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Europarlamentarie M5S e l’editor splendido del “Fatto”: ma dov’è il Berlinguer? Dov’è l’elegantone?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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In queste ore i Cinque Stelle stanno inviando le loro candidature per la successiva scelta dei nuovi parlamentari europei. Si tratta di un momento molto bello, di grande democrazia, un appuntamento unico nel suo genere. Non mi risulta, infatti, che in nessun altro luogo al mondo un qualsiasi cittadino, armato del suo solo curriculum, possa fare quanto è possibile fare in Italia. Si tratta di un qualcosa che, se il Paese non fosse insozzato dalla stampa auto-correttiva dei giornaloni, ci renderebbe fieri come singoli e come comunità.

Tuttavia, ieri ho visto un pezzo sul “Fatto quotidiano” che tratteggiava il ritratto dei probabili papabili e francamente sono rimasta perplessa da tanto giornalismo “splendido”. Io non avevo mai sentito parlare delle persone proposte dal sagace redattore (e poi non dovrebbero essere Grillo e Di Maio a scegliere?), ma non ho dubbi che codesti personaggi siano davvero i “capaci” presentati… Ciò che mi ha preoccupato però era il minimo comune denominatore generato da queste figure, cioè il loro essere figure più o meno note nel mondo mediatico e in qualche salottino social-trendy, ragion per cui i dubbi s’imponevano: dov’è il Berlinguer? Dov’è l’elegantone?

Chi è Berlinguer?, non è una domanda lecita. Ogni cittadino italiano, anche quando non vota a sinistra, sa bene chi fosse Berlinguer e quasi istantaneamente lo identifica con il connazionale onesto che fa politica con fatica e crede fermamente nella linea che promulga. Proprio così, a mio avviso in un ideale campo semantico del job spec circolato per fare l’hiring dei futuri euro-parlamentari, termini quali “ideali”, “linea politica” e soprattutto “fatica” dovrebbero essere i primi ricercati dall’esaminatore nel “cloud” di riferimento. A questo discorso è infatti legato anche l’altro interrogativo importante per i Cinque Stelle: se Grillo e Di Battista non faranno più i Berlinguer della situazione, chi si assumerà l’onere di svolgere quel compito? Siamo sicuri che i ritratti “splendidi” abbozzati dall’editor del “Fatto” siano in grado di svolgere quel lavoro? Che abbiano voglia di svolgerlo? Di faticare? Di sporcarsi le mani quando servirà?

Da questo mio fortissimo dubbio nasce anche la successiva legittima domanda: chi è l’elegantone in questo contesto? Nella straordinaria serie western dedicata al personaggio di Trinità, “l’elegantone” era appunto il mitico Terence Hill, Trinità, la mano sinistra del diavolo, un pistolero bellissimo, ma sporco, trasandato, maleducato, vestito di stracci, che però quando era necessario sapeva… risolvere e sbaragliare il campo avversario senza lasciare dubbi su chi avesse vinto la partita.

Naturalmente, non si pretende che i nuovi europarlamentari M5S abbiano la qualità estetica (in senso stretto e in senso lato) mirabile di Terence Hill – sarebbero vette impossibili da raggiungere per chiunque – ma qualcuno che “risolva”, ovvero che sappia imporsi in Europa in termini dialettici, cogitativi, di know-how, che sappia imporsi anche rispetto alle velleità di supremazia a tutto tondo dell’alleato Salvini, bisogna trovarlo e trascinarlo quasi di forza a Bruxelles. Importantissime – oltre alla conoscenza dell’inglese e di altre lingue come il tedesco, fattori che si danno per scontati – saranno cioè date caratteristiche “tecniche” imprescindibili (i.e. Di Maio vai a guardarti i loro articoli, i loro post, i loro lavori, non lasciare che sia solo il CV che hanno compilato a parlare!): la passione per la politica, la capacità di esporsi, la fedeltà alle idee del Movimento (evitare i furbi dell’ultima ora), la voglia di lavorare e faticare.

Francamente io non so quanto questo mio ritratto molto operativo del futuro europarlamentare Cinque Stelle ideale, corrisponda con i ritratti “splendidi” dell’editor del “Fatto”, ma io ho molti dubbi che sia così. Il mio timore è invece che se si dovesse scegliere male, saranno gli altri “elegantoni” a prenderci a schiaffi, di brutto, proprio come accade nella sottostante memorabile scena…

Insomma, Di Maio avvisato, meno incasinato… Buon lavoro!

PS Detto terra-terra, evitate, se potete, di mandare fighetti di tipo renzistico in Europa, il verace Salvini vi stenderà, vi mangerà a colazione e vi espellerà in tarda serata trasformati in grumi schifiltosi (e il peggio sarà che farà tutto questo parlando padano)!

Rina Brundu

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