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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Fiori sorridenti d’estate

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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di Renato Pierri.

Te ne stai tranquillo seduto al bar in compagnia del caffè e del tuo cellulare, tranquillo,  e ti passano davanti due ragazze bellissime, “con piccolo passo di gloria”, i calzoncini corti, cortissimi, a mostrarti pochi centimetri di segreta pelle di seta. Che fai? Guardi il cellulare. Ovvio. Poco dopo, però, lo sguardo torna sulle gloriose già lontane. Ovvio?  Un’altra bella ragazza si siede al tavolino a fianco, con l’amica. Guardi lei e non l’amica. Guardi lei,  perché è lei ad avere i capelli biondi, gli occhi belli, la gonna corta. Che fai? Guardi il cellulare. Ovvio. E poi ancora un poco lei. Ovvio? E lei se n’accorge.  E non sembra dispiacersi d’essere guardata, d’essere ammirata. Ovvio? Sono svanite le gloriose. Anche le ragazze accanto se ne vanno. Che fai? Le saluti. Risponde con un bel sorriso, la bella. Che fai? Il cellulare. Ovvio. Che fai? Ti avvii verso casa nel profumo degli oleandri così intenso quest’estate. Dicono che siano velenosi, gli oleandri. Così belli, così profumati e velenosi. Ti sorridono, ma  non puoi accarezzarli gli oleandri. Non li puoi baciare. Che fai? Verso casa nel canto delle cicale.Ti stordiscono, d’estate, i fiori e le cicale. Il fiore di magnolia non è velenoso. Lo puoi cogliere, accarezzare. Che fai? Mangi le buone melanzane fritte, farcite di tanti capperi e acciughe. Un bicchiere di vino rosso. Ma sì, rosso, anche se è estate. Verrà l’autunno. Le cicale moriranno. Muoiono le cicale a fine estate. E come l’autunno, un giorno verrà anche lei, la signora con la falce. Ovvio. Che farai?

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