PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

MASSIMO PITTAU – MACROTOPONIMI DELLA SARDEGNA. Estratto: il monte Gonare e il giudice Gonario…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Estratto

Gonare, Gonari, Monte Gonare o Mont’ ‘e Gonare (Orani/Sarule). Elevata montagna nel centro dell’Isola a forma di cono quasi perfetto, alta 1085 metri sul livello del mare. Siccome si trova in una posizione geografica che gode di ampie e favorevoli aperture di grandi vallate, dalla sua cima si vedono a occidente il golfo di Oristano a oriente quello di Orosei (G. F. Fara 182.8). A occidente esiste un’altra cima vicina e poco più bassa (metri 881) chiamata Gonareddu «Piccolo Gonare», la quale ha anch’essa la forma di un cono.- La tradizione vuole che il monte di Gonare abbia preso nome dal Giudice Gonario di Torres, il quale, attorno al 1200, avrebbe per voto innalzato sulla cima un santuario in onore della Madonna di Gonare. Senonché è quasi certo che si debba invertire la direzione del processo onomastico; cioè che sia stato Gonario a derivare il suo nome dalla Madonna di Gonare e non viceversa, senza che si debba escludere il fatto della costruzione o – meglio – della ricostruzione del santuario da parte di quel Giudice. Il santuario di Gonare è molto frequentato da tutta la popolazione della Sardegna centrale e anche questo fatto spinge a ritenere che esso sia stato preceduto da un luogo di culto pagano, come confermano anche monete romane rinvenute nel sito (A. Taramelli, CAS, I, 77/217). Un luogo di culto pagano sulla cima del monte sarà stato conseguente anche al fatto che, siccome essa viene colpita molto spesso dai fulmini, per gli antichi questa circostanza veniva interpretata come presa di possesso del sito da parte di una divinità (cfr. Perda Liana). Stabilita dunque la più verosimile direzione del processo onomastico, dico che esistono tre possibili spiegazioni etimologiche dell’oronimo: 1ª) Premesso che G. F. Fara (182.6) presenta l’oronimo come Gonnare e Vittorio Angius come Gonnari e che questa forma viene confermata dall’antroponimo corrispondente Gunnari come compare numerose volte nel Condaghe di Silki (CSPS), e anche dal toponimo Gonnorèo di Fonni, è possibile che esso sia da connettere con l’appellativo sardiano o protosardo gonnos «altura, poggio, collina, prominenza», avendo pertanto il significato di «montagna», anzi di «montagne» al plur. per le due cime; 2ª) Potrebbe derivare dal greco-bizantino kōnárhion «pigna» e «cono». 3ª) In via subordinata, Gonare/i si può confrontare col greco kõnos «pigna» e «cono» (finora di origine incerta; DELI²) col significato plur. di «(due) coni» (per la desinenza plur. sardiana –r (cfr. LCS II cap. III).

Continua….

Uno straordinario viaggio in Sardegna alla scoperta delle “origini” delle sue tante “ville”, villaggi, “villaggetti”, alla scoperta di tutti i suoi “luoghi” attraverso un attento studio storico-linguistico. Impreziosito e arricchito da quasi 600 voci, “Macrotoponimi della Sardegna” è l’ultimo formidabile regalo di un grande sardo, di un grande uomo di cultura, di un grande linguista e glottologo italiano, quale è stato Massimo Pittau, alla sua amata isola, ai suoi conterranei, a tutti noi.

CONTENUTI

NOTA EDITORIALE
PRECISAZIONI
MACROTOPONIMI DELLA SARDEGNA
APPENDICI
L’ULTIMO SCRITTO
IL MACROTOPONIMO “SASSARI”
CURRICULUM DI MASSIMO PITTAU
OPERE SCIENTIFICHE

Fonte: ipaziabooks.com

NOTA EDITORIALE

Quando Massimo Pittau se n’é andato, lo scorso 20 novembre, il lavoro di pubblicazione dei Macrotoponimi della Sardegna con Ipazia Books era già iniziato e con la determinazione che gli era tipica il professore insisteva affinché fosse portato a termine il più presto possibile.

Col senno di poi si può comprendere, forse, il perché di tale fretta. Resta il fatto che dopo la sua scomparsa non è stato facile riprendere in mano la sua opera. Tuttavia, avendo collaborato continuativamente con Massimo Pittau per circa dieci anni, sono sempre stata cosciente anche di un altro suo grande insegnamento, ovvero che bisogna lavorare con maggior dedizione proprio nei momenti più difficili.

Riflettendo nelle mie conclusioni e intenzioni anche l’intendimento della famiglia, si è quindi deciso di fare in modo che il volere del professore fosse rispettato fino alla fine.

Il risultato di questo impegno è un eccezionale volume che si fa straordinario viaggio di conoscenza in Sardegna alla ricerca della nostra più profonda identità culturale e che, mercé il tempo in cui viene reso disponibile, riesce finanche a diventare l’ultimo regalo di fine anno alla sua terra, ai suoi conterranei, da parte di un suo grande figlio, loro fratello, da parte di un grande sardo che è stato anche un acuto linguista e glottologo italiano.

Rina Brundu, Ipazia Books, Dublino, dicembre 2019

Massimo Pittau – Copyright Rina Brundu

Massimo Pittau – (Nuoro, 6 febbraio 1921 – Sassari, 20 novembre 2019) è stato un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.