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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Europee 2019. Sul perché ho deciso di “spostare” la Politica da Rosebud…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Il Referendum costituzionale 2016 e le Politiche 2018 sono state due occasioni elettorali in cui su Rosebud si è fatta una intensa campagna elettorale. Per entrambi questi appuntamenti sono stati pubblicati centinaia di post, e insomma non ci si è fatto mancare niente, laddove si è arrivati a pubblicare riviste, persino libri su questi argomenti.

Di contro alle Europee 2019 mancano pochi giorni e i post pubblicati saranno stati uno o due, perché?

Per tutta una serie di motivi molto validi che vado a elencare, o almeno andrò ad elencare quelli più importanti:

  • Alla politica è sempre stato legato il giornalismo. Onestamente da quando ho pubblicato e mi sono impegnata in uno studio sul giornalismo italiano (Venerati maestri. Chi ha ucciso il giornalismo italiano?), io non ho più alcuna curiosità verso quel mondo. Quello studio mi ha lasciato con un senso di disgusto tale per questa professione e per come viene esercitata in Italia che ritengo che fare altra pubblicità a quei signori significa solo essere coglioni. Il titolo di “coglione” data la società in cui viviamo non è il peggiore che ci può capitare, ma visto che non mi sono mai cucita titoli addosso non capisco perché dovrei fare una eccezione per quest’ultimo…
  • In passato ritenevo che uno scrittore, un opinionista, un osservatore della nostra società, quale credo di essere sempre stata, non dovesse impegnarsi nella politica attiva… per non essere di parte, mi dicevo: cazzate!! Il senso critico, la capacità di mantenerlo a tutto tondo, dipendono dalla nostra tempra, dalla nostra sostanza, dalla nostra etica, non dall’appartenere a questa o a quell’altra fazione politica. Di contro, io concordo con Gramsci: odio gli indifferenti! Non ho problemi a dire quindi che non amavo quella parte di frequentatori di Rosebud che non hanno mai avuto il coraggio di esporsi politicamente. Io l’ho fatto e continuerò a farlo finché avrò respiro, perché questo, ritengo, sia il primo dovere di una coscienza intellettiva valida, diversa dagli scribacchini che fanno della furbizia, dell’utilizzo di nick, etc, il loro modo per muoversi nel mondo.
  • Da quest’ultimo elemento deriva un terzo punto più importante: in quest’ultimo periodo, negli ultimi tre mesi direi, ho sentito il bisogno di confrontarmi sull’argomento politico con persone più impegnate politicamente ed è per questo che per la prima volta da dieci anni a questa parte mi sono spostata su un sito che non è il mio… Francamente, da questo punto di vista mi sento più a mio agio e quindi per il prossimo futuro questo sarà lo status quo.
  • La scrittura meditata da circa due anni ha ormai ripreso il sopravvento, tra i miei interessi, rispetto alla scrittura digitale (a cui debbo comunque tanto) e anche qui non vedo un coming-back nel prossimo futuro. Di fatto, sono attualmente impegnata con diversi lavori e altri ce ne saranno nel corso dei prossimi mesi con il target poi, dalla metà dell’anno prossimo di dedicarmi solo a due tipologie di studi: quelli filosofici, e quelli legati alla filosofia politica. Alla mia età questi sembrerebbero essere i soli argomenti che interessano il mio spirito: dato che sono sempre stata abituata a seguire l’intendimento del mio spirito non vedo ragioni per non seguirlo adesso che si è raggiunta senz’altro una maggiore maturità…
  • Il sito mi ha un po’ stancato… Certamente continuerà ad esistere… ma dopo dieci anni (così come accadde per i miei primi siti) sento la necessità di fare una pausa da questa attività… per cui gli articoli pubblicati saranno per lo più di altri autori e a questo proposito mi scuso per i pezzi in attesa… ma verranno pubblicati.

Tutta la mia vita anche intellettiva è stata un continuo cambiamento, mutamento, sempre alla ricerca di quel qualcosa che mi mancava, capire cioè di cosa mi sarei dovuta occupare. A questo punto della mia storia, la questione mi pare risolta: non sono fatta per scrivere raccontini, per lustrarmi le penne mandando stronzate a concorsi, facendomi pubblicare chissà dove, ma io sono fatta per tentare di capire me stessa e il mondo che mi circonda attraverso i miei studi e l’utilizzo di un forte spirito critico e così procederò finché potrò.

Di tanto in tanto naturalmente non smetterò neppure di intervenire sul mio sito, ma voglio farlo senza sentirmi costretta a intervenire, senza trasformare questo luogo virtuale in un altro pseudo-giornale-online acchiappa-click, cosa che peraltro non ho mai fatto prima d’ora e non intendo fare neppure in futuro.

Besos,

Rina Brundu

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