PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

A sinistra della destra, in attesa del ruggito serale della nazione…. MANDIAMOLI A CASA!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Oggi è una giornata molto importante per l’Italia. Non è importante per una parte politica, è importante per l’intero Paese, ed è importante per mille motivi. Oggi il nostro pensiero non può che correre verso quei caldissimi giorni dello scorso agosto e dello scorso settembre, durante il quale accaddero due episodi gravissimi che tuttora ci portano ad interrogarci sul grave deficit democratico che hanno prodotto.  Da un lato, infatti, abbiamo dovuto testimoniare la giravolta del guru trendy Giuseppe Grillo che in poche ore ha stravolto l’essenza riformatrice del Movimento che lui stesso aveva creato e che in virtù di quelle predicazioni originarie si era guadagnato il favore dei tanti (il mio incluso); dall’altro abbiamo dovuto subire l’immondo affratellamento di quello stesso Movimento (o meglio, di ciò che ne restava), con il partito più bastonato dagli elettori durante le ultime elezioni politiche, il PD, procurando una sorta di amministrazione controllata del Paese di tipologia idealmente sovversiva, come sempre accade quando il volere del popolo sovrano viene calpestato.

Oggi è dunque il giorno in cui, in Calabria e in Emilia Romagna, quel popolo così impunemente oltraggiato può riprendersi la sua sovranità. Deve farlo! Deve farlo perché non ci sono altre vie per affermare il principio democratico costituzionale, la via della sovranità della nazione senza se e senza ma!

Tuttavia, mandare a casa codesti “ladri di democrazia”, come sono stati definiti, è importante anche per capire quale è attualmente la nostra reale maturità culturale, civile. Per esempio: a) Riusciranno gli emiliani a liberarsi del vincolo – di tipologia quasi mafiosa – che codesta regione sembra avere contratto da quasi 70 anni con i partiti eredi del PCI (ma attualmente molto distanti dalle sue predicazioni)? Riuscirà l’Emilia a liberarsi da questa catena analogica e controproducente nell’età libertaria per eccellenza? B) D’altro canto, riuscirà la Calabria a scuotersi, a liberarsi da retaggi tutt’altro che edificanti e a proiettarsi nel futuro con una forza nuova?

Le risposte a tutte queste domande e a molte altre le avremo stasera. Ma resta un problema: cosa deve fare chi non si sente né piddino, né un traditore grillino né un leghista (o di destra)? Io per esempio rientro in questa categoria. A mio avviso, in questa occasione bisognerebbe usare la sana pratica di Montanelli, dunque turarsi il naso e andare a votare codesta destra al solo scopo di riaffermare quei principi democratici intoccabili di cui sopra. Insomma, occorre votare per liberare l’Italia, mandare a casa l’orrendo Conte-Bis e far indire nuove elezioni al più presto…

Senza democrazia non vi è libertà e senza libertà, che significa anche sovranità amministrativa, non si va da nessuna parte.

Di mio per il momento – e nell’attesa del ruggito serale della nazione – mi colloco alla sinistra di questa destra (che non vuol dire collocarsi con l’immondo duo PD-M5S o in un centro di tipo casiniano, ma occupare uno spazio idealmente e praticamente libero). Per me, infatti, i diritti civili, la laicità dello Stato, la didattica contra-superstizione sono valori intoccabili su cui non si può trattare.

Il resto sono dettagli…. Ma, nel dubbio, MANDIAMOLI A CASA!!!

Rina Brundu