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Fatima, Antonio Socci e qualche domanda per Renato Pierri

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

math.jpgRicevo e pubblico questo post di Renato Pierri:

Fatima e le frasi strampalate prese in seria considerazione da Antonio Socci 

Leggo su un noto quotidiano un estratto dall’ultimo libro di Antonio Socci “Il segreto di Benedetto XVI (Perché è ancora papa)”, Rizzoli. Ne trascrivo alcune righe:

«Nella documentazione sulle apparizioni di Fatima è contenuta anche una frase della Madonna che Giacinta riferisce a chi la interroga (). Una frase breve, ma terribile, pronunciata dalla Vergine durante l’apparizione del 13 ottobre 1917, quella in cui si verifica il “miracolo del sole” (uno spaventoso vorticare del sole nel cielo) davanti a 70.000 persone, compresi diversi giornalisti. () Ne sono venuto a conoscenza quando un amico padovano, pellegrino a Fatima, me l’ha segnalata girandomi il testo di un corso sui messaggi della Madonna tenuto nel 2017 al santuario portoghese. Il suo titolo: “Curso sobre a Mensagem de Fátima ‘O triunfo do amor nos dramas da História’ “.() Nella parte finale, quella della documentazione storica, si riportano tutte le apparizioni e al capitolo sull’apparizione del 13 ottobre 1917, alla pagina 40, si legge testualmente: “E assumendo un aspetto più triste, : ‘Non offendano più Nostro Signore che è già molto offeso! Se il popolo si emenderà, finirà la guerra, se non si emenderà, finirà il mondo”».

Ora,ammesso che “documentazione storica” nel caso specifico significhi realmente documentazione storica, ammesso che, se veramente fu pronunciata, la frase “finirà il mondo” sia da intendersi alla lettera, dico, come possono essere prese in considerazione frasi strampalate riferite da bimbetti analfabeti, frasi che alla luce della ragione, del buon senso, del Vangelo, la Madre di Gesù non avrebbe mai potuto pronunciare? Come può essere presa in considerazione la strana Signora immaginata dai tre pastorelli e da chi stava loro intorno, la bella Signora cinica e crudele che avrebbe chiesto sacrifici a tre piccoli innocenti, che avrebbe ingiunto loro di tenere il cilicio sulle tenere carni solo di giorno, la bella Signora sull’elce che avrebbe terrorizzato tre bambini mostrando loro terribili scene infernali, che avrebbe indotto tre innocenti a  soffrire,  a digiunare, a non dissetarsi, che avrebbe reso infelici due di loro preconizzandogli la morte imminente, la bella Signora che non svaniva ma si allontanava verso il cielo, secondo Lucia, in posizione tale da mostrare come ultima cosa i piedi? Immaginate?

E immaginate la Madonna che parla di un Signore molto offeso come se fosse un ragazzino? Il Signore molto offeso? Il Signore non si offende. E che farà il Signore per vendicarsi delle offese? Impedirà che la guerra finisca, farà sì che continuino a morire milioni d’innocenti, e magari farà sì che finisca il mondo. Ma si può?

Prendere in considerazione discorsi strampalati del genere significa calpestare ragione e vangelo.


Dopo avere visionato il suo scritto, confesso che qualche domanda mi viene in mente, ma diversa da quelle che si pone il signor Pierri. Di fatto si tratta di domande che vorrei porre proprio a lui, e allo scopo lascio la sezione commenti aperta.

Nello specifico vorrei capire dal signor Pierri:

  1. Perché segue questi discorsi di Fatima che non vanno più di moda neppure in Vaticano?
  2. Il soccismo è certamente una tipologia di indottrinamento che esiste in Italia, peraltro anche pericolosa, a mio avviso, perché travestita da giornalismo (dato che il giornalimo per ciò che ne o io dovrebbe occuparsi di fatti, non di visioni e creduloneria populare, a meno che non la stia denunciando), perché lei lo incensa?
  3. Perché anziché seguire Antonio Socci (se questo è il nome corretto di questo signore), non segue i blog di Brian Greene o di Leonard Susskind? Perché non segue Ed Witten? I giornali delle università? Perché non segue phys.org o, in Italia, blog validi come fisicamente.net? Cosa porta una persona intelligente come lei ad occuparsi di madonne, fatime, soccismo e di tutto il peggio del peggio analogico che purtroppo produce ancora la nostra nazione?

Naturalmente le mie sono solo curiosità intellettuali, la risposta non è urgente.

Cordialità. Rina Brundu

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8 Comments on Fatima, Antonio Socci e qualche domanda per Renato Pierri

  1. renato pierri // 14 December 2018 at 21:56 //

    Rina Brundu:
    “Perché segue questi discorsi di Fatima che non vanno più di moda neppure in Vaticano?”

    Renato:
    Su Famiglia Cristiana 10/05/2018:
    “PERCHÉ FRANCESCO SI È AFFIDATO ALLA MADONNA DI FATIMA
    Appena eletto, il Papa chiese al cardinale patriarca di Lisbona di consacrare il suo pontificato alla Mamma Celeste venerata in Portogallo, dicendo: «Lei scelse il cuore innocente e la semplicità dei piccoli per spingerci ad avere cura dei bambini e degli ultimi». Un pensiero che il Santo Padre ribadisce in ogni gesto”.

    Rina Brundu:
    “Cosa porta una persona intelligente come lei ad occuparsi di madonne, fatime, soccismo e di tutto il peggio del peggio analogico che purtroppo produce ancora la nostra nazione?”.

    La domanda mi stupisce. E mi induce a porre a lei, gentile scrittrice, una domanda. “Non crede lei che combattere con ogni mezzo le idiozie delle quali si nutrono ancora oggi migliaia di persone, idiozie pubblicate da grosse case editrici, idiozie delle quali si riempiono le librerie di tutta Italia, non sia cosa buona e giusta?

  2. Caro Renato,
    Certo che è cosa buona e giusta… non so se ha visto cosa pubblica Rosebud… giusto oggi si parlava del Caso Consip ignorato dall’editoria italiana… Ma Lei non ha risposto alla mia domanda, dunque non si stupisca.
    La domanda è perché lei si occupa di queste faccende? Che senso ha per il suo spirito? Dove la porta?
    L’emergenza informazionale epocale che certamente vive l’Italia va combattuta ma sul versante corruttivo, politico, giornalistico non certo a livello di superstizione. O meglio, va combattuta culturalmente, certo, ma non mettendo dietro a queste storielle che più si ignorano meglio si fa.
    Tutto qui. Grazie.

  3. renato pierri // 15 December 2018 at 14:51 //

    Gentile Rina, se ha la pazienza di leggere, le trascrivo qui sotto alcune delle mie migliaia (proprio migliaia) di lettere pubblicate sui giornali, così si renderà conto di quante cosine si è occupato e si occupa Renato.
    Sono d’accordo con lei che di certe storielle meno si parla è meglio è, solo che sarebbe più opportuno il condizionale: sarebbe meglio non se ne parlasse. Purtroppo sono altri a parlarne, la Rizzoli le storielle le pubblica e anche i giornali le pubblicano, e di allocchi che abboccano ce ne sono moltissimi. E allora mi sembra doveroso cercare in ogni modo di impedire che se ne parli, spiegando (non tutti ne sono capaci, modestia a parte) che si tratta di panzane, che la Rizzoli pubblica panzane, che nelle librerie si vendono panzane.
    Ecco perché mi occupo di queste faccende e di altre faccende. Cerco di dire alla gente la verità. Se si va dicendo in giro che la terra è piatta, cerco di dire che non è vero. Se riesco a convincere anche una sola persona, per me è una soddisfazione. Si ricorda l’articolo qui pubblicato “Il Vangelo ignora la trasmissione del peccato originale”? E’ stato commentato così da un signore: “Se quello che dice Pierri è vero, la Chiesa è in errore da 2.000 anni su una questione fondamentale. Una chiesa così non può che essere una falsa chiesa”. Ed è soddisfazione, se una signora mi scrive: “Lei mi ha aperto gli occhi”. Del, resto, gentile Rina, si fa quel che si può. Io questo so fare. Abbastanza bene.
    Un caro saluto

    Donne della realtà 20 aprile 2011; Left Avvenimenti; Il Giornale 22 aprile
    Ma la Chiesa si accorge di quante donne vengono uccise?
    Femminicidio e Vaticano
    Femminicidio. Molti uomini hanno ancora una mentalità violenta
    La solita notizia senza importanza: “Lucca, uccisa in strada: il fidanzato confessa. Il movente, una relazione sentimentale finita male”. Immagino i nobili sentimenti dell’assassino, il quale si è recato all’appuntamento con la pistola. Notizia senza importanza per due motivi. Si sa chi è il femminicida. Se fosse sconosciuto, infatti, sarebbe pasto succulento se non altro per i produttori e i consumatori di trasmissioni televisive di prezioso approfondimento. E poi perché non si tratta di una donna che uccide un uomo (avvenimento straordinario), ma di un uomo che uccide una donna (avvenimento normale nel nostro paese). Leggi più severe? Ben vengano, ma non sono la soluzione, se non altro per quei mentecatti che dopo avere ucciso, uccidono se stessi. E’ necessaria l’educazione. Un’educazione incessante che entri nelle case tramite i mezzi di comunicazione, e nelle scuole. Un’educazione che cambi radicalmente la mentalità degli uomini, ma anche delle donne. Dovrebbe essere una delle principali preoccupazioni della politica. E una delle principali preoccupazioni della Chiesa. Non so se mi sia sfuggito, ma non mi pare d’aver mai sentito una parola del Papa sul femminicidio in Italia. Ma forse ha ben altro cui pensare.

    Il Manifesto 6 aprile 2007
    Una vergogna sociale
    Gentile direttore, un ragazzo omosessuale di sedici anni si è tolto la vita poiché non riusciva a sopportare l’irrisione dei compagni. La vergogna è di tutti; un po’ meno di quei compagni di scuola, giacché figli della nostra società. Una società che ancora considera l’omosessualità un problema. Il termine dovrebbe essere presente solo nei dizionari, così come il termine eterosessualità, ed invece c’è ancora chi ottusamente si domanda se l’omosessualità sia secondo natura o contro natura, quasi come se la distinzione potesse essere un criterio etico: naturale = morale; innaturale = immorale. Chissà se qualcuno si chiederà se lo stupro segua la natura oppure vada contro natura? Adesso sull”ennesimo episodio di suicidio di un ragazzo omosessuale, ci vorrebbe un bel programma televisivo di approfondimento alla Vespa o alla Mentana. Perché vede, caro direttore, per offendere un omosessuale non c’è bisogno di dirgli che è tale; non c’è bisogno di dirgli nulla; basta “accoglierli con rispetto, compassione, delicatezza”, e il gioco è fatto. Le parole tra virgolette sono tratte dal paragrafo 2358 del Catechismo della Chiesa cattolica, in cui il termine omosessualità esiste ancora. Il Catechismo, redatto dopo il Concilio Vaticano II, fu approvato il 25 giugno 1991, da Giovanni Paolo II, il papa già ritenuto santo. Curiosità: il termine omosessualità, grazie a Dio, non compare nel Vangelo

    Affari Italiani 6 marzo 2008; Il Sole 24 Ore 15 marzo 2008
    Italia domanda
    Troppe parole
    Caro direttore, non c’è un abisso tra le chiacchiere dei politici in Tv e la triste realtà che ci circonda? Ho visto l’altra sera “Ballarò” su Rai 3: tanti sorrisi; anche il simpatico Floris sorride un po’ troppo; e sorridevano ed alle volte ridevano gli ospiti, quasi come se continuassero le battute del comico Crozza all’inizio della trasmissione. Nessuno ci dice come e entro quanto tempo libereranno l’Italia da tante vergogne: i morti quotidiani sul lavoro; la spazzatura; la corruzione che come un cancro sta andando in metastasi soprattutto nella bella Calabria. E subiamo come una violenza questa campagna elettorale. Siamo sommersi dalle parole, tante parole che non servono a nessuno. Almeno la spazzatura fa felici topi e gabbiani.

    Zeroviolenzadonne; Il Fatto Quotidiano 20 gennaio 2011
    Berlusconi, Avetrana, e la rivoluzione in Tunisia
    Libertà di ribellione
    Che cosa c’entrano mai le squallide vicende di Berlusconi, con la tristissima tragedia di Avetrana, e con la rivoluzione in Tunisia? Eppure una riflessione mi ha fatto mettere insieme elementi così eterogenei. Al popolo tunisino era stata tolta la libertà, e per questo si è ribellato, ed ad ha messo in fuga il dittatore. Ai cittadini era stata tolta anche la libertà di esprimere la propria opinione. Bene. Ad un numero ben consistente d’italiani non è stata tolta la libertà di espressione, bensì la capacità di giudizio. Ma questi italiani non penseranno mai a ribellarsi, a cacciare magari democraticamente colui che li ha privati di questa libertà, semplicemente perché avendo perso la capacità di giudicare, non si rendono conto della propria condizione. Così a loro sembra normale, non scandaloso, il comportamento licenzioso di un uomo di una certa età, presidente del Consiglio. Che male c’è? Alla stessa maniera a loro sembra normale, non scandaloso, che da diversi mesi tutti i santi giorni cinici conduttori televisivi non lascino riposare in pace la quindicenne uccisa ad Avetrana. Che male c’è? Ovviamente si potrebbe fare un lungo elenco di cose che nel nostro paese, agli occhi di molti, appaiono normali, non scandalose.

    Corriere Della Sera; Il Tenpo 28 luglio 2010; La Stampa 29 luglio; L’Unità 30 luglio
    Missione in Afganistan. Il soldato suicida
    Un militare non eroe…
    Onore agli eroi e anche ai martiri
    Una guerra maledetta
    Un militare italiano si è suicidato in Afghanistan. Poiché non è morto a causa di un attentato o di uno scontro a fuoco, nessuno lo chiamerà eroe, e certamente non si penserà a funerali di Stato. Però, se il militare italiano si è ucciso a causa di una guerra assurda, insensata, se non è un eroe, sicuramente è un martire. E se si rendono onori agli eroi, sarebbe giusto tributare onori anche ai martiri. Tuttavia non credo sarà facile conoscere ciò che ha spinto il militare al suicidio. Se avesse lasciato scritto qualcosa riguardo ad un suo eventuale disgusto per una guerra crudele ed inutile, nessuno lo saprebbe mai.

  4. Caro Renato,
    Mi perdoni, con tutto l’affetto, io di cio’ che pubblicano I giornali me ne frego.
    Io le ho fatto domande specifiche, che riguardano lei. Ovvero perche’ non segue un diverso percorso intellettuale? Cosa la porta a seguire questi discorsi e non a occuparsi di scienza, di filosofia, di argomenti che ci aiutano a crescere? Cosa le da e a cosa supplisce l’argomento superstizioso?
    Tutto qui. Se non puo’ rispondere a queste domande non servono a niente quelle lettere perche’ quando vedo i nomi di quelle veline giornalistiche vomito semplicemente. Grazie. Rina

  5. renato pierri // 16 December 2018 at 10:05 //

    Gentile Rina, pensavo di averle risposto in maniera esauriente. Lei scrive:”Cosa la porta a seguire questi discorsi e non a occuparsi di scienza, di filosofia, di argomenti che ci aiutano a crescere?”.
    Intanto potrei risponderle che credo di essere cresciuto abbastanza e alla mia età non ho più tanto bisogno di essere aiutato a crescere… Poi che io ho letto e studiato, e continuo a leggere libri di scienze e di filosofia e di psicologia oltre a romanzi e racconti. Che cosa mi porta, invece, a cercare di smascherare chi imbroglia il prossimo facendo passare la superstizione per religione, che cosa mi porta a combattere contro pregiudizi di ogni genere? Semplicemente Il bisogno di verità e di giustizia. Spero di averla soddisfatta questa volta. Altro sinceramente non so dirle.

  6. No, purtroppo è ben lontano dall’avermi soddisfatto. Ma purtroppo questa sarà la realtà italiana almeno per il prossimo mezzo secolo, fino a quando tutti questi personaggi e i loro ridicolissimi insegnamenti non saranno cancellati dalla memoria. Il gap che esiste col primo mondo è così abissale che fa paura. Cordialità. Rina

  7. renato pierri // 16 December 2018 at 15:33 //

    Aggiungo, gentile Rina, che mi ci diverto pure. Provo gran gusto quando, ricorrendo alla logica, alla ragione, metto a tacere un interlocutore, anche se stiamo parlando non di scienza, non di filosofia, non di religione o superstizione, ma di pasta e fagioli. Quanto è buona, mammamia!

  8. Sì, la logica, raccomando queste lezioni! saluti

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