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Immaginario “vissuto d’onnipotenza” della donna. O della pseudo-filosofia di Galimberti e Repubblica (e un rimbrotto a Pierri)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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di Renato Pierri.

Uno schiocco di dita e le donne generano, altro schiocco di dita e abortiscono. Questo, sembra, leggendo Umberto Galimberti su D. La Repubblica del 16 marzo.

Il filosofo scrive: “La donna dal momento che ha il potere di vita e di morte (può generare così come può abortire) che è il potere assoluto, il potere del re…”. E perché no, il potere del Signore dell’Antico Testamento che proclama: «Sono io che do la morte e faccio vivere»? La donna come Dio? Non esageriamo un po’?

E’ probabile che alcuni uomini attribuiscano alla donna questo immenso potere, ma credo davvero poco probabile che la “donna possa essere attraversata da un vissuto d’onnipotenza che le dà la sensazione di poter generare un uomo nuovo, o perlomeno di poterlo cambiare”. Cambiare chi? L’uomo nuovo generato, oppure il compagno? E più avanti: “Questo vissuto d’onnipotenza è la causa di tanti femminicidi”.

Ora, che una donna nella speranza di poter cambiare il compagno violento, non si allontani subito da lui e magari ci rimetta la vita, che una donna abbia la sensazione di poter cambiare l’uomo violento, può anche essere, ma che questa sensazione sia suscitata dal “vissuto d’onnipotenza”, con tutto il rispetto per il filosofo, mi sembra una grossa baggianata.

Infine: “E allora il problema “culturale” si pone sia per l’uomo… sia per la donna affinché non si lasci prendere dal suo vissuto d’onnipotenza e rinunci, prima che sia troppo tardi, alla pretesa di modificare l’immodificabile”. Ma suvvia! Il problema vero per tutti, donne e uomini, è di affrancarsi definitivamente dalla cultura maschilista, sì da non trasmetterla a figli. Lasciamo perdere il “vissuto d’onnipotenza”!

Nota: Segue amichevole “rimbrotto” redazionale tra i commenti.

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3 Comments on Immaginario “vissuto d’onnipotenza” della donna. O della pseudo-filosofia di Galimberti e Repubblica (e un rimbrotto a Pierri)

  1. Caro Renato, come ormai lo sa bene, a meno che non mi porti argomenti superstiziosi, io pubblico sempre i suoi pezzi. Però Rosebud non è un altro giornale patinato italiano. Non mi risulta che negli ultimi secoli (men che meno negli ultimi decenni) l’Italia abbia prodotto alcun “filosofo”. Se vuol trattare di filosofi guardi alla letteratura ebraico-tedesca e a poche altre eccezioni. Per queste minchiate analogiche in stile agostiniano val bene usare il termine studioso o professore di filosofia…. Cordialità RB

  2. renato pierri // 18 March 2019 at 23:19 //

    Gentile Rina, ho intuito il rimbrotto prima di andare a leggere il commento. Ha ragione sicuramente.

  3. Caro Renato non so se ho ragione, so che da un “filosofo” mi aspetto molta più capacità cogitazionale di quella che normalmente si trova tra le pagine di veline informative come “Repubblica”. Il titolo di studioso e di professore di filosofia è onorevolissimo, ma fare-filosofia è un altro paio di maniche: dubito molto che il Diogene che si masturbava in pubblico e mandava a cagare il leader-maximo ad ogni occasione propizia, sarebbe bene accolto tra le pagine di un giornale che è espressione plastica dell’asservimento d’intelletto. Però Diogene faceva-filosofia. È stato il più grande!

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