PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Media e regime (45) – Il caso dell’arcaico Nicola Zingaretti, anelante Segretario PD, da Floris.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

0_kkfbwiwv.jpg

No, debbo scriverne, debbo farlo, né va del rispetto che ho per me stessa come opinionista con le palle (metaforiche)! Che a dir la verità avevo cominciato a buttare giù qualcosa anche già ieri sera, subito dopo aver testimoniato l’evento. Il post era titolato “Esclusivo – La trascrizione integrale dell’intervista di Floris, Da Milano, Giannini, Belpietro a Nicola Zingaretti anelante Segretario PD”. Poi però, vuoi la stanchezza, vuoi la Sindrome del “Too many jokes, too many jokes”, in virtù della quale ho quasi pensato che mai sarei riuscita a registrare nero su bianco tutte le “perle” che avevo appena udito, alla fine ho rinunciato. Ma adesso voglio tornarci, debbo!

Peraltro sono anche abbastanza scioccata: non ho mai coltivato il mito del “giornalismo italiano”, recenti studi molto ravvicinati mi hanno anche fatto capire tante problematiche “di fondo” che lo interessano, e lo hanno sempre interessato, ma davvero si resta senza parole davanti alla maniera con cui questo mestiere, a suo modo nobile, sta rotolando giù dall’immeritato pulpito in cui si era installato. In realtà, questo della completa perdita di “credibilità” dei media e dei suoi attori principali, che è un problema molto serio, e che esula dal mio discorso contingente, necessiterebbe della scrittura di un’enciclopedia per scandagliarlo nel dettaglio e come si conviene, perché i punti dolenti sono infiniti, perché davvero non ci siamo con i “minimum requirements”, anche solo di know-how tecnico, che servirebbero per potersi dire giornalisti-dei-tempi.

Ma torniamo a Zingaretti, Nicola, intendo. Costui, infatti, nel ruolo di anelante Segretario PD, si è accomodato sulla poltrona di norma destinata al “torturato” di turno, subito circondato da Floris, Damilano e Giannini che avrebbero dovuto interrogarlo, pressarlo come si conviene, appunto; cioè è stato un po’ come decidere di sfidare Gengis Khan nell’arena (si fa per dire, naturalmente, e non me ne voglia lo spirito trapassato del Khan per averlo accostato a Zingaretti!), e presentargli, nel ruolo di gagliardi sfidanti per il trono, due paggetti di ritorno dall’ennesimo matrimonio in quel di Windsor. Ma si può? Di fatto, non sarà neppure un caso se l’unico che tenterà di metterlo in qualche difficoltà (oltre quelle evidenti che ha già), sarà Maurizio Belpietro, l’unico collegato in esterna, ma io sto mettendo il carro davanti ai buoi…. Torniamo un momento indietro.

Dicevo all’inizio del post, del “discorso” in forma di “intervista” fatto da Zingaretti ieri da Floris, e che, riassunto al meglio leggeva più o meno così: “La nostra colpa (i.e. rispetto all’esistenza dell’attuale Esecutivo) è stata quella di non avere messo in campo un’alternativa. Eppure… lo diceva un sondaggio alcuni giorni fa, tra PD e M5S ormai ci sarebbero solo 3 punti percentuale… Dove andrà il mio PD? Io faccio opposizione ma non chiudo, Renzi potrà costituire una utile risorsa tra le nostre fila. Il caso dell’arresto ai domiciliari dei genitori di Renzi? Io sono sempre stato garantista. E che vergogna, ma che ci faceva la tv di Stato davanti alla villetta?!!”.

“Scusi” gli ha fatto notare a quel punto Belpietro, l’unico che si sforzasse di tracciare in Zingaretti “la sostanza” oltre la forma, peraltro anch’essa piuttosto malmessa, “ma guardi che le televisioni ci sono sempre quando viene arrestato qualcuno. Perché non avrebbero dovuto esserci in questo caso?”. Repentino cambio di discorso dell’anelante Segretario, proprio come ha fatto quando Buttafuoco gli ha fatto notare che in Parlamento sono tutti renzisti, come potrebbe, lui, comandarli a bacchetta come stava dicendo di voler fare?

Due sono stati gli aspetti più tristi di tutta la messinscena a cui ho assistito,  e con me forse tanti altri italiani, anzi, i punti sono tre. Il primo riguarda proprio la figura trista che si trascinava seco questo anelante leader che alla maniera dell’ex Segretario PD (la buona scuola, insegna sempre!), sembra vivere in un suo mondo completamente staccato dalla realtà. Quando ha detto che tra PD e M5S ci sarebbe un 3% di differenza nei favori degli italiani, ho provato un imbarazzo fortissimo per lui, e a momenti ho pure pensato che, proprio come avrebbe fatto Feltri prima di sparare la minchiata contro gli ebrei, anche Zingaretti si fosse tracannato un po’ di champagne prima di entrare nello studio di Floris.

Overall, tuttavia, mi ha impressionato la “pochezza” della figura che si proclamava, che si voleva futuro leader, la sua “arcaicità”: ma come può questo signore, dotato del mio stesso carisma (con la differenza che io mi rendo conto), pensare di guidare un Partito che idealmente dovrebbe rappresentare milioni di individui allo scopo di portarli nel futuro? Lui? Lui che pareva, there and then, quintessenza di un modo di fare politica analogico, arcaico, esecrando!

Ben peggiore di Zingaretti però era il pungolo intellettuale (anche qui si fa per dire) che lo circondava. L’impressione era che Damilano, Floris e Giannini fossero in dato modo intimiditi, incerti. Peraltro sono scaduti deontologicamente in maniera pesante quando hanno scaltramente usato il tempo concesso loro per fargli delle domande, per attaccare ancora il presente Esecutivo, mentre le “interrogazioni” con cui ne venivano fuori, proprio come accade quando la montagna partorisce un topolino, lasciavano davvero a desiderare. Mi sono vergognata per loro! Per noi, come nazione. Ma è davvero tutta qui la nostra tempra d’intelletto? È tutto qui il nostro coraggio? Il nostro know-how? Se è così meglio spararsi.

Peraltro, che sia proprio così, che quello fosse tutto il nostro meglio, ne abbiamo avuto conferma quest’oggi – ed è questo il mio terzo punto – nessun giornale, nessuno, neppure “Il Fatto”, a menzionare questa epocale e sostanziale figura di merda! Venerati maestri e soliti stronzi, appunto!

Rina Brundu