Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Riflessioni sul Quarto Potere (44) – Sulla domanda che si ponevano i lettori de “Il Fatto”, ieri: “A quando Repubblica?”. E sulla bacheca di “Salvini”, il primo giornale di una nuova età mediatica.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Emergenza informazionale epocale!

Se non mi sbaglio è stato ieri che “Il Fatto Quotidiano” online ha pubblicato un pezzo dedicato alle agitazioni nella sede de “L’Espresso”, laddove l’editore, o chi per lui, avrebbe comunicato di voler chiudere il sito del settimanale, nonché il piano di nuovi tagli al personale e ai loro emolumenti. Oggi quel pezzo è immediatamente scomparso dalla prima pagina, forse i “colleghi” si sono fatti sentire, e Gomez ha pensato bene di accontentarli: nella vita del giornalista italiano non si sa mai!

Certo è che chi ha letto l’articolo in questione, ma soprattutto chi ha seguito la discussione che ne è seguita in calce, non ha potuto che meravigliare dalla ricorrente domanda posta dai lettori: a quando Repubblica? Già, in realtà questa domanda l’ho esplicitata anche io in un breve post mezzo serio mezzo goliardico pubblicato qui su Rosebud! Da restarne meravigliati, appunto! Per la verità la faccenda mi ha portato anche a interrogarmi: ma siamo noi lettori che siamo “cattivi nell’anima”, oppure questi giornali, in queste decadi in cui hanno dettato legge in lungo e in largo, preteso di imporre la linea politica del Paese, hanno davvero portato la popolazione all’esasperazione? Purtroppo, anche dopo averci abbondantemente pensato su, io propendo per la seconda opzione, e sarebbe molto, molto difficile farmi cambiare idea, dato che il mondo del giornalismo lo studio da circa un quarto di secolo!

Peraltro, rispetto a queste questioni le domande da porsi sarebbero anche altre: che senso ha per l’editore chiudere il sito di quel settimanale e tenere in vita il giornale cartaceo? Non avrebbe più senso fare il contrario? E perché chiudere il sito? Quanto può costare tenerlo? Non è che l’editore sta ancora pagando altissimi emolumenti ai suoi giornalisti? Se, sì, perché lo fa, dato che esistono infiniti pioneri del giornalismo online che quel lavoro, fatto molto meglio e con maggiore know-how, glielo potrebbero portare a casa con un milionesimo dei costi?

La verità, temo, stia tutta nella stessa ragione del loro fallimento editoriale, ovvero l’editore non sta pagando giornalisti, ma soci accomunati da un unico obiettivo, da una unica linea d’azione: governare una nazione, dettare legge! Detto altrimenti l’antico sogno non è mai morto, ed è sempre questa la ragione per cui non hanno saputo cambiare rotta quando sarebbe stato necessario farlo, quando sarebbe stato ancora possibile salvare il salvabile. Adesso, naturalmente, è troppo tardi, adesso che lo hanno capito anche loro.

In risposta alla domanda dei lettori de “Il Fatto” si potrebbe invece dire che per Repubblica è solo questione di tempo, un anno, due, non mi stupirebbe comunque se fosse di meno. Oggigiorno per sostare su quei luoghi virtuali devi essere un lettore analogico, ovvero un lettore diventato adulto e vecchio agli inizi dell’età digitale, non importa la sua tipologia di formazione, oppure, francamente, un coglione ancora determinato a credere che “se lo dice il giornale sarà vero”. Tutti gli altri lettori, sono da tanto tempo passati a commentare nelle bacheche feisbukiche di Di Maio e Salvini, o nei siti dei loro partiti, diventando finalmente cittadini attivi. La bacheca di Salvini, che viaggia con milioni di likes, è di fatto uno dei primi giornali della nuova generazione. Una generazione che, piaccia o non piaccia all’establishment e ai repubblichini che ne fanno parte integrante, cambierà l’Italia.

In meglio o in peggio non è ancora dato sapere, ma francamente è difficile, molto difficile, immaginare un lavoro peggiore di quello fatto fino a oggi, anche applicandoci per ripeterlo sarei pronta a scommettere che non si riuscirebbe!

Rina Brundu

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!