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“Amici” o del valore della critica. E sulla canzone di Giordana per il padre

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Oggi mi è capitato di vedere la finalissima di “Amici” condotto da Maria De Filippi su Canale 5: molto bello e di una qualità artistica notevole! Di norma non bisognerebbe mai scrivere di un qualcosa che ha un valore estetico in sé perché è quel valore a parlare: sarebbe come voler tentare di descrivere a parole il colore porpora o vermiglio, il profumo di una rosa rossa… ma stavolta si può fare una eccezione dato che quando c’è stato da “criticare” non ci si è risparmiati.

Tra i critici noti che negli anni hanno “bastonato” la televisione della De Filippi in maniera tecnica e knowledgeable (perché altra cosa è improvvisarsi critici e recensori senza saper distinguere una metafora da un carro armato!), c’è sempre stato il formidabile professor Aldo Grasso (mai presente, fortunatamente, nella giuria “di qualità” della De Filippi!).

Orbene… la mia opinione è che se un programma come “Amici” è finalmente migliorato, portandosi su altro livello, ed è arrivato infine a presentare i due giovani e validissimi artisti che hanno disputato la finalissima stasera, forse la De Filippi dovrebbe ringraziare – oltre che se stessa e il suo staff – proprio le critiche del prof, e tutte le critiche “vere” che le sono arrivate nel mare magnum delle leccate del deretano. O del valore della critica seria… appunto!

Benvenuto, insomma, qualsiasi programma che riesce a presentare persone “profonde” e capaci come la Giordana che ha scritto anche questa meravigliosa canzone dedicata al padre… assente. In vita mia non ho dovuto soffrire questa “mancanza”, perché io ho avuto il più meraviglioso dei padri, ma forse proprio per questo posso capire il suo dolore, forse proprio per questo riesco a capire in qualche modo le ragioni profonde che giustificano la sua straordinaria maturità: bravissima!

Rina Brundu

PS: Certo, sarebbe stato meglio evitare la retorica in chiusura della finale…. ma non credo che nella vita – manco in quella televisiva – si possa avere tutto!

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