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Sulla natura del Male – Mamma mia, il “Caso Eichmann” in mano a Dagospia e al Daily Mail! E sulle sciocchezze di “Operation Finale” a proposito della cattura di Eichmann: povero Wiesenthal!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

dagospia

Per  carità, ho più rispetto per D’Agostino, Dagospia e il Daily Mail di quanto non ne abbia per tutti i giornaloni e giornalini italiani messi insieme, ma a tutto c’è un limite. Se poi D’Agostino si risparmiasse scritture simili sul suo sito: “Il destino dei quattro figli del mostro nazista Adolf Eichmann, il funzionario tedesco considerato uno dei maggiori responsabili dell’Olocausto, è stato rivelato dal Daily Mail”, ci si farebbe tutti quanti più bella figura.

D’accordo, siamo nel Paese del “fascistometro”, nel Paese in cui la nostra Storia più recente e più complessa, viene ridotta a giochettino trendy tra personaggi che di tutto si dovrebbero occupare tranne che di Storia, ma veramente si resta senza parole.

“Operation Finale” è un filmettino, tutt’altro che “avvincente”, diretto quest’anno da Chris Weitz, che su IMDB, un sito molto più informato dei “critici” italiani, si porta a casa sì e no un punteggio di 6.5. Personalmente non ho visto il film in questione e non lo guarderò su Netflix perché non amo questo genere di operazioni mediatiche mancanti di know-how ma tese a incantare il popolino. Certo è che se quanto scritto da Dagospia, riprendendolo, sembrerebbe, dal Daily Mail, ovvero che, in base a quanto raccontano gli sceneggiatori di Weitz, fu la fidanzata di uno dei figli di Eichmann, la tal Sylvia, a consegnare questo criminale al Mossad, bisognerebbe ritirare questa produzione anche per manifesta manipolazione storica (Un altro motivo per cui bisognerebbe ritirarla, invece, e per l’altrettanto manifesto tentativo di dare visibilità, finanche concedergli un’aurea di umanità, a uno dei criminali nazisti più pericolosi e più abietti, perché questo è stato il compare del “boia” Heydrich, nient’altro, non importano le ciarle della famiglia).

Leggere scritture così: “Fu solo quando una volta Sylvia sentì il fidanzato rivolgersi a quell’uomo chiamandolo padre che tutti i tasselli andarono al loro posto. Chiamò i servizi segreti israeliani e l’11 maggio 1960 Eichmann fu catturato dagli agenti del Mossad mentre scendeva da un autobus vicino a casa” francamente mi fa schifo. La cattura di Eichmann da parte del Mossad, diversamente da ciò che scrive Dagospia, è stata una operazione che ha avuto una lunga, lunghissima genesi. La caccia a questo criminale fu uno dei lavori più frustranti di cui si occupò Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti, il quale mentre in vita non riuscì mai a vedere quel suo sogno realizzato, purtroppo anche a causa dell’attiva protezione riservata dalle autorità tedesche a tutti i criminali nazisti in fuga nel periodo post-guerra.

La cattura di Eichmann faceva parte anche di un preciso piano e disegno voluto da David Ben Gurion, primo ministro di Israele, che dopo tanta titubanza decise di chiudere quell’ultimo capitolo rimasto aperto, anche a scopo “educativo” delle nuove generazioni del suo popolo. Si trattò di un piano ben congeniato, raccontato nel dettaglio in numerosissimi documentari davvero knowledgeable che si sono avvalsi anche delle dirette testimonianze degli uomini del Mossad coinvolti in quella operazione. Di certo non si ha bisogno di Netflix per conoscerla al meglio, e di certo il Mossad non ha avuto bisogno di “Sylvia” per ottenere il risultato!

Qualcuno lo dica a Dagospia e al Daily Mail. Then again, se spariscono questi due giornali ci fottiamo anche tutto ciò che è rimasto di quell’attività che un tempo chiamavamo giornalismo e dunque bisogna andarci cauti. Di fatto l’idea di un’Eichmann-story confusa tra gli articoli dedicati al guardaroba di Kate Middleton sul “Corriere”, o tra gli scritti analogici di Scalfari su “Repubblica”, certificherebbe la fine di ogni attività neuronale sul pianeta-Italia.

Ripensandoci, meglio l’opzione “Silvia”, che male può fare del resto, se non contribuire ad aumentare un attimo di più la nostra già grande ignoranza? Per la serie, e sempre per dirla con Dagospia… chi si accontenta… gode. Sic!

Rina Brundu

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