PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Auguri a “Il Fatto Quotidiano” che si quota in Borsa e per l’occasione si tira a lucido, chiude ai commenti (cominciamo bene) e presenta le nuove firme (!!). Ecco come nacque…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

fatto1

fatto2

Avranno chiuso ai commenti sotto questo pezzo perché non avevano manco un co.co.co per monitorarli o per quale ragione? E perché l’editor e i titolisti sono evidentemente nascosti nella foto? Ah, saperlo!

Si scherza, naturalmente! In realtà, Il Fatto Quotidiano è uno dei pochi giornali italiani che si riesce ancora a sfogliare e quasi tutti gli screenshot giornalistici di Rosebud sono tratti da quel quotidiano….

A titolo di omaggio ecco un estratto da “Venerati maestri” che racconta qualcosa della nascita di questo giornale…

Auguri al “Fatto”, ad majora!

Rina Brundu

Estratto da

Capitolo 6

Caso studio 3 – Il Fatto Quotidiano

…. (…)….

Il Fatto Quotidiano non figura tra i quotidiani storici italiani. È uno degli ultimi arrivati. Fu fondato da un gruppo di giornalisti nel 2009, con Antonio Padellaro che ne fu il primo direttore. Il Fatto è edito dalla casa editrice Editoriale Il Fatto, il suo attuale Presidente e Amministratore delegato è Cinzia Monteverdi, mentre Marco Travaglio, firma di punta del quotidiano, è diventato direttore del giornale cartaceo dal 3 febbraio 2015. Il direttore de ilfattoquotidiano.it è Peter Gomez.

L’esperienza di questa testata è forse unica nel suo genere in Italia, soprattutto per i risultati ottenuti e, come evidenziato da Milena Gabanelli in un documento prodotto per la trasmissione Report (Rai 3), per il suo essere una chiara dimostrazione che nel nostro Paese “una imprenditoria sana che investe sul giornalista indipendente c’è e sa che in questo dà un contributo alla crescita della democrazia”[1]. Nello stesso documento leggiamo le risposte date da Marco Lillo, giornalista de Il Fatto, e da Marco Travaglio alla domanda posta da Luca Chianca per conto di Report: perché non avete accettato il finanziamento pubblico?

MARCO LILLO

Si è deciso di essere completamente liberi innanzitutto nei confronti di qualsiasi partito politico. E anche di non avere l’atteggiamento classico dell’informazione italiana che sta con il cappello in mano davanti allo Stato chiedendo soldi per sopravvivere.

MARCO TRAVAGLIO

Credo che succeda solo in Italia che la gente paghi anche i giornali che non compra. Ecco, noi almeno questa garanzia la diamo, dato che il nostro giornale lo pagano soltanto quelli che lo comprano.

La questione dei contributi editoriali è un altro problema serio che affiora quando si guarda alle contorte dinamiche, soprattutto di tipo imprenditoriale, che fanno vivere il giornalismo italiano[2]. Tuttavia, relativamente a questo quotidiano val bene rimarcare il tentativo della redazione di scrollarsi di dosso l’ingerenza politica, di scavalcare le usate ragioni di connivenza con il potere, le quali hanno sempre impedito ai giornalisti italiani di lavorare in un regime davvero libero.

Continua…

[1] Fonte:report.rai.it

[2] Cfr. 10.1.