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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Sulla strumentalizzazione politica del razzismo in Italia. Su Crozza che scade nel buonismo e sull’antico proverbio “Chi va col Fazio impara a faziare”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Non ho mai sentito in vita mia la necessità di partecipare a una manifestazione anti-razzismo (anti-renzismo, sì, ma quella è un’altra storia). La ragione per cui non ho mai sentito questa necessità è che, pur con tutti i miei difetti, il razzismo non è certo tra quelli, non lo è mai stato e posso dire con certezza che non lo sarà mai. Anzi, per una come me, che vede nella diversità la vera ricchezza, la condtio-sine-qua-non per manifestare qualsiasi qualità geniale, lo stesso concetto di razzismo è difficile da comprendere. Per lo più lo associo a un mondo analogico e il maggior razzismo che posso coltivare è nei confronti di persone dichiaratamente razziste. Detto questo, mi rendo conto però che queste persone sono probabilmente spiriti che non hanno avuto una reale possibilità di formarsi, di conoscere, di viaggiare, di crescere moralmente e dunque anche in questi casi bisogna andarci cauti con i giudizi perché le circostanze di vita di ognuno non sono giudicabili da nessuno.

Di contro, quando io vedo una manifestazione oraganizzata in pompa magna, che ha grande risonanza, specialmente in dati giornali, le domande che mi faccio sono molte. Per esempio, mi chiedo: chi l’ha organizzata? A che sopo? Chi la paga? Chi vi partecipa? Quali sigle politiche la difendono?, etc, etc. Solo una volta che ho esaustivamente risposto a tutte queste domande, e quando mi ritengo soddisfatta dalle risposte che mi sono data, cioè quando realizzo che non siamo in presenza della solita strumentalizzazione italica di una nobile causa per interesse politico, economico, o anche solo mediatico, smetto di preoccuparmi. Per quanto riguarda l’odierna manifestazione nazionale contro il razzismo, invece, preferisco mantenere le mie riserve. Come diceva uno che di malefatte politiche (e forse non solo di quelle, a giudicare dai suoi processi) se ne intendeva, a pensare male si fa peccato ma di norma ci s’indovina.

imagecrozzaA pensar male si fa peccato anche nel caso della vena “buonista” che negli ultimi tempi si nota nel teatrino di Maurizio Crozza, ma purtroppo questo è, e dunque bisogna scriverlo Per carità: Crozza è stato l’unico intrattenitore italico che al tempo del renzismo più becero diventò un punto di riferimento importante per la nazione onesta, e dunque siamo disposti a perdonargli quasi tutto. Certo però fa un po’ stizza vedere la sua qualità geniale piegata al verbo mediatico renzusconico imperante (da cui non è immune neppure un giornale come il Fatto di Travaglio), quindi il dilemma s’impone: che in questo caso il proverbio giusto da citare sia “Chi va con il Fazio impara a faziare?”.

Eh, già, tutto può essere, del resto situazioni anche più straordinarie sarebbero state testimoniate, sebbene non da personaggi completamente credibili! Sic!

Rina Brundu

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