PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Media e regime (49) – Dal “caso Rocco Casalino” su Dagospia all’Approdo di Lerner in Rai: emergenza mediatica epocale.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Sono decenni ormai che mi occupo di analisi di attività giornalistiche, di scrittura digitale e tradizionale e tuttavia confesso che ci sono momenti in cui riescono ancora a sorprendermi.

A sorprendermi, ma non troppo, è la realizzazione continuata, quotidiana, di quanto sia profonda l’emergenza informazionale che sta attraversando il Paese. Si tratta di un qualcosa che a capirne tutte le dinamiche che la fanno vivere, fa semplicemente paura.

Tempo fa, nel periodo in cui su questo sito furono istituiti i goliardici premi “Rosebud Awards” al giornalismo italiano, dato che non si riusciva a trovare lo stomaco per premiare alcuno dei reali quotidiani esistenti, si pensò di dare il Premio a Dagospia: sembrava insomma che la sua vena ridanciana, un po’ sopra le righe, dall’apparente dirittura “un colpo al cerchio un colpo alla botte”, potesse fare al caso nostro. Detto altrimenti, se sei in un mare di merda bisogna comunque nuotare.

Purtroppo però a me piace vederci sempre chiaro, saperne di più, capire di mio, e da quel giorno mi misi ad analizzare quel sito con i miei parametri, quelli che applico a qualsiasi sito che si occupa di giornalismo. Mi pare che mi bastarono poche settimane e poi il “premio” fu ritirato. Di fatto, non servì molto per capire che in quel luogo virtuale la “cronaca politica” non è intesa come fatto oggettivo effettivamente indagato, ma piuttosto come attività dietrologica costante, continua, che immagino anche molto redditizia perché nel mare di cui sopra i pesci felicissimi di abboccare all’amo non possono essere che milioni.

Peraltro non ho scritto a caso che la dirittura “un colpo al cerchio un colpo alla botte” sia solo “apparente”, perché ho certamente notato che il “tono” della denuncia cambia quando la “vittima” di turno è il berlusconismo – trattato con i guanti bianchi – e quando nell’occhio del ciclone ci finisce il Movimento Cinque Stelle. Non parlo poi delle trame dietrologiche, appunto, perché negli ultimi mesi avrò letto così tanti avvisi di crisi di governo, trame oscure di Salvini contro Di Maio e viceversa, che al confronto i congiurati romani che agivano al tempo dei Cesari erano dei meri principianti!

Ma come si fa, come si fa? L’unica nota confortante di cui si è letto a questo proposito – dato che né l’Agcom né una qualche autorità deputata si è degnata di investigare il “problema” –  è che, di recente, un software anti-fakenews avrebbe bocciato il sito del pur bravo D’Agostino: benissimo, ma dobbiamo aspettare un software americano per meglio comprendere l’emergenza informazionale in cui viviamo?

Comunque, in virtù della legge non scritta “Chi cerca trova” ha fatto davvero bene al cuore leggere l’email di Rocco Casalino inviata alla Redazione in queste ultime ore (in calce, lo screenshot e tutto il testo), con la quale il giovane diffidava dal procedere con le attività diffamatorie a suo carico: bravissimo, benissimo, solidarietà e sostegno, lo facessero anche gli altri rappresentanti del governo sarebbe solo il minimo sindacale.

Ma che dire poi di quanto si è potuto ascoltare quest’oggi quando, atterrando per due minuti (nonché per errore) nell’aulico canale Rai 3, abbiamo dovuto ascoltare il trailer (sic!) di presentazione della prossima puntata de “L’approdo” di Gad Lerner (sì, proprio l’analogico conduttore che alcune settimane fa ha fatto il diavolo a quattro pur di tornare in RAI vantando poche decine di migliaia di Euro per presentare la sua sbobba trita e contrita, ri-sic(k)!), in virtù del quale uno dei temi pregnanti trattati sarebbe il “buonismo” di cui furono accusati quelli di Capalbio?

Il buonismo? Dunque non l’essersi ridotti a fare “merenda” con il referente politico, non l’avere p***tituito il dono dell’intellettualità affinché facesse da sponda a un unico partito che proprio in quegli anni costruiva il suo personalissimo Sistema-Italia, non l’essere stati correi dello sfascio del Paese che andava maturando e del contestuale aumento del debito pubblico… ma il buonismo!

Ripeto: emergenza informazionale epocale ed è meglio non scrivere altro perché veramente oltre lo stomaco bisogna tenere in conto anche la bile!

Rina Brundu

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