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L’era del grillorenzismo (6) – Il caso Di Battista o dell’epoca del “grande vuoto” impossibile da colmare per mancanza di co**ioni!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

dibba

Sono tempi politici così cupi e volgari che ci hanno tolto tutto, persino la voglia di parlare e di scrivere di politica! Là dove non era riuscito neppure l’arrivismo mediatico di Matteo Renzi, è riuscito un ex comico del tempo di Craxi e Andreotti, la scuola poltronara che ha creato e i loro sodali mediatici. Dei compagni di merende politihe in salsa gramsciana molto molto diluita meglio non parlarne perché il farlo richiede una forza e un coraggio che la domenica mattina, appena svegliati, è legittimo non provare.

Scomparsi dai quotidiani e dai siti web il caso Bibbiano, il caso Consip e gli infiniti altri scandali che fanno capo a questa “parte”, tutto ciò che ci viene proposto è l’insulsa apologia al premier renzista double-face, il primo premier utilizzabile sia a destra che a sinistra senza il pensiero di una riflessione etica (fanculo l’etica!), l’oscuramento continuato dei sondaggi di sostanza che vorrebbero questo Esecutivo sotto il 10% dei favori, nonché il ritorno sullo schermo del servizio pubblico dei faccioni satolli dei peggiori politicanti che ha allevato (a sue spese) il nostro disgraziato paese.

Sicuro, con l’appropinquarsi di Halloween, festa che mi è molto cara, fa piacere vedere i volti rassicuranti di zombie, creature fantastiche, fantasmi, streghe, gatti neri mentre popolano le nostre strade, persino i nostri incubi… ma tra il vedere i connotati di queste figure archetipe semplici, tutto sommato dolci, e l’essere costretti ad “ammirare” i tratti connotativi dei personaggi che adesso ci governano c’è una grossa differenza, anche per lo stomaco!

Già detto: viviamo un periodo di emergenza mediatica e democratica totale. Viviamo un momento di vergogna collettiva che sarà difficile dimenticare o giustificare davanti ai posteri; viviamo uno di quei periodi storici in cui se la tempra di una nazione potesse essere validamente misurata il risultato ottenuto sarebbe zero, in una scala da uno a mille dove uno rappresenta la capacità “politica” dell’uomo di Neanderthal e mille  riguarda l’esempio straordinario fornito dai rivoluzionari francesi due secoli fa circa.

Viviamo un’epoca in cui il signor Rossi, cittadino modello e probo, non ha referenti politici a cui guardare; viviamo l’epoca del profondo vuoto impossibile da colmare per mancanza di coglioni (i coglioni che si vedono infatti sono altra cosa); viviamo un’epoca in cui anche il signor Alessandro Di Battista da tigre ringhiante appostata dietro i cancelli di Arcore si è trasformato in gattino miagolante, assopito, tenuto al guinzaglio dai compari interessati alla poltrona.

Cos’altro potrebbe capitare? Nicola Zingaretti o Romano Prodi Presidenti della Repubblica? L’ultimo insulto!

Rina Brundu

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