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I BELLUNESI IN GINOCCHIO? NON SIA MAI!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

sole.jpgdi Danila Oppio.

I disastri causati dal maltempo in Italia sono stati tremendi, con  morti e feriti un po’ ovunque.

Vorrei però trattare di quando accaduto nel bellunese, perché mi tocca da vicino.

Cosa è accaduto? Ettari di bosco divelti, un numero incalcolabile di abeti crollati, intere foreste. Strade impraticabili per smottamenti e caduta di alberi. Tetti scoperchiati, paesi privi di corrente elettrica e di acqua potabile.

Bene, anzi no, male, malissimo, ma i bellunesi non si sono disperati, non hanno incrociato le braccia attendendo aiuti da chissà chi e da chissà dove. Si sono rimboccati le maniche e messi a disposizione per dare una mano.

Uomini  forti ed esperti, si sono attivati con i loro attrezzi per ripulire strade e segare i tronchi d’albero messi di traverso sui percorsi. Le donne si sono organizzate per raccogliere materiali di prima necessità da consegnare nei paesi isolati, dove non c’è più niente.

Potrei andare avanti ancora, ma quel che mi spaventa di più è la diga di Comelico, totalmente invasa da fango e da un numero imprecisato di tronchi che rischiano di far esondare l’acqua del bacino, e causare una tragedia simile a quella del Vajont.

Col cuore gonfio di amarezza mi sento vicina a tutti color che hanno subito impotenti la forza della natura, perché là dove non ha potuto l’acqua, ci ha pensato il vento che soffiava a 180 Km/h.

Certo non si può impedire alle catastrofi naturali di fare il loro corso, ma forse una parte di colpa l’ha anche l’uomo, che non prevede,  operando in anticipo con intelligenza, quel che potrebbe accadere. Non sto a elencare le maggiori cause che comportano simili disastri, ma sicuramente l’innalzarsi del riscaldamento globale ne è il maggiore responsabile. Le industrie pensano solo al proprio tornaconto, infischiandosene di quel che accadrà in futuro, e il futuro è già qui e a dimostrazione dell’imbecillità umana la Terra si ribella, ci scuote con i terremoti, ci inonda con le acque, ci brucia con gli incendi. Nonostante tutto ciò, continuiamo a turarci le orecchie e a bendarci gli occhi. Non noi, in fondo gente di poco conto, ma quelli che comandano nel mondo.

Questo per per affermare che invece i bellunesi non si fanno, in questi brutti frangenti, i fatti loro ma si danno da fare per dare aiuto a chi è stato danneggiato dalle intemperie. Forza e coraggio!

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