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Pierri riflette sul Congresso di Verona

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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di Renato Pierri.

Vorrei commentare un paio di frasi che ho ascoltato durante la trasmissione “Dritto e Rovescio” del 21 marzo, che Paolo Del Debbio ha dedicato in parte al Congresso Mondiale delle Famiglie. Un signore, persona molto garbata, stupito e mareggiato ad un tempo, ha detto ad un dipresso (non ricordo le esatte parole): “Il Congresso non è contro nessuno, e tutti sono contro il Congresso”. Il suo pensiero, e il pensiero di molti che parteciperanno al Congresso, credo sia il seguente: “Si parlerà a favore della famiglia, si chiederanno leggi a sostegno della famiglia, non siamo contro nessuno, non odiamo nessuno, non si comprende perché ci osteggino”. Sembra un discorso giustissimo, e sicuramente quel signore era in buona fede. Ma se si parla a favore di un solo tipo di famiglia, quella tradizionale per intenderci (naturale è un termine sbagliato), quella costituita da una donna e un uomo ed eventuali figli, se s’invocano leggi a favore di un solo tipo di famiglia, anche senza dichiararlo si è contro altri tipi di famiglia, si compie una discriminazione, grave soprattutto nei riguardi dei figli appartenenti ad altri tipi di famiglia. Si pretende che i bambini delle coppie omosessuali non abbiano gli stessi diritti dei bambini delle coppie eterosessuali.

Altro discorso ripetuto infinite volte ed anche durante quella trasmissione: “I bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma”. Dimostrazione? La dimostrazione non esiste. Statistiche serie, ben fatte, dovrebbero dimostrare che la percentuale di bambini non sani o non felici, su un notevole numero di bambini cresciuti con un solo genitore o con genitori dello stesso sesso, sia superiore alla percentuale di bambini  non sani o non felici cresciuti con un papà e una mamma.

Altro luogo comune, infine: “I bambini hanno diritto ad una mamma e ad un papà”. Ora, se io dico ad un uomo che ha abbandonato moglie e figlio appena nato: “Hai privato il tuo bimbo del diritto di avere un padre”, il discorso ha un senso, giacché quel bimbo aveva la possibilità di avere un padre. Se faccio lo stesso discorso ad una signora lesbica che ha un bambino, sbaglio, giacché quel determinato bambino non aveva la possibilità di avere un padre, giacché la madre non poteva sposare un uomo. Per quel determinato bambino l’alternativa non era di avere una mamma e un papà, bensì di non venire al mondo.

2 Comments on Pierri riflette sul Congresso di Verona

  1. A mio avviso, Renato, era meglio riflettere sul Congresso di Vienna, tratta di tematiche più attuali… anche riflettere…allo specchio resterebbe una miglior possibilità, o no?

  2. renato pierri // 24 March 2019 at 14:38 //

    No, gentile Rina, sono persuaso che conviene riflettere sul Convegno che si terrà a Verona verso la fine di questo mese, così come fa il signor Guido Buonomo che commenta sul blog de L’Espresso, la mia letterina ironica “Giuseppe e Maria non andranno a Verona”.

    Guido Buonomo 23 marzo 2019 alle 16:11
    Ricordo un tempo in cui le persone consapevoli della propria ignoranza ne provavano vergogna, fino al punto di arrossire. Oggi sembra che siamo al capovolgimento. Si è creato un movimento che afferma che la terra è piatta, i Terrapiattisti, sembra che il movimento sia in espansione e se ne vantano.
    Verona li ha battuti sul tempo, e da un pezzo. Non ho mai visto una città così orgogliosa della propria ignoranza, fino alla presunzione.

    Guido Buonomo 23 marzo 2019 alle 15:55
    La definizione della famiglia normale mi riporta alla memoria un Tizio che stabilì che la famiglia normale doveva essere ariana.
    Definire una normalità è tragico, preoccupante, è alla base di contrasti, ingiustizie, problemi sociali in genere. A che pro?
    A Verona stanno creando un’ altra mostruosità, ma a chi dobbiamo attribuire tutto questo? Al solito catto-nazismo?
    La scelta di Verona non è certo casuale; a suo tempo questa città ha fatto parte del comprensorio della Repubblica di Salò, è tuttora capitale del razzismo, questo congresso conferma che, dunque, ha tutti i titoli per definirsi Capitale della Vergogna.

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