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Riflessioni sul Quarto Potere (42) – Casalino si adoperi per far chiudere l’Ordine dei Giornalisti, è un suo dovere intellettuale e morale!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Chiudere la vergogna ODG, ora!

Leggo che un tal Galimberti, che immagino essere un altro dei potentati-stampa-italici, che però me ne guardò dal googlare, anche perché il nostro tempo è contato e passarlo a googlare i Galimberti di questo mondo non farebbe onore a nessuno, starebbe pensando di aprire un procedimento dell’Ordine dei Giornalisti contro Rocco Casalino, a seguito delle sue parole contro i boiardi di Stato renzisti. In particolare, scrive Il Fatto Quotidiano in un suo catenaccio: “Il consiglio dovrà verificare, “nell’ambito dell’autonomia riconosciutagli dalla legge 138/2011, se le dichiarazioni”, il loro tenore e l’uso del linguaggio “siano pertinenti, continenti e compatibili” con gli articoli 2 e 11 della legge professionale”.

Di che cazzo stanno parlando, dato che Casalino opera nel suo ruolo di portavoce del Premier, e non certo di anelante giornalista iscritto all’Ordine lombardo? Certo, in codesto contesto, si potrebbe rivangare molto, molto di più! Per esempio, ci si potrebbe domandare, una volta ancora, dove sono stati codesti ligi tutori dell’ordine-giornalistico quando il duce di Rignano minacciava Sallusti, quando giornali come Repubblica e il Corriere svendevano la loro stessa dignità deontologica a quel signore appena citato, e dove fossero in questi ultimi cinque anni i rappresentanti di questa casta che ci ha fatto profondamente vergognare della nostra capacità intellettuale, ma cui prodest?

Il tempo è arrivato secondo me per muovere oltre, e da questo punto di vista Rocco Casalino ha una responsabilità, anche morale, nel sostenere il datato progetto M5S di far chiudere l’Ordine dei giornalisti. Un simile passo di fatto non è una mera azione amministrativa, ma sarebbe un segnale importante, epocale, laddove si affermerebbe, urbi et orbi, che l’intellettualità non è una capacità promuovibile con gli esamini tenuti dagli amici degli amici, che il coraggio della denuncia non è misurabile nei corridoi di ambienti di tipologia mafiosa, che la forza individuale che ci porta a scegliere date professioni non è soggetta al beneplacito del rassetto di turno, che il dna giornalistico non passa di padre in figlio in nipote come avviene purtroppo in Italia, ma che nasce si pasce e cresce con noi, originandosi da altre strade.

Prima il M5S mantiene questa sua promessa, prima ci potremmo sentire di nuovo, tutti quanti noi, esseri orgogliosi di essere nati nella nazione dove siamo nati. Al momento, infatti, è molto difficile sentirsi tali. Casalino promuova quel progetto di legge, subito, ne va della nostra onorabilità!

Rina Brundu

PS Visto che c’è presenti anche l’emendamento per le charities transoceaniche che speculano sull’impegno di intelletto campando del lavoro altrui e promuovendo la diseducazione urbi e orbi. Non tutti, mentre sono in vita, hanno la possibilità di passare alla storia da eroi dell’informazione libera, lei ce l’ha, la sfrutti!

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