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Il caso del leader carismatico Alessandro Di Battista

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di battista-2.jpgIeri, dopo la divulgazione dei risultati delle elezioni in Basilicata – peraltro molto incoraggianti per il M5S, dato che le regionali sono sempre la loro spina nel fianco – mercé la solita disinformazione renzusconica italica, si è nuovamente diffuso il mantra, in forma di lagna mediatica, della mancanza che sentirebbe il M5S di Alessandro Di Battista. Questo ragazzo, infatti, negli ultimi tempi sembrerebbe essersi reso indisponibile. Secondo me, se così è, evidentemente Di Battista avrà le sue ragioni, peraltro ha anche una famiglia e un bimbo piccolo, perché non lasciarlo in pace?

Naturalmente, anche rispetto a questa questione, l’analisi che bisognerebbe portare avanti è un’altra, ed è di quelle analisi che non si sentono mai nei salotti televisivi renzusconici pensati solo per raccontare balle, con gran contentezza delle anime semplici che se le bevono. Di fatto, il “caso Di Battista” è certamente un caso, ma per altre ragioni, non perché il Movimento non possa andare avanti senza di lui, e lo dico da persona che ama moltissimo lo stile Di Battista, perché purtroppo noi non siamo l’Inghilterra perbenista, non siamo in un salotto vittoriano, ma siamo giocoforza costretti a fare politica urlando, proprio come allo stadio.

Il fatto è che le “nobili” menti che dirimono nei salottini di cui sopra, non hanno mai capito una cosa, ovvero che soprattutto per “urlare” in politica, per fare politica come la faceva Berlinguer, bisogna faticare, cioè pensare a un verbo che il più delle volte non è il favorito dalla classe politica. Per esempio, io mi domando, ma quanti si sono davvero interrogati sulla fatica, le spese, le difficoltà familiari che potrebbe aver dovuto affrontare Alessandro Di Battista anche solamente durante l’ultima, difficilissima campagna per le Politiche? Personalmente, io penso che queste fatiche siano state tante….. mentre il ritorno potrebbe essere stato minimo, se mai c’é stato. O meglio, dov’é il suo guadagno (Di Battista non è più un parlamentare), in un partito come il M5S dove la Politica vuole essere onesto impegno solamente? Il guadagno è nella gloria? Può essere, certo è che con la gloria non si mangia!

Questo per dire che il nuovo modo di fare Politica che sta imponendo il Movimento – un modo molto etico e giusto – ha comunque dei costi, impone dei sacrifici che dovrebbero esssere considerati dai garanti, dai Probiviri. Cioè non dovrebbe mai accadere che ci siano persone che si spendono senza ottenerne nulla in cambio e altri che capitalizzano sul lavoro altrui, non è giusto! Con questo non sto dicendo che Di Battista non si stia facendo più vedere per questo motivo – io non lo so perché non si fa vedere, e preferirei rispettare la sua privacy, anche di padre – sto solo sottolineando che si è davanti a un “problema” che dovrebbe essere attenzionato subito dai vari Grillo, Di Maio, etc, perché altrimenti potrebbe danneggiare il Movimento nel breve.

Insomma, se la campagna elettorale (che oggettivamente non si può fare seduti in poltrona, né a casa né al Ministero) non la fa chi di dovere, la farà qualcun altro che avrà tanto da offrire, per lo più scambi di favori a buon mercato. Insomma, ben sapendo come si sono sempre fatte le campagne elettorali in Italia, non c’è da stare allegri, manco un poco!

Rina Brundu

PS Detto questo… Di Battista torna perché il Movimento ha senz’altro ancora bisogno di te e di molte altre persone oneste!

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