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Filosofia dell’anima – Harry: “What Meghan wants Meghan gets!”. E sul triste destino dei bimbi poveri vittoriani.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

victorian.jpgDopo la Brexit, l’ennesima tragedia si sta abbattendo in questi giorni sulla trista terra di Albione, alla stregua di un tornado che non ha occhio di riguardo per nessuno, men che meno per le stellette appuntate sul petto delle famiglie blasonate del pianeta. Certo, dopo tutto quanto è accaduto un quarto di secolo fa con le avventure di Diana, e delle altre infelici nuore reali, pensavamo che per Sua Maestà la regina Elisabetta d’Inghilterra fosse finalmente arrivato il momento della pensione, dei giorni felici, del godersi i nipoti, prima di affrontare l’ultimo improcrastinabile viaggio, non è così.

In realtà, l’ultimo “scandalo” a corte, ovvero l’incredibile scazzo tra Kate e Meghan, e di conseguenza tra Will e Harry, sta catturando l’attenzione dei tabloid britannici (e dunque dei tanti giornalini italiani che da quelli copiano, come abbiamo avuto occasione di provare in varie occasioni), molto più dell’affaire Brexit e dei problemi di potere dell’altra regina, Theresa May. Infatti, i commenti in calce agli articoli che raccontano questo “rift” reale piovono a migliaia, da tutto il mondo. Ciò che mi ha stupito ieri, analizzandone tantissimi, è stato il fatto che dati tabloid britannici, con il Daily Mail in testa, pubblicano anche commenti non monitorati e dal carattere abbastanza pruriginoso, per tanti versi un’altra lezione di vera libertà di stampa per l’Italia (parlo della vera “libertà di stampa”, non di quella che da giorni va millantando il direttore dell’italico “Repubblica”, Mario Calabresi, dalle colonne di un sito che della censura del pensiero altrui ha fatto la sua arma di battaglia preferita fin dall’inizio).

Back to square one… come ormai sanno tutti gli abitanti del pianeta (che per questa faccenda ci stanno perdendo anche il sonno), lo “screzio” tra Meghan e Kate sarebbe molto più datato di quanto si era pensato in un primo momento. Risalirebbe a molto prima delle nozze e sarebbe stato procurato da diversi elementi. In primo luogo, Kate, ma soprattutto Will, da sempre l’amico fidato del fratellino Harry, si sarebbe permesso di dire a quest’ultimo che forse Meghan non era la moglie più adatta per lui, che forse stava correndo troppo… Poi, il climax: in una infausta giornata Meghan rimprovera un membro dello staff di Kate! Lesa maestà, insomma! Da lì è stata tutta un’escalation di liti, incontri fatti con spirito conciliatore, interventi a gamba tesa dei diversi membri della casa reali, tutti fatti senza ottenere il risultato. Infine, l’immaginabile: Harry e la moglie incinta Meghan lasceranno gli aviti palazzi di residenza per muovere fuori Londra. Last but not least… i quattro non trascorreranno il Natale insieme, ma lontani, migliaia di chilometri: l’orrore!

E mi fermo qui. Mi fermo qui perché a volte su quegli stessi tabloid si trovano articoli di pregio (altra lezione di giornalismo agli italiani, ridotti a vedere le inchieste d’assalto portate avanti da siti come Fanpage, mentre i “giornaloni” si limitano a farci conoscere le loro “opinioni” di cui tutti potremo fare a meno, e si limitano ad utilizzare il giornalismo “d’assalto” per colpire i nemici politici dei loro padroni). Uno di questi articoli di pregio l’ho letto proprio alcuni giorni fa e riproponeva il dramma di tanti bambini poveri dell’età vittoriana, i quali, proprio a causa di quella loro povertà, venivano ingiuriati, maltrattati, evitati come la peste, e nelle peggiori delle situazioni abusati, o incolpati di colpe mai avute, sovente spediti nelle colonie australiane e neozelandesi insieme ai peggiori criminali. L’articolo in questione era corredato da preziose immagini di quei bimbi (vedi featured image). Alcune bellissime. Altre ti spezzano il cuore.

E poi, mentre stai ancora riflettendo su queste vite mirabili, e apprendi che Harry, in risposta alle lamentele di chi protestava contro le bizze di Meghan (la quale avrebbe addirittura chiesto di mettere degli air-freshner in Westminster), avrebbe urlato: “What Meghan wants, Meghan gets!” (Ciò che Meghan vuole Meghan avrà), le immagini di quei piccoli ti toccano l’anima come conservassero dentro, alla maniera di scrigni preziosi, infinite risposte a domande ontologiche pregnanti. Come se gli EsserCi che le  hanno fatte esistere in carne e sangue fossero a loro modo, ciascuno di loro, insegnamenti gramsciani impartiti a una scolaresca sorda e assente, distratta. Vite mirabili, appunto!

Rina Brundu

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