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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Su una giornata storica per la Sardegna: i Cinque Stelle in Regione, tremano anche i muri!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Le fanfaronate mediatiche imperano! In quei pochi minuti in cui in questi due giorni ho scelto di guardare il “caso politico Sardegna” in tv, ho dovuto vedere tanti di quel PDR in giro che credo da averne fatto buona scorta per questa e per un’altra vita: mi sento male e i conati mi assalgono. Impressiona come un partito alla deriva, quale è il PDR – il cui supposto rappresentante in queste elezioni regionali del 2019, Massimo Zedda, pur di darsi qualche chance in più, ha praticamente scelto di correre da solo – lo si ritrovi dovunque, con i suoi anelanti “leader” che si propongono a ogni occasione mediatica propizia, con i burattini mediatici intenti a pulire loro il deretano, sebbene coltivando sempre la speranza che “producano” ancora.

Del resto non c’è da meravigliarsi. Una delle tante verità che non sono state dette, in questa così come in tante altre occasioni elettorali, è che in Regione Sardegna probabilmente se la stanno facendo sotto. Pensate, infatti, cosa potrebbe succedere nel tempo se, come accadrà, la rappresentanza grillina dovesse crescere e qualcuno dovesse veramente andare a riordinare “le carte” in quei “luoghi”. Come sappiamo questa regione è stata al centro di numerosi scandali in passato, ma io ritengo che sarebbero nulla in confronto a tutto ciò che potrebbe venirne fuori, a tutto ciò che si potrebbe scoprire se si scoperchiasse davvero il calderone fumante.

I grillini, per i feudatari di lungo corso, sono insomma una spettro da tregenda e da tenere alla larga, con ogni modo e con ogni mezzo (vedi anche la ridicolissima ammucchiata di liste civiche e il modus operandi praticamente blindato per un partito che corre da solo), almeno finché riusciranno. Ne deriva che queste sono giornate storiche per la mia amatissima isola, perché nonostante tutto ci siamo riusciti. Di fatto, con l’arrivo del M5S nei luoghi che contano finalmente si palesa una occasione di speranza per il nostro futuro. Ed è da questa flebile “speranza” che bisogna ripartire, ed è su questa flebile “speranza” che bisogna costruire.

Non mi sono mai detta “grillina” o movimentista, ma se c’è mai stato un momento in cui mi sono sentita idealmente legata a una bandiera politica questo è quel momento: onestà, libertà, anche per la mia Sardegna, che merita ben altro che non siano i soliti figuri interessati che in cinquanta anni hanno strozzato l’economia di un’isola bellissima e ridotto in catene da servaggio d’antan, un popolo fiero, degno e orgoglioso come nessuno!

Avanti così Di Maio o la merda ci sommergerà!

PS Io sono sarda, io sono una di quel 50% che non ha votato, dovendolo fare il mio voto non andrebbe certamente a dar conferme ai ridicolissimi sondaggi piddini!

Rina Brundu

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