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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Televisione – Dal mito di Michael Jackson fatto a pezzi da Channel 4 al Fabrizio Corona cazziato e beatificato da Mediaset. O del mito, inesistente, della deontologia e della decenza.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Stasera andrà in onda la seconda parte del documentario di Channel 4 “Leaving Neverland” dedicato a Michael Jackson e alla sua storia di vita tutt’altro che edificante. Ho scritto ieri di come la prima parte mi abbia lasciato disgustata, allibita, soprattutto per i comportamenti dei genitori in questo film e, di conseguenza, nella realtà, quindici o venti anni fa circa. Stamattina ho visto che la mia reazione è stata la stessa degli inglesi che hanno seguito il programma e oggi non si contano le testimonianze delle mamme che si interrogano: come è possibile che dei genitori abbiano potuto affidare i loro figli così piccoli a quel signore? Purtroppo adesso lo sappiamo con certezza, è possibile!

Tuttavia, l’indignazione generale è stata così grande che si legge pure di come tantissime radio, dalla Gran Bretagna, agli Stati Uniti, fino in Australia, avrebbero deciso di boicottare le canzoni del cantante: meglio tardi che mai, peccato solo che quando era in vita erano stati proprio i media a metterlo sul piedistallo e non sono mai riusciti a tirarlo giù. Soprattutto non sono mai riusciti a fare nulla per proteggere le sue vittime, esattamente come non riescono a fare nulla per tutte le altre vittime dei pedofili, mentre i Casi Spotlight sono rari, unici! Detto questo, la reazione della coscienza collettiva è comunque confortante: forse quella “speranza” di cui parlavo ieri non dobbiamo darla per morta, non dobbiamo perderla comunque. Forse è nel nostro destino il dover andare lentamente, passo dopo passo, per aspera ad astra.

coronaNaturalmente, il mio discorso vale per i Paesi del Primo Mondo, diverso è il caso dell’Italia civile che ancora ora si barcamena tra i paesi partially-civil, proprio come l’Italia mediatica si è ormai rassegnata a fare parte delle nazioni partly-free. La conferma di questo penoso status quo è arrivata oggi, laddove se si cercano notizie del Caso Jackson non si trovano manco a pagarle (dubito anche che un simile documentario così grafico verrà mai mostrato in una nazione mediatico-cattolica che non ha mai neppure avuto il coraggio di acquistare la più straordinaria sitcom di tutti i tempi: Father Ted), tuttavia ti sbuca un Corona e un Grande Fratello o un’isola dei Morti di Fama ad ogni pagina, soprattutto di giornalone patinato: giornalismo dei miei cojoni!

Naturalmente, io non ho viso il Caso Corona in tv perché preferirei farmi squartare viva e francamente mi vergogno anche di scrivere di queste robe. Se lo faccio c’è un motivo, e il motivo è mostrare, una volta di più, la doppia-natura della nostra morale bigotta, della nostra supposta deontologia anche operativa. Di fatto per una Gran Bretagna capace, seppure a posteriori, di denunciare e di impiccare alle sue responsabilità Michael Jackson grazie ai suoi media, capace di indignarsi come collettività per gli abusi sui bambini, e nel fare ciò si risolve persino a bannare il lavoro di una vita di quello che è stato comunque un artista grandissimo, noi abbiamo la dirigenza Mediaset che da un lato avrebbe licenziato in tronco gli autori degli ultimi deliri tv di Corona, dall’altro avrebbe già opzionato quello stesso signore come ospite per un altro programma diseducativo al limite della legalità. Il limite della decenza invece è stato superato da tanto!

Ma almeno troviamo il coraggio di dirlo chiaramente: la colpa non è né di Corona né di Mediaset o della sua dirigenza, la colpa è di tutti noi che in un qualsiasi momento della nostra esistenza ci fermiamo a guardare queste puttanate illudendoci così di essere, o di riuscire a fuggire le responsabilità dello spirito. Ma è futile illusione, si sa, il tempo del redde-rationem arriverà per tutti, proprio come è arrivato anche per il potentissimo e intoccabile Michael Jackson!

Rina Brundu

jackson

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