il Giornale” e che certamente non leggerete né su “Repubblica” né su “Il Fatto Quotidiano”….

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