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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Parola d’ordine: silenzio! Sull’emergenza informazionale in Italia. Il caso dell’amnesia mediatica sul 4 dicembre.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

micca

Oggi siamo tutti Pietro Micca….

Silenzio! Oggi è stata questa la parola d’ordine,  e di fatto nessuno ha sgarrato, men che meno quel “Fatto Quotidiano” dove alberga una forte pattuglia, capitanata da Antonio Padellaro ma, sembrerebbe, non schifata neppure da Travaglio, che in fondo fondo in un accordo M5S-PDR ci spera ancora, e fanculo futuro del Paese, fanculo etica, fanculo il destino stesso del Movimento che da un simile accordo ne uscirebbe svilito, martoriato, annientato, manzonianamente vile e deriso.

Ma perché la consegna del silenzio, odierna? Naturalmente, per non ricordare l’anniversario di quel 4 dicembre 2016 che, con ogni ragione, in un futuro non troppo lontano potrà essere visto dai posteri come il giorno in cui un popolo bue per elezione e formazione ha detto BASTA! Ha detto basta alla Politica del magna-magna, ha detto basta alla politica di tipo familistico, ha detto basta ai gigli-tragici, ha detto basta a un sistema-incancrenito che in 50 anni di esistenza era diventato tumore maligno nel cuore della nazione.

Sì, proprio così, due anni fa si è combattuta una battaglia epocale in Italia, una battaglia che ha visto la casta renzista da un lato e il popolo dall’altra parte. Ha vinto il popolo, ma in un Paese come il nostro non si fa retorica il sottolinearlo, perché, purtroppo, lo sappiamo molto bene, le vittorie del popolo italiano sono sempre state rare. Gli italiani, sebbene abitino la stessa penisola, non sono i romani. Non hanno mai avuto i loro eroi, i loro generali straordinari, ma neppure i loro eroi popolari, le loro donne giganti… Gli italiani di soddisfazioni “civili” ne hanno avute davvero poche. Per loro demerito, certamente, ma anche perché ogni volta che è stato possibile hanno avuto altri italiani a gettare loro il cappio al collo. In molti modi.

Uno di questi modi si sta mostrando plasticamente in questi mesi di intenso attacco della corazzata renzusconica, dei loro scagnozzi mediatici, contro il governo. Attacchi vili, infingardi che, però, paradossalmente e fortunatamente, in un’epoca digitale-liberata, contribuiscono come poco altro a farci capire la pericolosità, anche sociale, oltre che economica (si guardi per esempio al terrorismo finanziario che portano avanti con i loro giornalini) di queste pedine, di questi personaggi.

E proprio in virtù di tutto questo, dobbiamo andare ancora più orgogliosi di ciò che come popolo abbiamo fatto due anni fa. Ne deriva che su Rosebud, in completa solitudine, noi celebriamo, perché oggi è una giornata storica per l’Italia, una rara giornata in cui ci possiamo guardare negli occhi senza provare vergogna, una giornata in cui le ragioni dello spirito l’hanno appunto avuto vinta sulle ragioni del magna-magna!

Viva l’Italia! Viva il 4 dicembre, festa della Repubblica!

Rina Brundu

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