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Dal caso Veltroni alla leggerezza cogitazionale nel Premio Strega: quando la “critica letteraria” D’Orrico fa scuola!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

critica

Picture source dagospia.com

Si legge che in questi giorni le tv italiane, gli spettacolini generalisti intinti in salsa analogica con contorno di maroni digitali triturati, siano presi d’assalto da Walter Veltroni, ex sindaco della città eterna, in cerca di marchette e visibilità per la sua ultima creatura cinematografica che gli italiani si starebbero rifiutando di andare a vedere, nonostante tutto. Fermo restando che qualcuno (non lo si chiede a un Fazio o a un Vespa, naturalmente, perché sarebbe come chiedere alla terra di smettere di girare intorno al sole e intorno al proprio asse, cioè non siamo pronti per una simile ecatombe), durante quelle marchette dovrebbe chiedere conto a questo signore dello stato di degrado nella città di Roma procurato anche dalla sua amministrazione, fa piacere che come Paese stiamo crescendo e riusciamo a fiutare le “marchette” insipide anche alla distanza.

Dal cinema decadente alla letteratura inesistente. Si legge, inoltre, che in questo periodo alcuni giurati (chissà chi, chissà scelti come, chissà qual è il loro curriculum) sarebbero impegnati a leggere 57 tomi onde scegliere i papabili per il prossimo Premio Strega. Urka! A parte il fatto che per sapere chi saranno i papabili vincitori basterà fare un esercizio che io feci diversi anni fa, cioè andare a vedere chi sono gli editori che hanno vinto negli ultimi anni, quindi capire quello che dovrà iniziare nuovamente il “ciclo” e poi scegliere tra i testi di quell’editore il testo che ha avuto più marchette dagli amici degli amici: quello sarà il prossimo vincitore dello Strega!

Aggiungo anche che, a meno che qualcuno non abbia scoperto un nuovo Diogene di Sinope in queste ultime settimane, si può già avanzare una qualche idea sulle probabili caratteristiche tecniche di quel tomo vincitore: fiumi di parole in stile aulico per dire quello che una persona normale direbbe in una riga; totale incapacità di critica al Sistema (o meglio adesso che il Sistema è il Salvimaio qualcosa in più si potrà osare rispetto ai tempi in cui De Benedetti faceva colazione a Palazzo Chigi e lo stantio odore di insider trading si sentiva dovunque sui sette colli), e una leggerezza cogitativa capace – quella sì – di impressionare. E già!, perché se tanto mi tanto, rapportando insomma la nuova edizione del Premio a quelle precedenti, sarà proprio l’incapacità di cogitazione a fare la differenza…. La quale “incapacità” trasformerà poi il tomo marchettato in tomo da lanciare a gran velocità, con grande forza, oltre lo steccato onde assicurarci che un passante incauto possa rispedircelo indietro.

dorricoIl fatto è che in Italia prospera la “scuola letteraria” dei D’Orrico e così è perché non potrebbe essere altrimenti. Chi è Antonio D’Orrico? Francamente non ho la più pallida idea di quali siano i suoi claim-to-glory, che immagino comunque sostanziali, chi vuole può googlarlo. Io so solo che colui fu il “critico” italico che tra la pagine del Corriere fontaniano diede un “voto di fiducia” al tomo intriso di vanity publishing del duce di Rignano, parlo del libro “Avanti”. Di fatto un così grande “achievement” basta a determinare la carriera di un critico non solo in questa vita ma finanche in 7 altre, mentre il dubbio mi attanaglia: ma prima di impegnarsi in cotanto “lavoro”, non sarebbe stato meglio tagliarsi i polpastrelli, aprire le vene a cielo aperto, cospargerle di sale e immolarsi su totem di tipo atzeco?!

Dice… il film di Veltroni, dice… il Premio Strega, sic! Ho visto più sostanza intellettuale e dignità letteraria nei rospetti che ballonzolano in fondo agli stagni e lottano strenuamente tentando di respirare!

Rina Brundu

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