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Riflessioni sul Quarto Potere (48) – Il Caso Consip. Omaggio a Marco Travaglio

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

martedi-30-ottobre-2018-675x996.jpgHo scritto, in più di una occasione, che il Caso Consip, anche il suo handling da parte della Magistratura, sarà, nel nostro futuro prossimo, il caso giudiziario, politico, civile, contro cui misureremo, contro cui verrà misurata, non solo tutta la nostra capacità democratica, ma anche le nostre effettive chances di sopravvivenza come società del cosiddetto “Primo Mondo” libero.

Il Caso Consip, nato nel periodo politicamente più buio e triste della storia della Repubblica italiana, è stato anche la straordinaria cartina di tornasole che ci ha dimostrato ciò che eravamo come realtà mediatica: un deserto in cui Tizio e Caio, forti della loro capacità editoriale, facevano il bello e il cattivo tempo, nulla di più. Il Caso Consip è stato, ed è, uno di quegli esempi plastici che raccontano la tipologia di giornalismo che abbiamo avuto, ovvero ci raccontano che noi di giornalismo vero e proprio non ne abbiamo mai conosciuto.

Il Caso Consip è quanto mai attuale, soprattutto in questi giorni in cui, in date conventicole redazionali si stracciano le vesti parlando di libertà di Stampa, parlando delle “verità” che sarebbero pronti a scrivere, fino alla morte. Ridicolissimi! Ridicolissimi, come non mi stancherò mai di scrivere, pena il mio ritenermi uno spirito-che-scrive che non vale la carta igienica in cui le sue scritture verrebbero pubblicate.

Ma in questa specifica occasione, rubando il tempo a un tempo che in questo periodo non ho proprio, scrivo per omaggiare Marco Travaglio perché, proprio in questi giorni, trattando il Caso Consip proprio come dovrebbe essere trattato in un paese libero, ha fatto grande onore al suo giornale e grande onore al nostro Paese. Sapere che c’è un quotidiano come “IL FATTO”, in realtà fa tutta la differenza tra il ritenerci liberi e il saperci in catene.

Bravissimo, dunque il direttore, continui così! Sappiamo già, purtroppo, come andrà a finire, e per ricredermi su questo dovrebbe succedere un vero e proprio terremoto, ma il fatto che ci siano dei giornalisti che seguono questo caso (bravo anche a Maurizio Belpietro de “La verità”, l’unico altro giornale che a questo proposito sta facendo il suo dovere deontologico), ci dà speranza. Ci invita a resistere, a immaginare un futuro in cui ciò che è accaduto in Italia negli scorsi cinque anni, nel silenzio connivente del 99,9% dei giornalisti, non accada mai più. Mai più!

Grazie, direttore Travaglio, mirabile!

Rina Brundu

PS Rosebud tornerà con robe straordinarie, ma ora c’è da lavorare in questo anno anch’esso mirabile! Per intanto chiedo venia nei ritardi nelle pubblicazioni ai bravissimi, fedelissimi, che mandano i pezzi…

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