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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diario dai giorni del golpe bianco – Le deputate renzusconiche si riscoprono femministe. Ricordiamo quando “dipendevano” dai masculi e l’Europa rideva di loro…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

renzusconiche

16 Luglio 2014

Il britannico The Telegraph va diritto al punto e spara un titolo alla maniera del miglior giornalismo anglosassone: L’Italia propone un ministro novellino quale successore di Catherine Ashton. Preciso che l’aggettivo originale era “inexperienced” che ho tradotto con il termine italiano “novellino” preferendolo all’alternativa “inesperto”.

Il titolo però rimane straordinario nel suo dire tutto ciò che c’era da dire: dice cosa sta facendo l’Italia e dice pure perché gli inglesi considerano il nostro operato politicamente orbo. Non ci sono dubbi che qui non siamo su un campo di calcio: Inghilterra – Italia 1- 0. Se il titolo suona ispirato, l’incipit dell’articolo di Nick Squires, il corrispondente da Roma, non è da meno quando si tratta di rigirare il coltello nella piaga: “L’Italia spinge per avere il suo ministro degli Esteri (nda Federica Mogherini), che è in carica da soli cinque mesi, a capo della politica estera europea, nonostante il grande scetticismo di alcuni paesi membri sul fatto che la signora abbia l’esperienza e la grinta necessarie”.

D’accordo, sono tempi in cui un affanculo non si nega a nessuno, e non si vedono ragioni per negarlo alle posizioni sempre troppo schierate della stampa d’oltremanica. Il fatto è che Squires, non dimenticando di menzionare che la stessa Ashton fu a suo tempo criticata per la sua “inesperienza”, intesse un discorso condivisibile. Ribadendo che la Mogherini è stata eletta solo cinque mesi fa quando Mr Renzi effectively staged an internal coup and deposed Enrico Letta (quando il Premier Renzi con un vero e proprio golpe interno detronizzò Enrico Letta), la mette all’angolo accusandola di essere troppo tenera nei confronti di nazioni come la Russia.

Il corrispondente inglese procede poi a tracciare una sorta di profilo personale del nostro giovane ministro, cita il suo blog, la tesi sull’Islam, la capacità plurilinguistica, il suo essere descritta come persona lavoratrice e coscienziosa. Un ritratto breve ma intenso, prima di passare alla vera e propria crocifissione giornalistica: The choice of Federica Mogherini, who was plucked from relative obscurity earlier this year by prime minister Matteo Renzi to serve in his cabinet, will only reinforce British suspicions about the opaque way in which top EU posts are filled (La scelta di Federica Mogherini – strappata a una relativa anonimità all’inizio dell’anno dal Primo Ministro Matteo Renzi per includerla nel suo governo, servirà soltanto a rafforzare i sospetti britannici sulle modalità torbide con cui vengono coperte le alte cariche UE).

Il renzismo è servito! O meglio, il machiavellismo regna, mentre Squires sembrerebbe avere scoperto l’acqua calda proprio oggi e il suo redattore capo non è riuscito a tenersi dal darne notizia: corri a spararla subito in Rete dunque, che nella vita non si sa mai. Ovviamente, ognuno, pro-domo-sua, può scrivere ciò che vuole; io stessa, per esempio, non avrei problemi a perorare la causa renzista all’insegna del patriottico motto, o Roma o mort… sorry, o Bruxelles o morte. Ma come si fa? Personalmente della Mogherini non ricordo alcun claim-to-glory[1], alcuna presa di posizione sostanziale (gli interventi a Ballarò non fanno testo), che giustifichi anche la sola scrittura di un mezzo rigo dedicato. È questo è in realtà un problema di tutte le donne di Renzi: dipendono.

[1] Claims to glory, si tratta di un’espressione ironica in lingua inglese che si potrebbe tradurre con: i successi rivendicati (o quelli supposti tali)

13 Settembre 2014

Nick Squires, corrispondente del Daily e del Sunday Telegraph da Roma, forte dei suoi 1211 followers su Twitter (1212, giusto ora!), ha colpito di nuovo! Il suo ultimo pezzo titolato “Italy’s Matteo Renzi accused of appointing female ministers based on their looks and age”, pubblicato dal The Telegraphha infatti acceso un dibattito di tutto rispetto tra i lettori suoi connazionali. Oggetto del contendere è la vexata quaestio: è meglio che un governante italiano scelga come sua ministra una donna bella o una donna brutta? Da giornalista britannico navigato, Stokes non ha neppure dimenticato di menzionare la principale accusa mossa a Renzi a proposito di questa questione, e cioè quella di essersi comportato come Berlusconi… Blimey, there’s a surprise. What happened to the system that people were appointed on their abilities? (Accidenti, che sorpresa! Che ne è stato del Sistema che promuoveva le persone per le loro capacità?), ha subito commentato il lettore Patriot1721. Secondo Happy65, invece, la faccenda è cosa buona giusta ed è un notevole passo avanti da quando le persone venivano promosse solo in cambio di denaro, prestazioni sessuali o per consolidare il potere personale. E se per Ramon Chacon, l’invidia è il motore che ha spinto la Bindi a pronunciarsi, Thejollyroger non ha dubbi: “Sembra che gli italiani sappiano ancora imbroccarne qualcuna!”, mentre Hinchinbrooke gli dà manforte: “Amo le false bionde italiane. Preferirei avere un governo fatto da loro piuttosto che dalla gentaglia di Cameron e compagnia…”. Con esclusione di una breve nota BBC, che ha ripreso la dichiarazione di Renzi sulla crescita italiana che dovrebbe assestarsi quest’anno… intorno allo zero “around zero”, nessuno, all’estero, sembrerebbe essere invece interessato agli erculei sforzi renzisti per cambiare il paese. E nessuno sembrerebbe crederci! Non ci crede il sistema giudiziaro indiano che continua a farsi gioco di noi con il “Caso Marò” e…. udite…udite… in fondo, in fondo, sembrerebbe non crederci neppure l’ex Cavaliere Silvio Berlusconi partner strategico del renzismo, che con una mossa delle sue avrebbe convocato i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate a Palazzo Grazioli per la prossima settimana (no, non per preparare lo staging di un contro-golpe, ma per il solito aggiornamento). In effetti c’é del vergognoso nella maniera in cui sono state trattate le nostre forze dell’ordine, da più parti, negli ultimi giorni, e c’é del vergognoso nel fatto che non si capisca che dati impieghi pubblici sono diversi da altri. Che in dati lavori di routine si rischia la vita ogni giorno, per lo più a causa degli errori altrui.

Nota: al posto di Di Maio terrei le distanze!

Diario dai giorni del golpe bianco è una cronaca atipica dell’attualità nazionale negli anni del governo Renzi. È un racconto goliardico che è storia, fatto, testimonianza, commento, opinione, leggenda internettiana, diario politico e irriverente… ed è una ridda di personaggi (giornalisti, politici, conduttori, commentatori, opinionisti, blogger) che animano una commedia umana quasi goldoniana nel suo essere prima di tutto appassionata baruffa chiozzotta. Una commedia che sembra non avere mai avuto inizio e che non dovrà finire mai tra le contrade soleggiate e scaltre di un bellissimo paese, patria di Dante, di Michelangelo e di Machiavelli, casa dell’anima di molti Pinocchio e di tanti don Camillo e Peppone: l’Italia.


Diario dai giorni del golpe bianco 

Rina Brundu – Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in numerosi giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau, con cui ha da tempo stabilito un sodalizio lavorativo e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche, e si è impegnata sul fronte politico soprattutto attraverso una forte attività di blogging. Anima il magazine multilingue www.rinabrundu.com.


Rina Brundu is an Italian writer and publisher who lives in Ireland. Author of several books and hundreds of articles and literary reviews, she has a keen interest in literary criticism, philosophy, e-writing and journalism.

Website www.rinabrundu.com.

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