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Salvimaio. L’imperativo categorico: resistere fino al 2022!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

In nome del popolo italiano…

Tra le tante notizie farlocche che i giornali di regime pubblicano in continuazione, anche se adesso più per dovere, per portare la pagnotta a casa, che perché le ritengano loro stessi plausibili, ne manca una, vera, che di fatto dovrebbe raccontare quello che forse è il più importante appuntamento dell’Italia futura. No, non sono certamente le ridicolissime elezioni europee, che verranno completamente fagocitate da Lega e M5S, e che dovrebbero finalmente vedere l’estinzione del PDR, ma è invece l’elezione del Presidente della Repubblica nel 2022.

Ho una certa età, eppure non ricordo una sola elezione di un Primo Cittadino italiano che non venga dalle fila dei soliti noti. Siamo così abituati a questo status-quo che non è difficile speculare come lo stesso sia di fatto uno dei primi elementi responsabili delle tante crisi che abbiamo avuto anche nel nostro recente passato, per tutti basti ricordare il terribile periodo della Presidenza Napolitano che ci ha portato sul limite della guerra civile, e che è la causa prima della presente rivoluzione politica. In realtà solo quando si riuscirà finalmente a togliere questa importante “funzione” alla casta, solo allora sapremo che il vero cambiamento è in corso, che per noi, come comunità e come nazione, la speranza sarà diventata un qualcosa di reale, di plastico, di tangibile. Operato quel cambiamento, infatti, si potrà pensare a tutto il resto, a liberarci anche culturalmente, intellettualmente, bisognerebbe forse scrivere.

Per questo motivo è fondamentale che l’alleanza DiMaio-Salvini resti, immutata, fino alla fine della legislatura, dopo i due movimenti potranno anche prendere ciascuno la propria strada, ma a quel punto il vero “lavoro sporco” sarebbe stato fatto. Insomma, l’elezione del 2022 sarà il vero momento di svolta, fallire tale appuntamento significherebbe condannarci all’immobilismo, arrenderci alle ragioni private dei pochi, mettere un serio punto interrogativo davanti al nostro futuro destino.

Rina Brundu

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