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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Secondo Roberto Speranza il Salvimaio sta facendo perdere credibilità all’Italia. Rispolveriamo la memoria con il caso dei “rolex d’oro” e con il “Diario dai giorni del golpe bianco”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

 

22 Gennaio 2016

Sgomenta ciò che sta succedendo in questi giorni in Italia, con un governo non legittimato dal volere del popolo che fa e disfa la Costituzione grazie ad una maggioranza risicata e grazie ai voti di Denis Verdini, il quale, oltre a far incetta di scranni per i suoi, si ritrova investito del lusinghiero titolo di padre della patria. Sgomenta e spaventa lo scoprire che quel 73° posto assegnatoci dalla Freedomhouse.org in materia di Libertà di stampa non solo è giustificato, ma forse non la racconta tutta. Sgomenta e genera un terrore di tipo munchiano, visitare la prima pagina di giornali come il Corsera e scoprirla un inno alla spregiudicatezza governativa, apparentemente tutta compresa dalla imprescindibile mission di dover intontire il popolo con quella specie di Caso Quarto, mentre la casta mangia e si spartisce quanto rimasto di un Sistema allo sfascio, dai rolex d’oro[1] ai cosiddetti rimborsi elettorali ai Partiti.

Parafrasando Grazia Deledda potrei scrivere che “Giorni lieti s’avvicinano per il Giglio Magico di Renzi”. E non solo per quel… giglio. Scrive Il Fatto Quotidiano: “Erano stati congelati all’inizio di dicembre. Ma con il via libera arrivato oggi dall’Ufficio di presidenza della Camera, che ha preso atto del “giudizio di regolarità e di conformità alla legge dei rendiconti 2013” trasmesso l’11 gennaio dalla Commissione di garanzia per la trasparenza e il controllo sui bilanci dei movimenti politici, sono stati ammessi al banchetto dei rimborsi elettorali altri 13 partiti. Che si divideranno 485 mila euro, accodandosi alle 42 formazioni che avevano già ottenuto il via libera a dicembre per incassare la propria fetta della torta da 45,5 milioni (dei quali 10 milioni nel 2015)”. Tra gli invitati dell’ultima ora a codesto banchetto ci sarebbe anche quel Francesco Rutelli, già esponente di primo piano dell’Ulivo[2], che ieri sera, dalla Gruber, discorreva amabilmente dei pregi e difetti del corrente Esecutivo. Almeno questa mattina si comprende il perché di quel buonumore faticosamente nascosto, le ragioni dell’attento ricercare le parole giuste per tirare un colpo al cerchio e uno alla botte, nonché l’attenzione morbosa del politico navigato nel mai nominare il nome di Renzi invano, con un’unica concessione fatta a Travaglio quando costui gli ha fatto notare come il Carrai che potrebbe diventare il novello responsabile della sicurezza informatica di Palazzo Chigi e il Carrai che possiede una azienda informatica potrebbero essere in flagrante conflitto di interessi.

“Beh, il punto c’é!” ha concesso, bontà sua, un Rutelli che non avrebbe assolutamente sfigurato tra gli altri tragici personaggi dell’Elias Portolu deleddiano.

Se Rutelli stava semplicemente facendo il suo mestiere di politico navigato, perché Travaglio dava l’impressione di flirtare con lui? Cioè, il direttore de Il Fatto non ha mancato neppure in questa occasione di offrire al suo pubblico qualche perla da ricordare (nel Giglio Magico renzista, Sensi sarebbe quello che fa i titoli per i telegiornali e soprattutto per i giornali), ma iersera mi è sembrato meno pungente del suo solito, quasi fosse suo malgrado vittima del fascino navigato di un Rutelli piacione, ex-sindaco dell’Urbe, che parlava di una città di “Roma attualmente in serie B” come se i mali della Roma moderna fossero iniziati l’altro ieri.

Segnalo questi fattoidi e inezie dialettiche solo perché se terrorizza lo stato delle cose governativo e informativo di un paese che pare cronicamente incapacitato a uscire dal tunnel, non ci sono parole per descrivere lo sgomento dell’anima che ci coglierebbe qualora una delle sue ultime voci libere dovesse tacere: Travaglio scuotiti, abbiamo bisogno di te! Adesso più di prima: se il berlusconismo si fotteva solo qualche centinaio di donne qui il renzismo ci fotte la nazione!

[1] Durante una visita governativa in Arabia Saudita, i sovrani avrebbero donato alla delegazione italiana alcuni rolex d’oro che prima sarebbero spariti, poi sarebbero stati oggetto di una ignominiosa rissa per contenderseli e infine sarebbero stati venduti in una specie di asta di cui non si è saputo più nulla.

[2] L’Ulivo è stato il nome di un’esperienza politica di centro-sinistra della Repubblica Italiana presente ininterrottamente, pur sotto forme diverse, tra il 1995 e il 2007, nella XIII, XIV e XV Legislatura. Sulla “radice” dell’Ulivo è sorto il 14 ottobre 2007 il partito Democratico, che ha deciso di conservare nel proprio simbolo il ramoscello d’ulivo utilizzato già dal 1996.

Diario dai giorni del golpe bianco è una cronaca atipica dell’attualità nazionale negli anni del governo Renzi. È un racconto goliardico che è storia, fatto, testimonianza, commento, opinione, leggenda internettiana, diario politico e irriverente… ed è una ridda di personaggi (giornalisti, politici, conduttori, commentatori, opinionisti, blogger) che animano una commedia umana quasi goldoniana nel suo essere prima di tutto appassionata baruffa chiozzotta. Una commedia che sembra non avere mai avuto inizio e che non dovrà finire mai tra le contrade soleggiate e scaltre di un bellissimo paese, patria di Dante, di Michelangelo e di Machiavelli, casa dell’anima di molti Pinocchio e di tanti don Camillo e Peppone: l’Italia.


Diario dai giorni del golpe bianco 

Rina Brundu – Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in numerosi giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau, con cui ha da tempo stabilito un sodalizio lavorativo e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche, e si è impegnata sul fronte politico soprattutto attraverso una forte attività di blogging. Anima il magazine multilingue www.rinabrundu.com.


Rina Brundu is an Italian writer and publisher who lives in Ireland. Author of several books and hundreds of articles and literary reviews, she has a keen interest in literary criticism, philosophy, e-writing and journalism.

Website www.rinabrundu.com.

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