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Caso Consip – Sul dovere del governo e del bravo Ministro Bonafede.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

consip

Il caso Consip è stato senz’altro la punta di diamante tra tutti gli scandali in cui è stato invischiato il renzismo. In realtà il caso Consip è stato molto di più. È stato quel momento in cui, soprattutto a causa dell’apparente lentezza (almeno quella percepita), con cui si sono svolte le indagini, ha lasciato noi cittadini senza parole. Le domande che ci venivano in mente erano solo di questa tipologia: ma allora è davvero questo il nostro Paese? Allora è davvero solo questa la giustizia che sappiamo amministrare? Allora, davvero, come nelle peggiori repubblichette sudamericane d’antan, anche nella nostra Italia esiste una giustizia a due velocità? Ma allora siamo davvero fottuti?

Tutti questi pensieri, e molti altri, sono passati nella mente del signor Rossi che ha seguito questo scandalo immondo. E nel suo animo si è instillata la vergogna dell’appartenenza nazionale. Una vergogna mai provata prima con così tanta forza, una vergogna che ha fatto male al cuore come in poche altre occasioni nella pur ricca “tradizione” degli scandali politici (et non) italiani. Ma, finalmente, dopo anni, qualcosa sembrerebbe cominciare a muoversi e il processo sarebbe stato chiesto per almeno 7 delle persone coinvolte! Forse siamo stati troppo precipitosi, forse la Giustizia esiste ancora in Italia, per tutti: nostra culpa, siamo malfidati!

Se la magistratura si sta finalmente muovendo, adesso però spetta senz’altro alla politica, a questo governo che abbiamo tanto voluto e sostenuto, al suo bravo Ministro della Giustizia, dimostrare con i fatti, non a parole, che il tempo dei privilegi dei politici è davvero finito. La concessione di tutte le autorizzazioni a procedere alla Giustizia, nei confronti anche e soprattutto di tutti gli imputati attualmente Membri del Parlamento, sarà la madre di tutte le decisioni che dovrà prendere il Salvimaio.

Quella decisione sarà tutto ciò che farà la differenza. Si tratterà insomma di un epocale momento della verità al cui confronto i recenti problemi di “spread” e con Juncker sembreranno noccioline: non c’è democrazia senza giustizia, non c’è nazione senza libertà, non c’è governo di nessun colore senza onestà!

Rina Brundu

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