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Filosofia dell’anima – Loren Del Santo. Parte terza. L’orrore su Canale 5: NOT IN MY NAME!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

L’ORRORE MUNCHIANO… NELL’ANIMA!

Non ho parole per descrivere ciò che ho visto per cinque minuti, questo pomeriggio, su Canale 5. Ho dovuto letteralmente spegnere il televisore, assalita dai conati di vomito. C’era un tempo in cui davanti a questi spettacoli mortificanti di tutto ciò che siamo come individui e come comunità, mi chiedevo se nella nostra nazione ci fossero organi di controllo dei messaggi che si mandano in televisione, organi capaci di fare didattica guardando al miglior bene di tutti. Ora, naturalmente, non me lo chiedo più, francamente ne abbiamo visto tante… ora resta solo il posto per il disgusto.

Anche volendo, infatti, non si saprebbe come commentare una madre, una televisione, una conduttrice televisiva, un branco di “vultures” disposti a tutto pur di avere un ridicolissimo minuto di apparente-celebrità, i quali, mentre seduti sul loro “alto” pulpito mediatico, si affannano in maniera scaltra, scaltrissima, per spolpare la carcassa di un giovane che forse ha voluto dire addio non solo a questo mondo ma, più specificamente, a quel suo mondo, perché evidentemente schifato dallo stesso: altro che malattia!

Confesso che al tempo della guerra dei 20 anni tra gli editori impuri italiani, io non avevo compreso bene la necessità di un banning totale al berlusconismo, soprattutto quando si fa pseudo-filosofia, filone intellettuale decadente, ma adesso, adesso comprendo meglio gli warnings sulla sua pericolosità. Adesso comprendo che i sinistrici non avevano tutti i torti, sebbene poi si siano ridotti a promuovere la stessa tipologia di approccio in tempi renzisti, ma certo è che questo non può essere una scusante per le indubbie colpe addebitabili alla televisione berlusconiana.

Questo pomeriggio, speculando in maniera indegna sulla vita di Loren, definito anche un pensatore e filosofo (sic!), si è scavato e si è raggiunto il più profondo fondo. Peggio di ciò che si è fatto oggi non si potrà mai fare, che è un po’ come dire che oggi è venuta meno l’illusione dell’esistenza, nel nostro Paese, di una comunità civile capace di dire NO, NOT IN MY NAME! Da oggi, insomma, siamo tutti più soli, ciascuno con la sua capacità di creare il meglio per sé, e con poche, se non nulle speranze di riuscire ad impararlo dagli altri, o di riuscire a condividerlo con gli altri.

Il mio augurio didattico, dal più pronfondo dell’anima, alla signora che ha ospitato, gestito, quella sceneggiata, è che in qualche sua vita, non necessariamente in questa, ella possa vivere sulla sua pelle una tragedia simile! Solo allora, forse, comprenderà pienamente ciò che ha fatto questo pomeriggio, in nessun altro modo potrà farlo, fermo restando che anche così le servirà un’eternità di tempo per realizzare davvero, come sempre accade quando oltre la forma, la paillette-mediatica, c’è solo l’abisso del vuoto cosmico che non sa di essere tale!

Rina Brundu

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