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Travaglio su Dagospia e dieci validi consigli a Luigi Di Maio

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

travaglio

Fermo restando che la vocazione per la dietrologia (in questo caso si intende proprio nel senso tecnico ufficiale) e la scrittura sopra le righe del pur valido sito di D’Agostino, ormai la conosciamo; e fermo restando che io ritengo Marco Travaglio più clever di come descritto, nonché intento a passare il suo tempo in maniera-altra rispetto al ruolo di infaticabile consigliere di Di Maio che gli affibbiano, è pur vero che i “consigli” al giovane vice premier si sprecano nelle “prime” di tutti i giornali italiani. Fossi in Di Maio, li manderei a cagare tutti quanti perché la “sostanza” di tanto “consigliare” abbiamo avuto modo di apprezzarla tutti in questi anni, e prima di allearsi con il PDR meglio sarebbe per l’intero Movimento se si perdesse nell’etere infinito senza alcuna possibilità di ritrovarsi, MAI!

Come sa chi frequenta questo sito io ho sostenuto attivamente il M5S e Di Maio per tanti mesi prima delle elezioni del 4 marzo. Dopo, specie dopo la creazione del Salvimaio, nel giugno del 2018, ho limitato progressivamente i miei post perché penso che così debba comportarsi un opinionista serio, distaccato, non troppo partigiano. E poi ogni governo deve giocoforza essere criticato, nessun dubbio su questo! Ne deriva che, pur ribadendo il mio sostegno al Movimento, le poche scritture che ho pubblicato erano di critica a Luigi Di Maio e di aspra critica a tante opinabili campagne mediatiche, come quelle contra-salvini-a-prescindere del Fatto Quotidiano. Altri giornali, infatti, non ne leggo perché la sola idea di farmi indottrinare da personaggi che in tutti questi anni hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio qual è la loro vera capacità di critica, se non il loro vero “interesse”, proprio non mi va. E mi sta bene anche fare la figura della cogliona agli occhi dei cretini, esserlo è tutto un altro paio di maniche!

D’altro canto, dopo l’apparente batosta del M5S, in quel d’Abruzzo, e l’evidente scombussolamento prodotto nei giovani Di Maio e Di Battista (anche se non si capisce perché), qualcosa vorrei scriverla. La scrivo sotto questa categoria “Politica”, ma vorrei che arrivasse come un messaggio disinteressato, semplicemente vicino, da parte di chi sostiene il Movimento, vuole continuare a sostenerlo e dunque scrive costruttivamente con l’intento di dare il proprio parere onesto e nella speranza che questo possa aiutare, in qualche modo. It’s a long shot, ma i peccati di omissione sono peggiori degli altri, e dunque scelgo di dedicare dieci minuti, di una giornata molto busy, a questo intento.

Quindi, prendendo per un momento, e alquanto indegnamente, il posto del Travaglio dagospiaco, ne profitto per dare alcuni miei dieci consigli a Di Maio, una tantum, nonché per raccomandargli, qualora dovesse leggerli, di mandare a cagare pure me  non appena avrà letto l’ultima riga. Di fatto è questa la condizione imprescindibile che caratterizza il vero leader: ascolta ogni opinione e poi decide di suo!

DIECI VALIDI CONSIGLI PER IL GIOVANE LUIGI DI MAIO:

  • Guardarsi dalla Sindrome del “dividi et imperat”. Sono circa 9 mesi ormai che la Stampa di regime ne scrive di tutte nella speranza di distruggere questo raro governo, il Salvimaio, che non ci fa vergognare di essere italiani (riguardo al solo Dagospia, io ho ormai collezionato circa 50 screenshot che, sempre a proposito di dietrologia, garantiscono di come Tizio o Caio abbiano intenzione di metterla in c… all’attuale Esecutivo, ma il redattore di quel sito possiamo comprenderlo, o no?): ignorarli dunque, non starli mai a sentire, non leggerli!
  • Fare propria la Sindrome degasperiana. Cioè, capire che il M5S è diverso anche perché non guarda alle prossime elezioni e al portafoglio in tasca, come un renzista qualsiasi, ma guarda agli interessi delle future generazioni di italiani: quelli bisogna proteggere, nient’altro!
  • Ricordarsi che Luigi Di Maio passa, ma il M5S resta. Ne deriva che la salute del Movimento del futuro dipenderà anche dalle azioni di oggi, a cui sarà legata anche la buona memoria, o meno, futura, del suo primo vice-premier.
  • Ricordarsi di cosa è la responsabilità collettiva e cosa significa saperla portare sulle spalle per un vero leader. Detto altrimenti, scordatevi degli umori di Travaglio e di Padellaro, e negate il permesso al ridicolissimo processo a Salvini: l’onestà proclamata dal Movimento è altra cosa ed è una cosa seria!
  • Capire che né nella vita né in politica tutto è bianco o tutto è nero. In realtà, il grigio in genere la vince e gli italiani non sono coglioni. Se qualche volta il Movimento sceglierà quella via, la via del grigio, a ragion veduta, i suoi elettori lo capiranno, io lo capisco, o me ne faccio una ragione.
  • Non buttare via il bambino Salvimaio con l’acqua sporca lasciataci in eredità da una precedente legislatura politicamente criminale: sarebbe la fine!
  • Salvaguardare il buon lavoro fatto fino a oggi!
  • Salvaguardare l’etica insegnata all’Italia fino a oggi, ovvero che per il maggior bene comune si può lavorare insieme anche quando si hanno opinioni diverse su tante cose, e senza averne niente in cambio, finanche perdendoci elettoralmente. La buona politica infatti ha che fare con l’ottima amministrazione del Paese, che è cosa difficile e faticosa, non con una comparsata trendy davanti alla Concordia nel porto di Genova su yatch quasi sicuramente pagato dal contribuente!
  • Dare fiducia a Salvini che non mi pare fino a oggi abbia fatto nulla per non meritarla. Di contro, è stato sempre se stesso e se un giorno dovesse comportarsi altrimenti a perderci sarebbe solo lui, la sua credibilità.
  • Chiudere tutti gli abbonamenti ai maggiori quotidiani italiani, buttare nel cesso ogni copia non ancora utilizzata per il pesce e gli ortaggi e… soprattutto… tirate la catena, il tanfo si sente fin qui!

Aiuterà? Non saprei, ho fatto quel che ho potuto in dieci minuti, ma ho speranze dato che, come diceva il grande Kraus “il giornalista (ma vale anche per gli spiriti-che-scrivono, come me) è stimolato dalla scadenza: scrive peggio se ha tempo!”.

Rina Brundu

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