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Filosofia dell’anima – Mason Warwick

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Mason e la madre

Si chiamava Mason Warwick, era nativo di Brighton in Inghilterra, aveva 12 anni e si è tolto la vita qualche giorno fa a causa del bullismo dei suoi compagni. Mason è solo l’ultimo delle decine e decine di ragazzini inglesi che si stanno uccidendo in questi anni, come fossero incapaci di andare avanti nel mare magnum dell’indifferenza sociale che li circonda, vittime di sfide importanti che non sono attrezzati ad affrontare.

Quando ci si ferma a riflettere su questa storia si resta senza parole: come può un bimbo di 12 anni, anche solamente aver-da-pensare la possibilità di non continuare ad esistere? Come può un bimbo di 12 anni avere altre preoccupazioni che non siano quelle di giocare, studiare, imparare, sognare il suo futuro? Leggendo gli articoli – scandalistici, sensazionalistici – a corredo di questo fatto di cronaca, non si può che meravigliare anche davanti alle dichiarazione di tutte le persone che, a diverso titolo, circondavano Mason: che senso hanno simili dichiarazioni? Dov’erano queste persone quando questo piccolino ne aveva bisogno? Dov’erano i servizi sociali? Dov’erano le istituzioni?

Un altro fattore che dovrebbe preoccupare in maniera sostanziale gli addetti ai lavori che leggono queste notizie, è il fatto che ciò che sta accadendo in Inghilterra in questi anni – cioè in una società oggettivamente “avanzata”, anche quando il termine “avanzata” non connota necessariamente in positivo – potrebbe essere solo un “glimpse”, un’immagine rubata di ciò che accadrà molto presto in tutte le società del “Primo mondo” se non si correrà ai ripari.

Com’è possibile che non ci siano strumenti efficaci da utilizzare contro il bulllismo, sia quando quello si esprime in Rete sia quando viene perfezionato in contesti scolastici e/o sociali di qualsiasi tipo? Che tipo di società è una società che costringe un ragazzino di 12 anni a scegliere tra il vivere un’esistenza terribile e il morire? Bisognerebbe chiedersi, inoltre: che tipo di società è una società che invece di attivarsi in maniera importante su questi temi, trascorre il suo tempo a cazzeggiare su Facebook o su Instagram e propone in televisione modelli formativi assolutamente deleteri?

L’impressione che si ha è che la tipologia di società che viviamo non sia cambiata troppo da quelle che animavano i periodi più distopici della nostra storia: abbiamo solo indossato abiti più scintillanti, più colorati, ma la miseria e l’immaturità dell’anima è sempre la stessa.

Ah, già!, volevo parlare del piccolo Mason Warwick che si è tolto la vita a 12 anni qualche giorno fa, ma francamente non ci riesco, non saprei cosa dire che non sia “ranting” trito e ritrito, predica già sentita…. E poi cosa ci sarebbe comunque da dire, da aggiungere? L’orrore!, scriveva Conrad, l’orrore!

Rina Brundu

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