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Mercanti di verità – Sull’emergenza informazionale in Italia. Sulle fakenews di Fontana e Calabresi e sul libro “Merchants of Truth: The Business of News and the Fight for Facts”

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

corrierefake

Dopo anni di laissez-faire e laissez-dire – ricordiamo per esempio l’inqualificabile “prova” che diede di sé il “Corriere della sera” durante il periodo del renzismo più offensivo della nostra dignità di persone e di cittadini – sembrerebbe che finalmente qualcuno si sia svegliato nella Redazione di Via Solferino e abbia battuto il ferro già freddo da molto tempo: cosa fa il nostro direttore Fontana? Pubblica notizie false? A scoprire “l’acqua calda” sarebbe stato niente poco di meno che il giornalista Ivo Caizzi, un nome da ricordare dato che, se il giornalismo italiano è anche solo un decimo di ciò che immaginiamo, di questo signor Caizzi non ne sentiremo parlare più, vita natural durante. Un paio di giorni fa era stato invece il quotidiano scritto da De Benedetti e Scalfari, pomposamente chiamato “Repubblica”, a “fare notizia” e a informarci che Luigi Di Maio era stato ricoverato in ospedale. Altra notizia, falsa, naturalmente, Di Maio in quello stesso momento era solo impegnato a toccarsi i coglioni: non sia mai che un qualche piccolo a lui vicino, un suo caro, una volta cresciuto decidesse di diventare un lettore delle veline fin qui nominate!

mercanti di verità

Ma quale sarebbe la notizia, peraltro riportata con grande enfasi da “Il Fatto Quotidiano”? Che Calabresi e Fontana stanno pubblicando fakenews? Se qualcuno pensa che questa sia una “notizia” dovrebbe farsi vedere da un buon specialista, e magari cominciare a interrogarsi su quello che è stato il suo percorso intellettuale fino a questo momento. In realtà, l’unica notizia che ci sarebbe da riportare è la stessa di sempre, quella ormai vecchia di decadi, ovvero il fatto che in Italia esiste ancora una frangia di popolazione che vuoi per l’età, vuoi per un degradato humus culturale di riferimento, vuoi per un provincialismo becero, vuoi per un innato fascismo tendente vero l’autarchia intellettuale, continua a leggere giornali come il “Corriere” e “Repubblica”. Io non ho dubbi che ci siano pure persone che pagano per leggere queste veline, alcuni pagano le versioni online, altri si recano a piedi all’edicola per acquistarli!

Si tratta, naturalmente, di un problema molto serio, perché significa che come Paese negli ultimi 15 anni non siamo riusciti in nessun modo a coprire il gap del digital divide, se non piuttosto ad allargarlo. Io resto dell’avviso, però, che non perché si è cittadini anziani si sia in automatico dei coglioni, incapaci di capire che Calabresi e Fontana sono stati messi lì per fare un favore ai loro padroni di riferimento; non perché si è cittadini anziani si è in automatico dei coglioni ancora pronti a credere che se lo scrivono Calabresi e Fontana deve essere “vero”. D’altro canto se questo accade, ovvero se si è così coglioni, dovrebbe esistere uno Stato capace di indirizzare, capace di farci crescere, capace di educarci, capace di spiegarci che i tempi sono cambiati, capace di aiutarci a conoscerci come persone e come società, non importa quale sia la nostra età.

Peraltro, questi “problemi informazionali” non riguardano solo l’Italia. Di fatto uscirà a febbraio il prossimo libro di Jill Abramson, già direttrice de il “The New York Times”, il quale sputtanerà codesti pennivendoli anche oltre Atlantico. “Merchants of Truth: The Business of News and the Fight for Facts” è infatti un testo che relazionerà sulle “fakenews” di quello che era un tempo il giornale più prestigioso su scala globale, e che con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, o meglio con l’impressionante produzione di notizie false di questi anni contro il Presidente, ha dimostrato di non essere nulla più che uno strumento politico in mano ai Democratici, altro che giornalismo!

Infine bisogna aggiungere che codesti “eroi” che stanno facendo sentire la loro voce adesso, sono pure quelli che hanno taciuto negli anni scorsi, quando sarebbe stato necessario parlare; proprio come in Italia, quando durante il renzismo tacque il 99% dei giornalisti, lasciando che i Fontana e i Calabresi di questo mondo predicassero in libertà, come patron comandava. C’era un tempo in cui, scrivendo di questi argomenti, chiudevo i miei pezzi sul sito dicendo “Non mi sono mai vergognata così tanto!”. Ora quel tempo è passato da molte stagioni, ora ciò che mi è rimasta è solo una profonda e infinita pietà contro ogni povero Cristo che vuoi per incapacità o  triste destino si sveglia ogni mattina e colora il suo mondo e il suo sentire a seconda della pappa che gli/le fa trovare pronta Calabresi e Fontana…. E per essere così in***ato paga pure! Coglione!

Rina Brundu

Clicca sulla coperta per leggere l’anteprima del libro.

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