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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

La curiosa ricostruzione di Vanilla Magazine (ripresa da Dagospia) sulla storia di HERSCHEL GRYNSZPAN: ma Stephen Koch è stato informato? E sulle vere ragioni che giustificarono la “notte dei cristalli” di Goebbels…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Sono rimasta abbastanza perplessa da un pezzo trovato su Dagospia ripreso da una so-called rivista Vanilla Magazine a firma tal Annalisa Lomonaco. Si tratta di un pezzo che riprende la storia di Herschel Grynzpan, cioè del ragazzo che uccise Ernst vom Rath e il cui atto fu usato come scusante da Goebbels per la deleteria “notte dei cristalli”.

Di questo ragazzo ne scrissi sia in “Sulla natura del male” perché si tratta di un fatto molto noto, tracciabile ovunque, sia in un post di Rosebud dopo la pubblicazione del testo di Stephen Koch dedicato alla faccenda (qui il link al mio post). Il titolo del libro di Koch è Hitler’s Scapegoat: The Boy Assassin and the Holocaust (Amberley Ed.), ma a meno che io non sia cecata (cosa che può essere), questo autore non lo vedo citato in nessun luogo nel pezzo su Dagospia: qual è la fonte della Lomonaco? Perché una fonte non è citata trattandosi in questo caso di fatti specifici? Koch è al corrente di questa pubblicazione?

Peraltro, come sempre accade nella scrittura patinata italica, si ignora completamente il contesto storico dato che le ragioni che portarono alla “notte dei cristalli”, soprattutto quelle personali di Goebbels, sono molto più complesse: detto altrimenti lui aveva altri cazzi da gestire, e lungi dal barsi beffare da Grynzpan, sarebbe stato capace di mandare sua madre a processo pur di ottenere il risultato che gli premeva. Sic!

Qui sotto un estratto da “Sulla natura del male” che racconta quel momento.

Rina Brundu

 

1.3 La vendetta di Göring: il Male ha memoria

Come è stato possibile che informazioni così segrete su un potentissimo ministro del Reich venissero fuori e arrivassero fino a Hitler? Perché il Male ha memoria, non dimentica. Nel caso specifico a non avere dimenticato è stato Hermann Göring, dal 1935 comandante in capo della Luftwaffe (l’Aviazione del Terzo Reich), già ministro senza portafoglio del primo governo nazionalsocialista che, nel 1933, non appena si insediò, aveva anche proceduto a riorganizzare la Gestapo, la potente polizia segreta del nazismo. I dissapori tra Goebbels e Göring erano nati proprio in quegli anni, quando il nuovo ministro della Propaganda aveva tentato di nazionalizzare, mettendoli alle sue dirette dipendenze, i media e gli organi di comunicazione, radio e tv, giornali, di tutte le regioni del Reich, inclusa la Prussia, la regione più estesa. Oltre ad essere una regione importantissima per il Reich, la Prussia era anche una sorta di protettorato del ministro nazista e prussiano Göring, il quale era entrato a far parte del suo esercito già nel 1912. L’intrusione vincente di Goebbels nel suo territorio determinò una accesa rivalità tra i due, una rivalità che non si sarebbe sanata per molto tempo e permise a Göring, grazie ai potenti mezzi di cui disponeva la Gestapo, di accumulare prove incontrovertibili sulla tresca amorosa del rivale, nonché di tramare per fargli perdere i favori di Hitler, almeno temporaneamente.

1.4 La guerra totale e la recrudescenza antisemita

Dall’agosto del 1938 le preoccupazioni del ministro Goebbels furono sempre la stesse: come ottenere il perdono di Hitler e farsi riaccogliere alla stregua di figliol prodigo e pecorella smarrita nella sua cerchia? L’occasione propizia si presentò pochi mesi dopo, nel novembre di quello stesso anno. Fu il 7 novembre 1938, infatti, che il diciassettenne rifugiato ebreo polacco Herschel Gryszpan sparò al diplomatico tedesco Ernst vom Rath. Vom Rath morì due giorni dopo, e con la sua morte diede al traguardante ministro della Propaganda l’opportunità di mostrare al Führer un segno visibile della sua assoluta devozione. Fu così che nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938[1], alle prime luci dell’alba, il “tamburo di guerra” Goebbels, come pure è stato chiamato, ordinò la distruzione di quasi trecento sinagoghe e migliaia di attività commerciali gestite da ebrei, in una violenta escalation di terrore che sarà ricordata come la famigerata “notte dei cristalli”. Dai posteri. Per Goebbels invece fu solamente il viatico per ottenere ciò che più gli premeva: il perdono del capo. E lo ottenne. Pieno. Incondizionato.

[1] Anniversario del fallito colpo di Stato di Adolf Hitler in Baviera, il cosiddetto “Putsch” di Monaco.

Da BRUNDU R, SULLA NATURA DEL MALE. Una confutazione del saggio “Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil di Hannah Arendt” e altre considerazioni, Ipazia Books, 2018

Qui sotto la coperta dal libro di Koch linkata al mio post.

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