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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Televisione – Sul perché non ci piace questo Maurizio Crozza ammalato di fazismo bollito. No, in un “paese normale” non dovrebbe esistere un “problema Fabio Fazio”, ma da noi purtroppo esiste! Di Maio – Salvini cambiate la RAI!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Sono un’ammiratrice di Maurizio Crozza, che seguo da anni, ormai. Su questo sito, che contiene critiche su tutto e su tutti, vi è forse solo un articolo di critica dura a Crozza. Si tratta di un post che fu pubblicato subito dopo la sua fallimentare esperienza sanremese, e che a tutt’oggi considero una mia grossa “svista”. In realtà, dopo quella performance poco riuscita, Crozza ha dimostrato con i fatti tutto il suo talento, la sua capacità artistica. Di più, negli anni del renzismo più osceno, Crozza è rimasto la nostra stella guida; si è trasformato in esempio plastico di cosa sia l’impegno intellettuale; è stato uno che piuttosto che sottostare alle “voglie” del ducetto, ha preferito emigrare in solitudine sul Canale 9, ed è riuscito a farlo grande quel canale (almeno fino a pochi giorni fa quando, su quella stessa stazione, sarebbe stato più opportuno non vedere ciò che 340000 spettatori avrebbero visto).

Come non bastasse, proprio alcuni giorni fa, su Rosebud abbiamo eletto il suo “Fratelli di Crozza” (Canale 9) quale migliore programma di approfondimento politico del 2018. Insomma, Crozza e Zalone per tutta la vita! Anche per questi motivi, si resta davvero spiazzati, io resto spiazzata, quando leggo veline come quelle apparse sul sito di Dagospia.com (vedi screenshot a corredo di questo post), o in altri luoghi, che parlano di un Crozza che sarebbe diventato culo e camicia con il Fabio Fazio dalla riverenza renzistica ad ogni costo, dallo stipendio stellare, dalle marchette agli amici sul Servizio Pubblico televisivo, dalla diseducazione intellettuale, dalla cultura analogica, emblema notevole di tutto il peggio che oggi rappresenta quel nostro Servizio Pubblico.

Naturalmente, io non ho visto il programma di Fazio in cui il fattaccio sarebbe avvenuto – ancora il rincoglionimento acuto non è in stato così avanzato, non più almeno -, ma leggere su Dagospia che Crozza avrebbe fatto da spalla al multimilionario conduttore Fabio Fazio con espressioni quali “Per i giornali ci sarebbe un piano giallo verde per mandarti via, ma è normale che in questo paese il problema sia Fazio?”, ci fa restare davvero senza parole. Caro Crozza, certo che non è normale che in un paese “il problema sia Fazio”, ma purtroppo in Italia lo è, o meglio è uno dei problemi. Uno dei “problemi” che in maniera plastica raccontano cosa è stata la nostra tv pubblica negli ultimi 50 anni, che raccontano in maniera plastica cosa ha determinato il nostro debito pubblico monumentale. Stia tranquillo, caro Crozza, se il “fenomeno Fazio”, con i suoi ascolti minimi, la sua televisione sommamente diseducativa, fosse posto sotto la lente di ingrandimento a queste latitudini, dove la televisione è un business e i conduttori non campano di denaro pubblico a vita, il “fenomeno” non sarebbe più tale, ma sarebbe storia-dimenticata già da molto tempo.

Dato che Fazio lo conosciamo, e ricordiamo molto bene le sue “audaci” interviste al renzismo, proprio quando Crozza doveva invece emigrare su Canale 9 per parlare liberamente, a stupire in questa occasione è appunto il comico genovese, laddove non si capisce neppure quale sia la dirittura etica che vorrebbe impartire. Sta forse dicendo che le trasmissioni televisive non si chiudono? Che Fazio deve stare lì vita natural durante seduto sul suo seggio lautamente pagato dal contribuente? Sta dicendo che in Italia non abbiamo nessuno meno esoso e più capace?

Se Crozza pensa questo allora forse il mio resoconto post-performance sanremese era meno sbagliato di quanto abbia ritenuto in precedenza. Di contro, forza Di Maio e Salvini, riformate la Rai, mandate a casa chi vi nidifica da decenni, imponete nuove risorse, nuovi talenti, anche rispettosi economicamente del periodo di crisi che vive la nazione e la nazione non potrà che continuare a sostenervi. Altro che fazismo bollito, sic!

Rina Brundu

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