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Filosofia dell’anima – Loren Del Santo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Loren, chi?

Leggo che si chiamava Loren Del Santo! È uno scherzo, ho pensato! No, in realtà è proprio così che continuano a chiamarlo nei siti gossipari, i quali in questo momento stanno sguazzando non solo sulla notizia del suo suicidio, a 19 anni, ma soprattutto sulla ciliegina mediatica offerta dalla madre Lory Del Santo, la quale avrebbe deciso di partecipare al suo talent grandefratellaro, o similare, comunque.

Non mi interessa “giudicare” il comportamento della madre: ognuno fa quello che vuole fare e non deve rendere conto a nessuno; ognuno lo sa lui/lei quali sono le profonde motivazioni che lo/la spingono ad agire in una direzione o in un’altra, e nessuno dovrebbe ergersi a giudice delle stesse, mai! Peraltro, ben peggiore della decisione di Lory Del Santo di presentarsi a un reality show dopo solo un mese dalla morte del figlio, mi pare la sua decisione di presentarsi tout-court! Così come, ben peggiori mi appaiono coloro che questi programmi beceri, diseducativi al mille per mille, antichi, analogici, coglioni nell’essenza, li guardano. Punto!

Tornando a monte, colpisce come anche Google presenti questo ragazzo come figlio di Lory del Santo, con un nonno Del Santo, e poco altro. Che ne è stato di Loren? Chi era Loren? Chi era questo povero Cristo che ancora prima di emettere il suo primo vagito si è ritrovato appiccicato addosso un nome apparentemente teso a incensare il nome della madre, che di lei aveva sulle spalle anche il cognome, che nei mesi e negli anni successivi alla sua nascita forse ha dovuto portare anche molto altro sulle spalle, soprattutto pesi non suoi, oneri che avrebbe potuto evitare se fosse nato da qualche altra parte!

Chi fosse Loren non è purtroppo dato sapere! Da qualche parte viene descritto come un ragazzo trendy, amante della bella vita, fisico palestrato; in altri luoghi Loren è un “malato”, anche perché, immagino, questa definizione aiuta sempre quando si tratta di spiegare ciò che non siamo in grado di capire come, per esempio, gli intricati percorsi dell’anima. Mi chiedo, quindi, se la decisione di Loren di lasciare questo mondo senza salutare, non sia stata anche l’ultimo grido inascoltato, di tanti, che egli abbia lanciato.

Chi vuoi che potesse ascoltarle quelle urla? Già è difficile sentirle in luoghi molto “più normali”, molto più al passo con le necessità individuali, figuriamoci tra le dinamiche varie e avariate, cacofoniche senza contenimento, dei mondi olografici e miserabili costruiti su fondamenta fatte di nulla, del nulla cosmico, della noia cosmica che uccide migliaia di anime ogni giorno, senza che quelle manco se ne accorgano!

Non so chi fosse Loren: francamente a capire chi fosse questo ragazzo non mi ha aiutato neppure il mio elucubrare, che mi pare anch’esso dotato di un buon tratto patronizing fuori luogo, e sostanzialmente bigotto. Ma chiunque fosse Loren, buon viaggio al suo spirito, e un augurio per una prossima esperienza incarnata decisamente migliore. Se Loren non se la sentiva più di condividere tutto quel nulla, tutta quella merda cosmica in forma di paillettes colorate e fastidiosissime, ha fatto benissimo ad andarsene, benissimo: ora o tra 70 anni non sarebbe cambiato niente, il nulla sommato al nulla dà come risultato sempre e solo… il nulla!

Rina Brundu

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