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Diario dai giorni del golpe bianco – Ius soli. Del Rio rimpiange la mancanza di coraggio del PDR. Anche la sua? Un ritratto dai peggiori giorni dell’asservimento al fascismo renzista 2.0

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

delrio

 

14 Marzo 2017

Secondo il ministro Delrio, che era ospite ieri sera dalla Lilli Gruber, gli italiani non avrebbero capito la riforma costituzionale di Matteo Renzi, ed è per questo che l’avrebbero bocciata. Si potrebbe obiettare che invece l’hanno bocciata perché l’hanno capita benissimo, soprattutto hanno capito molto bene le qualità di leadership e etiche del politico Matteo Renzi che la sponsorizzava, ma a che servirebbe farlo? A che prò farlo notare a un altro membro dell’entourage renzista che – in maniera molto simile alla Serracchiani, la quale di recente avrebbe dato dei “vigliacchi” ai suoi ex compagni (dissidenti) di partito – con ogni sua parola laudatoria e apologetica del leader si è sminuito di suo, si è autoeliminato di suo? Graziano Del Rio ha difeso Luca Lotti a spada tratta ed è arrivato fino a dire che avrebbe seguito il suo capo in… capo al mondo, anche quando perdente. Convenientemente nessuno gli ha chiesto: pure quando questo significa sputare sulla dignità di un paese? Pure quando questo significa calpestare le istituzioni democratiche a cui ha giurato fedeltà?

A questo punto della storia non ritengo sia esagerato scrivere che davanti alla classe politica italiana partorita dal fascismo 2.0 renzista, anche i vari Craxi, Andreotti e tutti i loro tristi colleghi, cominciano ad apparire come statisti notevoli, padri della patria di cui andare fieri.

In ultimo ci sono i sondaggi e i sondaggisti che continuano a fare la loro sporca parte mediatica, la loro settimanale brutta figura. Impunemente. Pur di far prevalere le ragioni e le interessate logiche di portafoglio, sono giunti fino a giocarsi anche le logiche regole della matematica e le hanno trasformate in opinione. Due settimane fa, prima dell’ultima scissione PD, i sondaggisti davano questo partito primo al 30 % (una bestemmia in sé), seguito dal M5S al 29% circa. Dopo la scissione ti ritrovi i pentastellati al 30%, il PD al 29% e gli scissionisti tra il 4 e il 5%, mentre la Lega e gli altri partiti di centrodestra non sembrerebbero avere perso posizioni. Quindi codesti professionisti ci stanno dicendo che dopo la scissione il PD più gli scissionisti varrebbero circa il 33%? Da dove vengono gli altri voti? O, per meglio scrivere, da dove viene il pusher che sta evidentemente distribuendo queste droghe di nuova generazione che producono simili allucinazioni televisive?

Diario dai giorni del golpe bianco è una cronaca atipica dell’attualità nazionale negli anni del governo Renzi. È un racconto goliardico che è storia, fatto, testimonianza, commento, opinione, leggenda internettiana, diario politico e irriverente… ed è una ridda di personaggi (giornalisti, politici, conduttori, commentatori, opinionisti, blogger) che animano una commedia umana quasi goldoniana nel suo essere prima di tutto appassionata baruffa chiozzotta. Una commedia che sembra non avere mai avuto inizio e che non dovrà finire mai tra le contrade soleggiate e scaltre di un bellissimo paese, patria di Dante, di Michelangelo e di Machiavelli, casa dell’anima di molti Pinocchio e di tanti don Camillo e Peppone: l’Italia.


Diario dai giorni del golpe bianco 

Rina Brundu – Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in numerosi giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau, con cui ha da tempo stabilito un sodalizio lavorativo e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche, e si è impegnata sul fronte politico soprattutto attraverso una forte attività di blogging. Anima il magazine multilingue www.rinabrundu.com.


Rina Brundu is an Italian writer and publisher who lives in Ireland. Author of several books and hundreds of articles and literary reviews, she has a keen interest in literary criticism, philosophy, e-writing and journalism.

Website www.rinabrundu.com.

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