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Curiosità e fenomeni para-“normali” – Il libro di O’Malley per Ipazia, gli “orbs” e una mia foto: mistero risolto?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Di norma non amo pubblicare mie foto, né presenti né passate né di famiglia né personali, debbo essere l’unico utente Instagram che non ne ha inserito manco una. Anche quelle che ho sul sito sono rare, e politically-correct (i.e. cerco inutilmente di sembrare posata). Inoltre, più il tempo passa più odio fotografare il sembiante, e non perché mi fa vomitare (cosa che pure accade), ma perché è così che mi illudo di diventare ontologica, come se bastasse avere l’accento indiano per spandere saggezza! Sic!

Detto questo, di foto ne ho a centinaia, alcune che mi fanno letteralmente schifo, altre molto belle malgrado la mia presenza in esse. Tra tutte queste foto c’è n’è una che scattai a casa mia nel 2009 e che sin dal primo momento in cui l’ho vista mi ha sempre lasciato perplessa. Di fatto, in questa foto ci sono io che esco da una camera e sulla mia figura si vedono due sfere bianche (in inglese il termine tecnico è “orbs”), una all’altezza del cuore e una all’altezza del polso.

rb2009.jpgNon voglio pubblicare tutta la foto e quindi ne pubblico solo un cut qui a lato. Peraltro, onde mostrare che è originale e non ritoccata non ci aggiungo neppure colore, cosa che mi secca perché appunto non amo mettere foto in Rete né belle né brutte. Come si evince dall’immagine, ci sono due piccole sfere su di me, e giuro su quanto ho di più caro, sull’anima della mia stessa anima, che questa foto non è stata toccata in nulla. Peraltro, il mistero è ancora più tale perché la foto è fatta con una macchinetta moderna e quindi mentre uscivo me ne furono scattate diverse, ma solo in questa si vedono codesti misteriosi “orbs”.

A breve, Ipazia Books pubblicherà un libro (vedi featured image), dedicato agli strani incontri fantasmatici fatti dai bambini. Contiene decine e decine di storie, e in una di queste si parla di due signori che avevano scattato tante foto, di quelle d’antan, analogiche, a una chiesa durante una cerimonia che si svolgeva nella stessa. In una di queste immagini, intorno alla chiesa si vedrebbero tantissime di queste “sfere” di varia grandezza, pure molto grandi (il loro tratto caratteristico sarebbe che la parte centrale è molto densa, vedi qui a sinistra l’ultimo “orb”, in basso, è molto bianco, come avesse un suo centro). Anche in quel caso si tratterebbe di un solo scatto interessato, tra i tanti. Il proprietario pensò che in quell’occasione qualcosa fosse successo alla macchina e stava per buttare la fotografia. L’amico però lo fermò, dicendogli che non c’erano problemi con la macchina, ma che quelle erano le anime dei tanti spiriti in festa venuti a celebrare la ricorrenza con loro!

Mah.. sarà! Dubito molto che gli angeli facciano visita a una come me, che immediatamente li ridurrei allo stato di energia quantizzata. Però confesso che mi è sempre piaciuta questa cosa che ci fosse un “orb” sulla mano e uno sul cuore… Ce ne fosse stato uno anche in testa avrei risolto… e finalmente Cairo potrebbe assumermi al posto di Gruber!

Sic!

Misteri!

PS: Ripensandoci potrei pure fare meglio anche senza “orbs”… meglio di Gruber, intendo! Del resto, in tanti riuscirebbero… (nda si scherza signora Gruber, si scherza, d’altro canto cosa sarebbe la vita senza uno scherzo o senza un partito-editore di cui difendere gli interessi?!).

Rina Brundu

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