Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il giornalismo italiano non dice (1) Super Di Maio – Perché non è il reddito di cittadinanza che conta, ma passare il messaggio che siamo in grado di cambiare l’Italia!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Super Di Maio… più veloce degli scandali renzisti e dei notisti orbi in Redazione!

Piccola premessa: avendo trascorso una intera prima vita nelle aziende, avendo la mia piccola azienda adesso, io non sono una che ama i redditi di cittadinanza. Ma non perché non possano essere utili a chi ne ha bisogno, quanto piuttosto perché con la mafia che c’è in Italia a proposito di assunzione e assistenza, sarà molto difficile, se non impossibile (almeno nell’immediato, poi dipenderà dalla serietà delle applicazioni operative nel tempo), non aggiungere altra mafia mettendo a disposizione dieci miliardi di Euro.

Detto questo io ho sostenuto Di Maio come ai vecchi tempi, in questa vera e propria impresa di tentare di cambiare le carte in tavola, di ridare dignità alla nostra sovranità di Paese, di tentare di rimettere gli italiani, quelli che non sono gli editori impuri, al centro della scena. Era importantissimo farlo, per infiniti motivi. Intanto perché sono proprio coloro che danno contro al governo in queste ore, che hanno procurato la montagna che è il nostro debito pubblico. Il colmo dei colmi però lo si raggiunge quando la critica a questa manovra di “sinistra”, proprio come l’ha giustamente definita Michele Emiliano (uno dei rari piddini che sembrano arrivare dalla Terra e non da Trappist B), la fanno coloro che hanno speso gli ultimi 30 anni a “difendere” le cause degli ultimi, i diritti degli esseri, o almeno così ci davano ad intendere. Può essere?

Purtroppo, tutto può essere, in una Italia che sta vivendo l’ennesima fase di una crisi informazionale epocale, di una crisi culturale e civile che non ha precedenti. Noi, di fatto, in questo preciso istante non esistiamo intellettualmente, siamo ombre di spettri (non però quelli di cui parlava ieri Ezio Mauro in un suo editoriale corredato al momento in cui l’ho visto io da ben 23 commenti, mai, infatti, avrei pensato che un suo editoriale potesse coinvolgere così tanti!), che a loro volta sono stati corpi e menti uccise dalle grandi imprese, anche editoriali, messe in piedi da “imprenditori” come quelli per cui ha sempre lavorato Mauro. Noi siamo fantasmi di ciò che avremmo potuto essere, come cittadini, come comunità, come nazione!

Ne deriva che, diversamente da ciò che pensava il buon Luciano Fontana dell’indimenticabile tomo “Un paese senza leader”, non possiamo che contentarci dal vedere questi piccoli grandi leader, questi super Di Maio, che sono riusciti a emergere nonostante tutto (anche nonostante Fontana e la sua redazione!). Che sono riusciti, lavorando bene, combattendo come dei veri e propri Davide contro i Golia del mondo, a fare una differenza, a ricordarci che, a dispetto dei “vultures”, a dispetto del renzismo, noi esistiamo ancora e siamo in grado di fare una differenza.

Non sarà tanto ma non è neppure poco, come sempre accade quando marciando nella merda, il caso ci fa schiacciare un impensato diamante! Sic!

Rina Brundu

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!