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Diario dai giorni del golpe bianco – Il magico mondo di Angelino Alfano in due entusiasmanti avventure!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

alfano

13 Luglio 2014

Si svolgerà quest’oggi, a Vienna, l’incontro tra il Segretario di Stato americano John Carry e i suoi colleghi inglesi, francesi e tedeschi per discutere l’escalation della crisi medio-orientale e un possibile cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Dopo le iniziative di Papa Francesco, sembrerebbe essere arrivato il momento della discesa in campo dei pezzi politici da novanta e l’Italia è assente.

Quando il gioco si fa serio sono sempre i duri che ricominciano a giocare e i cojones del renzismo arrivano dove possono. Del resto, come si fa a dare fiducia a una nazione che si presenta a Bruxelles con il cappello in mano determinata a chiedere l’elemosina per difendere i suoi stessi confini? Solamente ieri sera, il nostro Ministro dell’Interno Angelino Alfano è comparso battagliero al TG1, accusando il leader leghista Matteo Salvini di retorica-razzista e rivendicando fieramente l’azione di spinta per fare in modo che l’Unione Europea si faccia carico del problema immigrativo.

Pazzesco! Come ci si sentirebbe se, qualora si verificasse una crisi politica internazionale molto grave, di qualsiasi natura, che avesse il suo epicentro nel Mediterraneo, le portaerei statunitensi, inglesi, francesi e tedesche cominciassero a pattugliarlo (come già fanno, peraltro), a decidere il bello e il cattivo tempo, come fossero a casa loro? Molto probabilmente ci si sentirebbe colonizzati militarmente, sottostimati, e la cosa non ci piacerebbe proprio. Non capisco dunque perché chiamarli direttamente noi gli alleati a decidere in casa nostra; perché non dimostrare al mondo che guarda che il renzismo è fatto di sostanza, oltre che di un’oratoria che più il tempo passa più comincia a mostrare le sue fondamentali pecche?

Da quando la rivista Time immortalava Italo Balbo, eroe di favolose trasvolate atlantiche e crociere in Brasile, ne è passato di tempo. Ne è passato pure da quando i romani gestivano il Mediterraneo come meglio credevano. Da quei lontani giorni quel mare è però rimasto sempre lo stesso, non si è ridotto né allargato in maniera percettibile; lo dico caso mai i dubbi gestionali del ministro Alfano fossero di natura geografica più che geopolitica: no, il Mare Nostrum non è l’Oceano Pacifico!

30 Luglio 2016

Oggi scrivo per mera indignazione. Una indignazione profonda. Scrivo anche con la rabbia procurata dalla coscienza che questa vergogna di appartenenza nazionale la provochino in fondo solo alcuni individui intenti a fare i loro interessi, mentre seduti su poltrone governative ottenute attraverso giochi di corridoio e mai per investitura popolare. Una rabbia che diventerà onta quando, fra poche settimane, saremo costretti a sganciare l’annuale obolo per foraggiare quella RAI che è ormai diventata megafono sguaiato di un governo da dimenticare.

Mi rendo conto però che sto esagerando: del resto lo hanno scritto quasi tutti i giornali che il Jobs Act avrebbe funzionato alla grande. L’ultimo successo in ordine di tempo sembrerebbe essere stato lo straordinario posto alle Poste Italiane, con paghetta da 200000 Euro, ottenuto via Linkedin da Alessandro Alfano, fratello del ministro Alfano (sì, proprio quello che se si andasse a votare oggi otterrebbe probabilmente una percentuale sotto lo 0%). E mi do della sciocca: pensare che in 20 anni di attività online ho sempre fatto punto di non mettere i miei dati su Linkedin, ritenendo che i curriculum professionali non siano cosa per la Rete! Sciocca! E chissà quanti altri, proprio come Alessandro Alfano, grazie al fratello ministr… mi scuso, grazie a questo straordinario social professionale americano, hanno fatto il landing su simili opportunità di carriera.

Di successo in successo ieri Matteo Renzi si è presentato a Taranto a promuovere il meglio della città. “Non possiamo tollerare che si facciano passerelle per mostrare le nostre bellezze, ignorando tutto il resto” si lamentava in strada un tarantino, uno tra i tanti che protestavano contro le posizioni governative sul caso Ilva, ma Renzi non lo ha sentito. Lui è mosso oltre, verso altri lidi, di gloria in gloria, ultraconnesso con quel telefonino di ultima generazione che a breve dovrebbe portarlo a realizzare grandi cambiamenti in RAI. Il target? Ottenere la vittoria del SÌ al Referendum a tutti i costi, dovesse scribacchiarlo lui quel SÌ su ciascuna scheda elettorale distribuita!

“Neppure B ha mai osato così tanto!” avrebbe commentato Carlo Freccero messo di fronte alla notizia che presto i direttori della seconda e terza Rete RAI potrebbero venire rimossi per allinearli con lo stile profondamente riverente del PD1… pardon, del TG1. Perché in fondo è il lavoro che paga, non bastano i fratelli ministri e le iscrizioni a Linkedin per fare carriera, e questo Matteo Renzi lo ha capito benissimo, quindi continua a tramar… a lavorare,a fare e a disfare da par suo.

Io ho invece capito che è quando l’indignazione civile di un individuo diventa l’indignazione di tutti, che si può fare una differenza. Quando la mia indignazione per i privilegi della casta si unisce a quella dei tarantini che manifestavano nelle strade, a quella dei tanti cittadini, magari meritevoli, che in questi anni difficili e di crisi hanno inviato il loro CV alle Poste senza ottenere risposta, a quella dei teleabbonati che non ci stanno più ad essere presi per i fondelli in questa maniera sfacciata, che si può pensare di cambiare il destino della nostra nazione con una modalità non violenta, come auspichiamo tutti.

Diario dai giorni del golpe bianco è una cronaca atipica dell’attualità nazionale negli anni del governo Renzi. È un racconto goliardico che è storia, fatto, testimonianza, commento, opinione, leggenda internettiana, diario politico e irriverente… ed è una ridda di personaggi (giornalisti, politici, conduttori, commentatori, opinionisti, blogger) che animano una commedia umana quasi goldoniana nel suo essere prima di tutto appassionata baruffa chiozzotta. Una commedia che sembra non avere mai avuto inizio e che non dovrà finire mai tra le contrade soleggiate e scaltre di un bellissimo paese, patria di Dante, di Michelangelo e di Machiavelli, casa dell’anima di molti Pinocchio e di tanti don Camillo e Peppone: l’Italia.


Diario dai giorni del golpe bianco 

Rina Brundu – Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in numerosi giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau, con cui ha da tempo stabilito un sodalizio lavorativo e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche, e si è impegnata sul fronte politico soprattutto attraverso una forte attività di blogging. Anima il magazine multilingue www.rinabrundu.com.


Rina Brundu is an Italian writer and publisher who lives in Ireland. Author of several books and hundreds of articles and literary reviews, she has a keen interest in literary criticism, philosophy, e-writing and journalism.

Website www.rinabrundu.com.

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