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Il caso Cacciari e il renzismo. Sulle ultime, “aspre” critiche al renzismo stracotto

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

cacciari

Scusate il reprinting di questo post, un pò di lavori in corso sul sito, adesso terminati al meglio!

No, non è il sito criminale Wikipedia. Il Fatto Quotidiano è un ottimo giornale, anzi, averne!, ma tende  usare dei cliché. Quando? Che ne so, quando si convince che se lo dice la Segre è sicuramente morale, anche se il pulpito è quello del fazismo più uggioso e marchettaro che esista; se lo dice il pur bravo Davigo è sicuramente legittimo; se la critica al renzismo la fa Cacciari è certamente ponderata e quasi-filosofica!

Perdonatemi…. Ma non ce l’ho fatta: o mettevo quasi o non mettevo “filosofica”. Il fatto è che, come ho ripetuto in diverse occasioni, una cosa per me è un professore di Filosofia, e una cosa è un filosofo. Non metto in dubbio che Cacciari sia il miglior professore di Filosofia, ma per me i filosofi sono altri, e partono tutti da Diogene che scaccia Alessandro di malo modo. Orbene, nelle usate finte-critiche al renzismo che il furbo Cacciari fa da qualche annetto (più o meno da qualche tempo prima dall’infausto Referendum renzista di dicembre, che lui stesso, Cacciari, giustamente definì “una puttanata” di Riforma costituzionale), c’è qualcuno che abbia mai sentito Cacciari dire direttamente a Renzi: “Scostati che mi togli il sole… Pardon, scostati che stai mandando tutto a putt…?”.

Figuriamoci! Cacciari, scaltramente, ha sempre fatto critiche che oserei chiamare di logoramento di contorno al renzismo, a Renzi, per non parlare dell’appiattimento totale nei suoi confronti negli anni d’oro del Duce, quando criticarlo significava per Sallusti il taglio delle gambe e per noi miseri mortali tanto altro come ben sappiamo. Adesso però Cacciari avrebbe affermato che per “ricostruire” non si può partire da Minniti perché dietro ci sarebbe Renzi: ma perché se si riparte da Gentiloni, da Calenda, dalla Boschi, da Cacciari stesso, dietro cosa ci sarebbe? Renzi, naturalmente, o ciò che ne resta, dato che nelle settimane precedenti le elezioni, come purtroppo ricordiamo bene tutti quanti, costui lavorò strenuamente per assicurarsi un futuro Parlamento riempito di adepti.

Peraltro, in quei giorni tremendi per la nazione, non fu certo Cacciari a fare la voce grossa contro il Pinocchio di Rignano, ma in quel frangente dovette intervenire direttamente il popolo italiano, proprio come aveva già fatto nel dicembre 2016, e come farà alle prossime europee! Che poi, diciamocelo francamente, anche come “analista” di grido, o profeta-digitale, il professore non è proprio il non-plus-ultra. Solo poco tempo fa gridava (appunto) urbi-et-orbi che DiMaio e Salvini non avrebbero combinato nulla (vedi sotto la sua “profezia” puntualmente conservata da Rosebud)… Eh già! In realtà hanno fatto più questi due in pochi mesi che il pci-ds-margherita-pd-pdr in trent’anni in cui hanno letteralmente ucciso la nazione e procurato il suo debito pubblico monumentale!

Insomma… pensavamo fosse il nulla, ne eravamo certi, ma era Cacciari che faceva l’ennesima critica inconcludente al renzismo stracotto. A confonderci ci ha provato, di nuovo, l’anelante editor di Gomez, ma è durato un minuto: il tempo di scorgere la barba trendy, l’aspetto curato del filosofo di sinistra d’eccellenza… Vuoi mettere con il Diogene che si riduceva a mangiare con i cani e come i cani?! Tzé!

Rina Brundu

cacciari (1)

Screenshot da Dagospia

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