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Giornata storica nella lotta di Marco Travaglio contro il berlusconismo: circondato, colpito, affondato! Là, dove ha fallito la corazzata Repubblica…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

travaglio.jpgA differenza di Marco Travaglio io non sono mai stata anti-berlusconica. Credo che la ragione di questo status-quo avesse a che fare con il fatto che durante la cosiddetta “Guerra dei venti anni” di Silvio Berlusconi con Carlo De Benedetti (se non ricordo male anche Travaglio viene dalla scuola di “Repubblica”, ma potrei sbagliarmi), io lavoravo nelle multinazionali che in Irlanda digitalizzavano il mondo, e benché lontana dalla mia patria, vederla così tanto ridicolizzata urbi et orbi dal giornaletto di un magnate svizzero non mi piaceva proprio. Tale era il disgusto che preferivo chiudere un occhio sulle presunte “colpe” di Berlusconi, sui suoi tanti scandali a luci rosse, perché nella nostra vita ci sono delle priorità e in quel caso la priorità era senz’altro il fango che Repubblica ci gettava addosso come italiani.

Nel tempo – e paradossalmente proprio negli anni in cui Repubblica, con sprezzo di ogni dogma deontologico, si è genuflessa davanti al duce di Rignano – io ho avuto modo di riconsiderare tanti aspetti del berlusconismo, da quelli meramente “criminali”, a quelli pseudo-culturali e squallidi in stile wikipedico, cioè quegli aspetti che anche nelle settimane scorse abbiamo avuto modo di ammirare per esempio nel corso della domenica pomeriggio sulle reti Mediaset. Riconsiderandoli mi sono finalmente accorta della “pericolosità” di questa pseudo-dottrina, soprattutto per quanto riguarda una virtuosa crescita culturale dei nostri piccoli concittadini, (fermo restando che in quanto a “pericolosità” sociale e politica il berlusconismo viene sempre parecchie tacche dopo il renzismo, nessun dubbio su questo!), e in dato modo l’ho combattuta anche qui sul sito!

Certo, non l’ho mai combattuta come ha fatto Marco Travaglio (proprio come Travaglio non ha combattuto il renzismo quanto l’ho fatto io, pur senza essere un noto editore alle spalle come è quello per cui lui lavora!), e questo  merito gli va riconosciuto. In realtà, in data odierna abbiamo finanche testimoniato quello storico giorno in cui Marco Travaglio ha idealmente e definitivamente colpito e affondato, da solo, il berlusconismo (dato che da parecchi anni Repubblica ha abbandonato la sua guerra per attovagliarsi con il suo ex-nemico, con il già citato duce di Rignano, e con lo stesso fondatore Eugenio Scalfari che come sappiamo avrebbe preferito votare Silvio piuttosto che Di Maio, e lo avrebbe fatto persino senza turarsi il naso).

Ma quand’è che Marco Travaglio sarebbe finalmente riuscito nel suo intento? Ne sarebbe uscito quale indiscusso vincitore della singolar tenzone? Giusto stamattina, quando sul sito del Fatto è apparsa la storica home (ignorata dai giornalini italiani) da cui è tratto lo screenshot a corredo di questo spot, dove campeggia il titolo: ““È una legge pericolosissima e antidemocratica”. L’imputato per corruzione Berlusconi all’attacco””.

D’accordo, certo, il Fatto online è diretto da Peter Gomez, ma idealmente questo titolo lo assegno a Marco Travaglio, proprio in virtù della battaglia campale che conduce da sempre contro il signore di Arcore. Di fatto, se il titolo riprendesse una dichiarazione effettivamente fatta da Berlusconi (come immagino che sia), raramente si sarebbe visto un autogol politico, umano, anche di business, così epocale. La domanda infatti è d’obbligo: ma Silvio Berlusconi sta forse dicendo che una legge contro la corruzione, nel Paese della corruzione conclamata, è pericolosa? Se sta dicendo questo allora io mi vergogno nel profondo di non essere mai stata più antiberlusconica in passato, mi vergogno di avere lavorato nelle sue aziende (argomento che poi affronterò quando sarà il momento, perché nella vita arriva il momento per tutto), mi vergogno che egli sia stato un Primo Ministro della nostra nazione.

E poi, cazzo, ma possibile che con tutti quei miliardi a disposizione non riesca a trovare un manager della comunicazione, capace?!! Sic, se vuole glielo faccio io, nei ritagli di tempo!

Mi ripeto: giornata storica nella lotta di Travaglio contro il berlusconismo: circondato, colpito, affondato!

Rina Brundu

 

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