PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Autunno. Armando non regna più…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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di Renato Pierri.

“Era bello come il sole”, così mi aveva detto Armando, quando morì Miro, un gigante, forte, portato via anzi tempo e in breve tempo dalla terribile malattia. Avrebbe mai immaginato Armando che dopo qualche mese sarebbe toccato a lui? Armando, è un inquilino del palazzo di fronte, uomo del popolo, mi stringeva la mano quando m’incontrava e mi dava del lei, non mi chiamava “caro”, come il giovanotto che incontro nell’ascensore e col quale in tanti anni avrò scambiato al massimo tre parole. Conoscevo un po’ di più Armando. Si era improvvisato giardiniere, curava le aiuole, ci stordiva col suo apparecchio elettrico per soffiare via le foglie cadute.  Armando,  con le sue camicie sgargianti. C’è ancora una scritta sul muro del palazzo dove abitava: “Armando regna”. Non regna più Armando, se n’è andato pure lui. Me lo ha riferito questa mattina un vicino di casa. Gli ho chiesto: “Starà male il giardiniere? E’ un po’ di tempo che non lo vedo. Le persiane sempre abbassate”. Mi ha dato la notizia. E’ morto un mese e mezzo fa il simpatico giardiniere. Aveva un brutto male. Sembra abbia rifiutato le cure. Se avessi saputo, magari avrei cercato di scambiarci ancora qualche parola. Di confortarlo in qualche modo, d’incoraggiarlo come feci col gigante che giocava a tennis e andava in motocicletta. “Vedrai che supererai tutto”, gli avevo detto. Neppure una parola ho potuto dire ad Armando. E’ autunno. C’è pieno di foglie gialle nel cortile. Il vento e la pioggia hanno spogliato gli alberi anzi tempo. Sora morte corporale soffia via le persone anzi tempo.  L’autunno fa cadere le foglie secche e lascia sugli alberi le foglie verdi. Sora morte non fa distinzioni.