PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Su un M5S gramsciano e sull’emergenza mediatica italiana… adesso e nel 1925. E bravo Salvini contra il Berlusconi diseducativo: “Qui non ci sono coglioni!”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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“Fino a quando sussiste il regime borghese, col monopolio della stampa in mano al capitalismo e quindi con la possibilità per il governo e per i partiti borghesi di impostare le quistioni politiche a seconda dei loro interessi, presentati come interessi generali, fino a quando sarà soppressa e limitata la libertà di associazione e di riunione della classe operaia o potranno essere diffuse impunemente le menzogne più impudenti contro il comunismo, è inevitabile che le classi lavoratrici rimangano disgregate, cioè abbiano parecchie volontà.“ — Antonio Gramsci da La volontà delle masse, l’Unità, 24 giugno 1925

Scovare questa specie di costrutto aforistico gramsciano mi ha sorpreso e consolato a un tempo. Mi ha “consolato” perché ho capito che le conclusioni a cui sono giunta nel mio studio sul giornalismo sono le stesse che Gramsci aveva già raggiunto nel 1925. E in effetti nel 1925 lo status-quo mediatico italiano era già chiaro semplicemente perché… era stato sempre chiaro… Ciò che mi ha sorpreso grandemente però, lo sottolineo per suo maggior onore, è che questo straordinario pensatore sardo già in quegli anni parlasse di “monopolio della stampa in mano al capitalismo”. Di fatto per lui non era facile giungere a quella conclusione, semplicemente perché non aveva a disposizione i mezzi che ho avuto io qualche mese fa, e negli scorsi anni, per fare raffronti, confronti; non aveva a disposizione date fonti, dati esempi, ma soprattutto doveva necessariamente muoversi in uno spazio temporale limitato che per il giornalismo professionistico in quegli anni era di circa 50 anni (i primi quotidiani italiani veri e propri sono nati intorno al 1870).

Ma, appunto, Gramsci aveva già capito tutto e aveva capito che la mancanza di strumenti in grado di eguagliare la potenza mediatica borghese avrebbe costituito un handicap operativo notevole per una classe operaia già intellettualmente limitata di suo. Che a pensarci bene, soprattutto quando Gramsci scrive “fino a quando sarà soppressa e limitata la libertà di associazione e di riunione della classe operaia o potranno essere diffuse impunemente le menzogne più impudenti contro il comunismo, è inevitabile che le classi lavoratrici rimangano disgregate”, diventa difficile non fare un paragone con quanto sta avvenendo in questi anni. Malgrado i tempi digitali – che fortunatamente ne attenuano gli effetti – l’emergenza mediatica attuale è senz’altro più grave di quella vissuta e testimoniata da Gramsci, mentre l’attitudine a usare i giornali come armi contundenti non è essa stessa cambiata. Ne deriva che partiti come il M5S – che peraltro sta attraversando una fase “gramsciana” onorevole – dovranno per forza utilizzare come mezzi di contrapposizione alle forze reazionarie (paradossalmente rappresentate oggigiorno per lo più dai partiti che sono i nipotini politici della creatura gramsciana), strumenti informativi di tipo giornalistico perché le scritture sul blog non bastano. Il M5S deve dotarsi di un suo giornale, nessun dubbio su questo!

Una simile pubblicazione è necessaria anche sotto prospettive meramente intellettuali e culturali, in tempi in cui il berlusconismo decadente non si vergogna a dirne di tutti i colori (vedi in alto lo screenshot tratto da Dagospia), in tempi in cui osare fare-cultura è un rischio, in tempi in cui regna sovrano il terrorismo informazionale.

Da questo punto di vista bene ha fatto Salvini a ricordare al signore di Arcore che “Qui non ci sono coglioni!”. Bravissimo! Guardando quindi al bicchiere mezzo pieno, e seppur tenendo sempre in considerazione il tremendo status-quo civile e politico, rappresentato dall’opposizione più invisa di sempre – bisogna sottolineare inoltre che viviamo giorni in cui M5S e la Lega hanno comunque spazi “operativi” enormi. La speranza è che sappiano metterli a buon frutto. Detto altrimenti, fate un po’ ciò che volete, provate, sperimentate, miglioratevi, verificate, lavorate, perché in realtà ci sarà solo un peccato che come italiani non saremo disposti a perdonarvi mai, cioè se permetterete al renzusconismo di tornare. Salvimaio avvisato, mezzo salvato… Insomma, meglio Gramsci!

Rina Brundu