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Miracoli dei tempi: Mentana ci aveva azzeccato! Sul colpo di coda del renzismo, sul perché si è “spento” il dibattito politico in TV e sul fattore X dimenticato dalla Stampa: l’astensione.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Mentana ci aveva azzeccato!! È stata questa la prima vera sorpresa che ha mi ha procurato questa tornata elettorale europea! Mai, manco l’avessi testimoniato di persona, avrei pensato che il renzismo fosse già pronto per una sua rentrée dalla finestra dopo l’uscita dalla porta in virtù del calcio in culo rifilatogli dagli italiani in più di una occasione.

Ripensandoci però, questo forse avrei dovuto capirlo, avrei dovuto comprenderlo, così come avrei dovuto comprendere la “pericolosità” di questa dottrina polimorfa che ha avuto cinquanta anni di tempo per infilare i suoi adepti dovunque: dalle redazioni dei giornali alle banche, dalle fila della magistratura a quelle accademiche, dovunque, appunto … fosse stato possibile anche su qualche “gabina elettorale” collocata sulla luna!

Tuttavia, io resto convinta che di “colpo di coda” si tratti, non di “ritorno”. Al più potrebbe trattarsi del “canto del cigno” di una formazione che DEVE esistere, deve galleggiare, deve mantenersi in vita, per far fronte alle innumerevoli situazioni “dubbie” che dovrà spiegare, alcune delle quali venute fuori anche nelle settimane immediatamente precedenti le elezioni.

Nel tempo riusciremo a capire meglio, certo è che i primi effetti – soprattutto mediatici – abbiamo cominciato a “subirli” già ieri sera, non a caso si è dovuto subito spegnere il dibattito politico animato dallo stesso Mentana (versione orgasmatica) sucitato e dai suoi tanti colleghi panciuti e satolli. Per inciso, sto parlando di quella stessa casta giornalistica  (Travaglio e Belpietro esclusi), che in questi anni non ne ha azzeccata una, che ha continuato a sproloquiare pro-editore-suo rifiutandosi di guardare in faccia il mondo che cambiava, ma che ora si arroga il diritto di commentarlo quel mondo, peraltro senza capire neppure bene di cosa sta parlando!

Miserie quotidiane del giornalismo italiano, inutile ricamarci sopra! Vero è però che per amore di verità, qualcosa  di quanto ripetono codesti tromboni (fino a macerarci i timpani e i maroni) va contraddetto, quindi va ricordato che le Europee – benché non siano le Amministrative – non sono le Politiche e dunque chi canta “vittoria” e si attende altra corruzione amministrativa col rientro del PDZR alla guida della nazione, dovrà aspettare di capire cosa ne pensa di codesta funesta eventualità politica futura quel 40% di persone che ieri non ha votato, nel cui seno molto probabilmente si nascondono i milioni di voti persi dal M5S!

In ultimo, bisognerebbe anche sottolineare che forse il governo è uscito rafforzato da questa avventura, la quale ha riconsegnato un po’ di umiltà al Movimento (un fattore che potrebbe risultare determinante alle prossime Politiche), e ha fatto capire a Salvini che non potrà contare sui voti di Berlusconi per governare, ma soprattutto che del doman politico non vi è certezza…

Meglio quindi lavorare sul contratto già in essere e poi sarà il tempo a decidere. E gli Italiani!

Rina Brundu

PS Bravo anche Di Battista a non proporsi come Uomo della Provvidenza: in Italia ne abbiamo già avuto uno di recente e non basteranno mille anni per dimenticarlo come si vorrebbe, nonché per dimenticare lo sfascio che ha procurato!

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